ABC Napoli verso la Spa Benefit: tra obblighi di legge e la paura di un nuovo referendum sull’acqua pubblica

ABC Napoli verso la Spa Benefit: tra obblighi di legge e la paura di un nuovo referendum sull’acqua pubblica
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ABC Napoli, l’azienda speciale che gestisce il servizio idrico del capoluogo campano, è al centro di un acceso confronto politico e sociale. La giunta guidata dal sindaco Gaetano Manfredi ha avviato l’iter per trasformarla in una Società per Azioni Benefit interamente pubblica, ma i comitati per l’acqua pubblica gridano al tradimento del referendum del 2011.

Da una parte l’amministrazione comunale parla di adeguamento a un obbligo normativo nazionale, dall’altra cittadini e associazioni vedono il primo passo verso una privatizzazione strisciante.

Dalla vittoria del referendum alla nascita di ABC

Per capire la posta in gioco bisogna tornare al 12 e 13 giugno 2011, quando oltre 27 milioni di italiani votarono al referendum per abrogare la norma che consentiva la privatizzazione della gestione dell’acqua. Il quesito chiedeva di sottrarre il servizio idrico dalle logiche di mercato, sancendo l’acqua come bene comune non commodificabile.

Napoli fu l’unica grande città italiana a dare piena attuazione al risultato referendario. Nel 2013 la giunta guidata da Luigi de Magistris trasformò l’allora ARIN (una Spa a capitale interamente pubblico) in ABC – Acqua Bene Comune Napoli, un’azienda speciale di diritto pubblico senza scopo di lucro. Un modello unico in Italia, diventato simbolo della lotta per l’acqua pubblica in Europa.

L’azienda speciale, a differenza di una società per azioni, non ha scopo di lucro: gli eventuali avanzi di gestione devono essere reinvestiti nella manutenzione delle reti e nel miglioramento del servizio. Una forma giuridica pensata per tenere l’acqua fuori dal mercato.

Il decreto Draghi del 2022 cambia le regole

A scuotere l’impianto normativo ci ha pensato il Decreto Legislativo 201 del 2022, approvato durante il governo Draghi e sostenuto allora anche da PD e M5S (oggi entrambi alla guida del Comune di Napoli). La norma ha modificato le regole per le società che gestiscono i servizi pubblici in rete, escludendo di fatto le aziende speciali dalla possibilità di ottenere affidamenti diretti.

Secondo il Commissario straordinario di ABC, Andrea Torino, la legge non consente più alle aziende speciali di gestire i servizi pubblici locali a rete, imponendo il passaggio a una società per azioni come condizione per mantenere l’affidamento. La scadenza è fissata al 31 dicembre 2027: se la trasformazione non fosse completata entro quella data, l’azienda rischierebbe la liquidazione.

Non tutti, però, condividono questa lettura. Il costituzionalista Alberto Lucarelli (già assessore con de Magistris e padre della delibera che creò ABC nel 2013) contesta che si tratti di un vero obbligo, citando una recente pronuncia della Corte dei conti – Sezione controllo per la Campania secondo cui il passaggio da azienda speciale a Spa non sarebbe obbligatorio.

La posizione del Comune: Spa Benefit 100% pubblica

L’amministrazione Manfredi ha risposto alle polemiche presentando il progetto di una “Spa Benefit”, una forma societaria che integra la responsabilità sociale nel modello di business, con l’obbligo statutario di utilizzare i profitti per generare effetti positivi sulla società e sull’ambiente.

Il 10 luglio 2026 il sindaco Gaetano Manfredi ha incontrato Cgil, Cisl, Uil e organizzazioni di categoria per condividere il percorso. «ABC deve essere pubblica e solida, con una particolare attenzione alle prospettive di sviluppo», ha dichiarato il primo cittadino. «Avvieremo da subito il percorso di trasformazione in Spa al 100% pubblica, con le azioni possedute tutte dal Comune di Napoli».

Il capogruppo del PD in Consiglio comunale, Gennaro Acampora, ha ribadito che la trasformazione «nasce da un obbligo di legge dello Stato» e che «non intacca la natura del capitale, che resterà pubblico». Secondo Acampora, il vincolo dell’affidamento in house impedirebbe qualsiasi ingresso di privati: «Non può privatizzarsi, non può aprire ai privati, non può neppure prevederlo nel proprio statuto, altrimenti configurerebbe un illecito». Lo statuto della nuova società dovrà prevedere la totale proprietà pubblica ed escludere la partecipazione dei privati, destinando le risorse esclusivamente allo scopo sociale.

