Apolide, cosa vuol dire: definizione, legge e diritti
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La parola apolide è tra le più cercate nelle ultime 24 ore in Italia. Ma cosa vuol dire esattamente e chi può ottenere questo status? La risposta sta in una convenzione internazionale del 1954 e in una legge italiana del 1962.
Apolide è chi non possiede la cittadinanza di nessuno Stato. Il termine deriva dal greco a-polis, che significa “senza città”, e indica una condizione giuridica precisa, non una semplice assenza di documenti.
Cosa vuol dire apolide: la definizione
Secondo l’UNHCR, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, un apolide è un uomo o una donna che non è riconosciuto come cittadino da alcuno Stato. Nel mondo sono circa 10 milioni, ma si tratta di una stima: non esiste una cifra ufficiale e completa.
L’apolidia può essere di diritto o di fatto. Nel primo caso la persona non rientra in nessuna legge sulla cittadinanza. Nel secondo ha formalmente una cittadinanza, ma non riesce a dimostrarla o a esercitare i diritti che ne derivano.
Senza cittadinanza mancano i diritti di base: documenti, accesso al lavoro regolare, istruzione, cure sanitarie e libertà di movimento. È il motivo per cui l’apolidia è considerata una delle condizioni più fragili dal punto di vista giuridico.
La Convenzione di New York e la legge italiana
Il riferimento internazionale è la Convenzione sullo status degli apolidi, firmata a New York il 28 settembre 1954. Il testo definisce chi è apolide e stabilisce gli obblighi di protezione degli Stati firmatari. Per molti Paesi resta il documento di base su cui si costruiscono le leggi nazionali.
In Italia la convenzione è diventata esecutiva il 1° febbraio 1962, con la legge numero 306. Da allora esiste una procedura amministrativa per il riconoscimento dello status, distinta da quella per il diritto d’asilo.
- La domanda si presenta in Italia, con documenti che ricostruiscono la storia personale e familiare.
- L’istruttoria verifica che la persona non abbia alcuna cittadinanza, nemmeno potenziale.
- Il riconoscimento permette di ottenere un permesso di soggiorno per apolidi e un titolo di viaggio.
Il titolo di viaggio è previsto dall’articolo 28 della convenzione. Deve indicare che il portatore è apolide e consente di spostarsi regolarmente, pur senza un passaporto nazionale.
Le cause dell’apolidia nel mondo
Le cause principali sono storiche e politiche. La dissoluzione di Stati come l’Unione Sovietica e la Jugoslavia ha lasciato milioni di persone senza un riferimento nazionale chiaro.
Contano poi le discriminazioni nelle leggi sulla cittadinanza, che in alcuni Paesi escludono interi gruppi, per esempio le donne o le minoranze etniche. A questo si aggiungono conflitti, migrazioni forzate e sistemi di registrazione civile incompleti.
Un caso frequente riguarda i bambini. Se nascono in un Paese che non riconosce lo ius soli e i genitori appartengono a uno Stato che non trasmette la cittadinanza, il minore nasce apolide. È la situazione segnalata in diverse cronache degli ultimi anni.
Perché se ne parla adesso
La ricerca del termine è legata a un fenomeno informativo ricorrente, quello delle persone senza cittadinanza che chiedono il riconoscimento dello status. Il tema torna di attualità ogni volta che un tribunale o un’amministrazione affronta un singolo caso.
Il percorso di riconoscimento non è automatico e richiede tempo. Serve dimostrare di non avere alcuna cittadinanza e di non poterla ottenere nello Stato di origine o di nascita. L’istruttoria può durare anche anni, con verifiche documentali e audizioni davanti agli uffici competenti.
Per chi vuole approfondire i servizi e i diritti sul territorio, Napolike ha raccolto informazioni utili nella pagina delle notizie e degli appuntamenti di Napoli e in quella dedicata agli screening gratuiti per la salute.
Anche il tema della genitorialità e dei diritti riproduttivi resta molto cercato, come dimostra il caso dei contributi della Campania per gli ovociti.
Domande frequenti
Cosa vuol dire la parola apolide?
Vuol dire senza città: indica una persona che non ha la cittadinanza di nessuno Stato.
Quanti apolidi ci sono nel mondo?
Circa 10 milioni secondo la stima dell’UNHCR. Non esiste un numero esatto, perché molti casi non sono registrati.
Quale legge regola lo status di apolide in Italia?
La legge numero 306 del 1962, che ha reso esecutiva in Italia la Convenzione di New York del 1954.
Un apolide può viaggiare?
Sì, se gli viene riconosciuto lo status riceve un titolo di viaggio previsto dalla convenzione, che sostituisce il passaporto.
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