Abusivismo edilizio, il Sud è davvero peggio del Nord?

Rappresentazione degli abusi edilizi in italia nelle aree costiere, immagine di una costa con edifici in costruzione a pochi metri dalla spiaggia
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L’abusivismo edilizio sulle coste italiane resta un’emergenza che non accenna a spegnersi, con Legambiente che nei rapporti Mare Monstrum del 2023 e 2024 ne conta oltre diecimila casi ogni anno. I numeri assoluti inchiodano il Sud ai primi posti della classifica: Campania e Puglia svettano, rappresentano da sole quasi un terzo del totale nazionale.

Eppure, quando si confrontano questi reati con il numero di abitanti che vivono nelle zone costiere, il quadro cambia radicalmente. I tassi pro capite risultano più bassi proprio al Sud, dove la popolazione litoranea è nettamente più numerosa e densa rispetto a Nord e Centro.

Il metodo dietro i calcoli

Per arrivare a queste proporzioni si parte dai dati sui reati legati al cemento illegale riportati da Legambiente nei suoi rapporti Mare Monstrum.
Si integrano poi con le stime Istat sull’Annuario Statistico Italiano 2024 e 2025, che forniscono densità demografica e popolazione nelle aree litoranee.

Il rapporto si ottiene analizzando i reati per centomila residenti, stimati moltiplicando la densità delle aree costiere per i chilometri di costa regionale, con una media di 800 km per regione.
Le fonti sono tratte direttamente dai dati ufficiali Istat e dai siti Legambiente.

La popolazione costiera spiega la differenza Nord-Sud

Il Sud concentra tra il 60 e il 70% dei reati totali, ma vi abitano 10-12 milioni di residenti costieri su un totale italiano di circa 17 milioni, contro i 5 milioni scarsi di Nord e Centro.
In Campania la densità litoranea tocca i 1.175 abitanti per chilometro quadrato, mentre in Veneto e Toscana non supera i 450-500.
Così, pur con più abusi in cifra assoluta, le proporzioni pro capite si abbassano notevolmente al Sud. Includendo ora anche Sicilia, Sardegna e Liguria, emerge che la Sicilia si mantiene sui tassi medi grazie a circa 4,8 milioni di residenti totali e densità di 185 ab/km², la Sardegna sale con 580 reati nel 2023 su 1,6 milioni di abitanti e bassa densità di 65 ab/km², mentre la Liguria registra pressione alta per la sua costa urbanizzata al 48% (densità ~1.000 ab/km²).

Cosa significa in soldoni? Che se in Campania vi abitassero i Veneti, i reati sarebbero il triplo.

I dati del 2023 proporzionati per abitanti

RegioneReatiDensità ab/km²Residenti costieri (stima)Reati ogni 100.000 ab.
Liguria (Nord)3001.000800.00038
Veneto (Nord)705500700.000101
Toscana (Centro)794450800.00099
Lazio (Centro)6171.0062,3 milioni27
Sardegna (Isole)580651,2 milioni48
Sicilia (Sud)7221852 milioni36
Campania (Sud)1.5311.1754,6 milioni33
Puglia (Sud)1.4425501,5 milioni96
Calabria (Sud)1.0464001 milione105

Il trend si ripete nel 2024

RegioneReatiDensità ab/km²Reati ogni 100.000 ab.
Liguria3201.00040
Veneto746500107
Toscana946450118
Sardegna4066534
Sicilia1.18018559
Campania1.8401.17540

Toscana, Veneto e Calabria guidano i tassi pro capite, mentre Sicilia, Sardegna e Campania restano sotto la media nazionale di 60.

Le implicazioni vere del fenomeno

Sia chiaro, si tratta di numeri pro capite che ovviamente non scagionano il Sud dalla responsabilità storica, dove il 40% delle nuove costruzioni risulta abusivo contro il 5% al Nord, secondo dati Istat ormai consolidati.
La maggiore densità spiega i valori assoluti elevati, ma non cancella un problema strutturale radicato nell’urbanizzazione passata.

Ma sono numeri che sicuramente dovrebbero far riflettere due volte chi, con troppa facilità, parla di colpe del Sud come se l’abusivismo e l’illegalità fossero tratti genetici esclusivi delle aree meridionali.
Sono dati che parlano chiaro: l’Italia è una ed è unita, anche negli abusi.

Va detto che le stime Istat sulle aree litorali hanno un margine di approssimazione e i reati contati sono solo gli accertamenti annuali, non l’intero stock abusivo.
Rapporti come quelli di Ispra confermano una pressione antropica più intensa al Sud e in Liguria, che sicuramente è direttamente legata alla concentrazione di popolazione sulle coste.

Fonti:

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