Antenate all’Archivio di Stato di Napoli: un percorso tra memoria e racconti di donne
Da domani, 10 giugno 2026, l’Archivio di Stato di Napoli apre le porte a “Antenate”, un originale percorso tra spettacolo e documentazione che restituisce voce e volto alle donne del passato attraverso le carte custodite nei suoi immensi archivi.
Curato da Marina Rippa, “Antenate” è un progetto che intreccia teatro, storia e memoria, portando alla luce storie dimenticate di donne che hanno attraversato i secoli lasciando tracce nei documenti, negli atti notarili, nelle lettere e nei registri dell’Archivio.
Lo spettacolo nell’archivio
Non una semplice visita guidata, ma un vero e proprio percorso performativo che si snoda tra i corridoi, le sale e i depositi dell’Archivio di Stato, trasformando gli spazi istituzionali in un palcoscenico diffuso. Gli spettatori vengono accompagnati attraverso storie di donne comuni e straordinarie: monache, nobildonne, artiste, madri, ribelli, lavoratrici.
Ogni storia prende vita da un documento reale custodito nell’Archivio: testamenti, suppliche, contratti di matrimonio, atti di compravendita, lettere d’amore e denunce. Sono frammenti di vita quotidiana che, messi insieme, compongono un affresco corale dell’universo femminile napoletano dal Medioevo all’Età Moderna.
Marina Rippa e la regia
Marina Rippa è una regista e autrice teatrale napoletana con una lunga esperienza in progetti che uniscono teatro e memoria storica. Con “Antenate” firma un lavoro site-specific che valorizza il rapporto tra spazio, documento e narrazione, restituendo dignità e voce a donne che la storia ufficiale ha spesso relegato ai margini.
Il progetto è realizzato con la collaborazione dell’Archivio di Stato di Napoli e vede la partecipazione di attori e performer del territorio, in un dialogo continuo tra passato e presente.
L’Archivio di Stato di Napoli
L’Archivio di Stato di Napoli è uno dei più importanti e antichi d’Italia. Custodisce circa 50 chilometri lineari di documenti che coprono oltre dieci secoli di storia, dal periodo angioino fino ai giorni nostri. Ha sede nel complesso dei Santi Severino e Sossio, un ex monastero benedettino nel cuore del centro storico, a due passi da Piazza Garibaldi e dal Duomo.
Ospitare uno spettacolo come “Antenate” significa aprire al pubblico un patrimonio culturale immenso in una chiave nuova, accessibile e coinvolgente, lontana dalla percezione polverosa che spesso si associa agli archivi.
Info utili
Dove: Archivio di Stato di Napoli, Complesso dei Santi Severino e Sossio, Via G. Paladino 39, Napoli
Quando: Dal 10 giugno 2026
Orari: Consultare i canali ufficiali dell’Archivio di Stato di Napoli per date e orari delle repliche
Ingresso: Le modalità di partecipazione e i costi sono disponibili presso la biglietteria dell’Archivio e sui canali social dell’evento
Come arrivare: Raggiungibile a piedi dalla stazione di Napoli Centrale (Piazza Garibaldi, 10 minuti) e con la metropolitana Linea 1 (fermata Garibaldi) e Linea 2 (fermata Piazza Cavour).
FAQ
Che cos’è “Antenate”?
È un percorso performativo e teatrale che si svolge all’interno dell’Archivio di Stato di Napoli, dedicato alle storie delle donne attraverso i documenti d’archivio.
Chi cura il progetto?
Il progetto è curato da Marina Rippa, regista e autrice teatrale napoletana.
Quando inizia?
Dal 10 giugno 2026, con repliche in programma nelle settimane successive.
Dove si svolge esattamente?
All’Archivio di Stato di Napoli, nel Complesso Monumentale dei Santi Severino e Sossio.
È una visita guidata o uno spettacolo?
È un percorso performativo che fonde teatro e documentazione storica: non una semplice visita ma un’esperienza immersiva tra racconti e documenti originali.
A chi è consigliato?
A chiunque sia interessato alla storia, al teatro, ai diritti delle donne e alla valorizzazione del patrimonio culturale napoletano.