Salvatore Parisi, membro del Comitato Esecutivo dell’Ente Idrico Campano (EIC), ha spiegato che la trasformazione in Spa non è una privatizzazione: «ABC sarebbe una società partecipata sottoposta a controllo analogo del consiglio comunale, senza nessuna possibilità di intromissione di privati. Se pure decidesse di vendere quote della società, perderebbe l’affidamento». Parisi ha però riconosciuto che il D.Lgs. 201/2022 «penalizza un solo modello di gestione pubblica, l’azienda speciale, escludendola dai servizi a rete senza alcun fondamento europeo».

I sindacati hanno valutato positivamente l’incontro con il Comune, ritenendo il percorso «in piena continuità con l’esperienza dell’azienda speciale» e annunciando la partecipazione attiva alla fase di realizzazione.

La mobilitazione dei comitati: «È il cavallo di Troia della privatizzazione»

Sul fronte opposto, il Coordinamento Campano Acqua Pubblica e il Comitato Acqua Pubblica Napoli non hanno mai smesso di mobilitarsi. Già da mesi organizzano sit-in sotto Palazzo San Giacomo e assemblee pubbliche in tutta la città.

Il 13 luglio 2026, nella Sala Consiliare della Municipalità VI di Napoli Est, si è tenuta un’affollata assemblea pubblica dal titolo “La Democrazia Riparte da Napoli Est”, con la partecipazione dell’ex sindaco Luigi de Magistris. Il suo intervento è stato netto:

I comitati vedono nella Spa il “cavallo di Troia” per una futura apertura ai privati o per l’ingresso in borsa. La differenza, sostengono, non è meramente burocratica: l’azienda speciale è un ente di diritto pubblico senza scopo di lucro, mentre la Spa è un soggetto di diritto privato finalizzato alla produzione di utili. Per quanto blindata oggi, domani basterebbe una delibera o un cambio di statuto per aprire il capitale.

De Magistris ha inoltre lanciato un appello al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, chiedendo una legge regionale che riconosca e protegga il modello dell’azienda speciale per la gestione del servizio idrico, esentandolo dagli obblighi di trasformazione imposti dalla normativa nazionale.

I comitati hanno già inviato una diffida formale al Comune di Napoli e all’EIC e hanno annunciato l’intenzione di promuovere un referendum cittadino nel caso l’amministrazione proceda con la trasformazione in Spa.

La promessa di Manfredi e il «tradimento» secondo Zanotelli

Al centro della protesta c’è anche una questione di credibilità politica. Il missionario comboniano padre Alex Zanotelli, da anni in prima linea nella difesa dell’acqua pubblica, ha ricordato pubblicamente le parole che il sindaco Manfredi gli rivolse in passato:

Mi aveva chiesto di guardarlo negli occhi: finché io sarò sindaco, ABC, azienda speciale, non si tocca

Padre Alex Zanotelli

Ma poi, ha sottolineato Zanotelli, Manfredi ha cambiato idea, sostenendo oggi la possibilità della trasformazione.

Per i comitati, quello che accade oggi a Napoli è lo specchio di un fallimento politico più ampio. La città che per prima aveva trasformato l’acqua in bene comune rischia di essere anche quella che apre la strada al ritorno della mercificazione. Alberto Lucarelli ha denunciato anche le modalità del dibattito in Consiglio comunale, dove sarebbe stata approvata una mozione che modifica l’articolo 67 dello statuto comunale, aprendo alla possibilità che ABC costituisca società con soggetti privati.

I prossimi passi

La partita si gioca su più tavoli. Sul piano istituzionale, il Comune ha avviato il confronto con i sindacati e si prepara a portare la delibera in Consiglio comunale. Sul versante dei movimenti, le mobilitazioni continueranno con nuove iniziative nelle prossime settimane, mentre si valuta la fattibilità tecnica e legale del referendum cittadino.

La Regione Campania, con il presidente Roberto Fico, potrebbe giocare un ruolo decisivo: de Magistris ha chiesto una legge regionale a tutela dell’azienda speciale, mentre Acampora ha annunciato un ordine del giorno per chiedere alla Regione un parere sulla possibilità di proroga dell’affidamento ad ABC come azienda speciale.

Il 31 dicembre 2027 resta la scadenza fatidica. Da qui a là, lo scontro tra chi vede nella Spa l’unica strada per salvare l’acqua pubblica e chi invece la considera il primo passo verso la sua privatizzazione promette di infiammare ancora a lungo il dibattito cittadino.


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