Allarmi bomba in Europa, una mail rivendica gli attacchi
Immagine realizzata con IA
Nuova giornata di allarmi bomba in Europa. Venerdì 6 novembre 2026 almeno 18 voli sono stati interessati da minacce alla sicurezza in nove Paesi, Italia compresa. Tutti gli aerei sono atterrati senza conseguenze e i controlli non hanno trovato esplosivi. Nel pomeriggio una mail inviata a diverse testate ha rivendicato le minacce.
Diciotto voli e nove Paesi coinvolti
Secondo quanto riportato dal Guardian, le segnalazioni hanno riguardato collegamenti da e per Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Italia, Ungheria, Cipro, Romania, Regno Unito e Portogallo. A Praga gli allarmi hanno interessato almeno nove voli, quattro in arrivo e cinque in partenza.
Due aerei diretti a Sofia, uno partito da Londra e l’altro da Bruxelles, sono stati sottoposti a controlli. In Portogallo la polizia ha ispezionato un Ryanair in partenza da Lisbona per Roma, senza trovare ordigni. In Francia sono state registrate altre quattro minacce, mentre la polizia danese ha indagato su una segnalazione legata all’aeroporto di Copenaghen, che ha continuato a operare regolarmente.
L’Ungheria ha fatto decollare i propri caccia per tre volte, su richiesta della Nato, per scortare altrettanti voli civili: un Bruxelles-Sofia e due collegamenti partiti da Praga, diretti a Cipro e Bucarest. Gli episodi si aggiungono a quelli dei giorni precedenti: tra martedì e giovedì almeno 35 voli sono stati dirottati o controllati.
I due casi legati all’Italia
Venerdì hanno riguardato il nostro Paese due voli: un Ryanair proveniente da Roma Fiumicino e atterrato a Lisbona, e un Wizz Air partito da Praga verso Roma e dirottato a Venezia. In entrambi i casi le verifiche hanno dato esito negativo.
Non è la prima volta nella settimana. Nei giorni scorsi gli allarmi avevano già coinvolto voli diretti a Roma e a Milano Malpensa, dove la Procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo per procurato allarme a carico di ignoti.
La mail di rivendicazione
Nel pomeriggio una mail inviata a diverse redazioni, citata dal Financial Times, ha rivendicato la serie di minacce. «Questo è solo l’inizio. Quello che è successo questa settimana è soltanto una piccola parte di ciò che attende l’Europa nel prossimo futuro», si legge nel testo. E ancora: «Molto presto faremo saltare in aria i vostri aerei, navi da crociera, stazioni della metropolitana e treni».
Chi scrive si presenta come «uno dei leader del gruppo responsabile» e annuncia «una nuova ondata di attacchi». Secondo un dirigente dell’emittente pubblica irlandese RTE, il messaggio è arrivato a 18 organizzazioni giornalistiche. L’autenticità e la provenienza della mail non sono state accertate.
Redazioni evacuate in Irlanda
In Irlanda le minacce hanno fatto evacuare le redazioni di RTE e della radio Newstalk. La tv pubblica ha ripreso a trasmettere da un’unità mobile all’esterno della sede di Dublino, che ospita anche un asilo per i figli dei dipendenti. Il personale è rientrato dopo quasi quattro ore, quando la polizia ha accertato che si trattava di un falso allarme.
Il governo di Dublino parla di «azioni coordinate» e ha alzato l’allerta in vista del Consiglio dell’Unione Europea in programma la settimana prossima in Irlanda, con circa cinquanta leader attesi, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Le indagini in Italia
Sugli allarmi che hanno coinvolto gli scali italiani indaga la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, che ha ricevuto le informative dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Gli uffici distrettuali lavorano per individuare l’origine delle minacce e capire se esista una regia unica.
Il gruppo estremista misogino Male State, citato in alcune delle mail arrivate agli aeroporti italiani, ha negato qualsiasi coinvolgimento rispondendo alla Bbc attraverso un account Telegram. La smentita, però, non è considerata una prova.
Il quadro più ampio
Gli allarmi si inseriscono in una settimana di attacchi ibridi che hanno toccato anche supermercati e sistemi informatici. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di aggressioni alle infrastrutture civili, dai trasporti alla sanità, e ha difeso le spese per la difesa e la sicurezza.
Su un punto le autorità sono caute: al momento nessun allarme si è trasformato in un attentato, e non è chiaro chi ci sia dietro. La mail firmata «Mikhail Andropov» potrebbe essere un indizio di un coinvolgimento russo oppure un modo per indirizzare i sospetti verso Mosca.
Domande frequenti sugli allarmi bomba in Europa
Quanti voli sono stati coinvolti?
Almeno 18 venerdì 6 novembre, in nove Paesi europei. Tra martedì e giovedì altri 35 voli erano stati dirottati o controllati.
È stata trovata una bomba?
No. Tutti gli aerei sono atterrati senza conseguenze e i controlli non hanno rilevato esplosivi.
Chi ha rivendicato gli allarmi?
Una mail inviata a 18 testate, citata dal Financial Times, firmata con il nome «Mikhail Andropov». L’autenticità non è stata verificata.
Quali voli italiani sono stati coinvolti?
Un Ryanair da Roma Fiumicino atterrato a Lisbona e un Wizz Air da Praga verso Roma, dirottato a Venezia.
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