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VendemmiaFest 2019 a Castelfranci, la recensione de Il Trono di Sagre


A Castelfranci hanno tanto di quel vino che addirittura sgorga spontaneamente dalle botti! Noi de Il Trono di Sagre spinti dalla curiosità (e dalle sete) siamo stati a fargli visita.

Mentre sulla pagina del Trono si duella a suon di vino per il Tegamino D’oro, per rimanere coerenti io e il Corvo si va a Castelfranci (AV) in occasione del VendemmiaFest.

Non è la prima edizione anche se si tratta di festa giovane ma quest’anno i ragazzi di Castelfranci hanno voluto dare quel tocco in più, sul lato artistico, organizzativo, culinario ma sopratutto beverino, arriviamo alle 17.30 e sono già tutti con un bicchiere di vino in mano.

Capisco immediatamente che mi troverò perfettamente a mio agio.

La carta dei vini (e dei programmi di giornata…)

Antonio ci viene incontro e comincia a decantarci da grande conoscitore delle sue terre tutti i retroscena del prodotto principe dell’evento: Il vino.
Il vino viene tutto da Castelfranci, che, se non lo sapete, produce una quantità spasmodica di varietà, eppur tutta locale!
Fai 1 km? Cambia il vino. Come nella miglior tradizione campanilistica italiana ognuno si tiene stretto il suo prodotto.

La giornata si articola in diversi momenti, ho particolarmente apprezzato anche l’idea di far passeggiare gli avventori per le viuzze del paese, quelle piene di scale che vanno su e giù, strette o improvvisamente ripide e di fermarsi qui e li per permettere la declamazione di alcuni articoli e poesie che perfettamente combaciavano con l’idea dei ragazzi di Castelfranci sul loro evento e sul loro paese.
Insomma, non è che sia importante celebrare Castelfranci perchè sei di Castelfranci, devi farlo perchè quel luogo ha un valore, quel prodotto ha una storia, perchè ne vale la pena.
E se riesci a farlo tra un tramonto e un po’ di vino, ancora meglio!

Si mangia! (e si continua a bere)

Nel frattempo sono state aperte le cucine (e altre bottiglie) ma sopratutto è stata “stappata” la botte!
Questa bellissima e massiccia botte che spara a getto continuo una cascata di rossissimo vino si sovrapporrà ad ogni vostro ricordo di Shiningiana memoria, e per uscire dal labirinto di siepi dei vostri pensieri cosa meglio di un piatto di maccaronara fumante?

Bella, come se ogni serpentello di pasta fosse stato adagiato uno per uno, ci viene passata dalle gentili castelfrancine, insieme ad una valida alternativa di pasta e fagioli.
Il gusto conferma l’aspetto, è ottima.
Con tutto il vino che abbiamo bevuto con la scusa di esplorare il borgo ne avremmo mangiata una pentolata abbondante ma per fortuna ci siamo lasciati spazio per una portata FE-NO-ME-NA-LE: Frionzola.
Ancora lei. Ancora la carne di maiale con peperoni.
Quest’anno ne abbiamo fatta incetta.
Per ogni piatto di lagane che NON sono riuscito a mangiare ne sono arrivati due di frionzola.

Lasciatemi dire che a Castelfranci c’è qualcuno che sa il fatto suo, per me è la migliore dell’anno.
La carne è ottima, è succosa, morbida, ma il peperone, ragazzi, il peperone sfocia in altri campi.
Andrebbe riportato nei trattati di alchimia.
Il peperone filosofale, ma come hanno fatto ad abbrustolirlo così, a sfriggerlo così, a fargli trattenere tutto l’olio, che si rivela solo al palato?
Merito del vino? Nel senso, sia quello ingerito che quello usato in cucina?

A Castelfranci si sono ripromessi di far le cose per bene, e di farlo a modo loro, il futuro del VendemmiaFest è roseo, anzi rosso, rossissimo, e sgorga da una botte al centro del paese.

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