Walter Salles, i film del regista brasiliano: da Central do Brasil all’Oscar

Walter Salles, i film del regista brasiliano: da Central do Brasil all'Oscar
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Dopo il trionfo di Io sono ancora qui (in onda stasera su Rai 3, alle 21:20), riscopriamo la carriera di Walter Salles, considerato tra i massimi registi brasiliani. Dai road movie agli Oscar, ecco i suoi film principali.

Central do Brasil: la consacrazione

È il film che ha segnato il rinascimento del cinema brasiliano negli anni Novanta: Central do Brasil (1998) racconta il viaggio di Dora (Fernanda Montenegro), ex maestra che scrive lettere per gli analfabeti nella stazione centrale di Rio, e del piccolo Josué, rimasto orfano. Il film vinse l’Orso d’Oro a Berlino e valse a Fernanda Montenegro la nomination all’Oscar come miglior attrice, oltre a quella per il miglior film straniero.

Diarios de motocicleta: la gioventù di Che

Nel 2004 Salles dirige Diarios de motocicleta, che racconta il viaggio in motocicletta del giovane Ernesto “Che” Guevara (Gael García Bernal) attraverso il Sud America: un road movie che mostra la trasformazione del ragazzo borghese in rivoluzionario, vincitore dell’Oscar per la miglior canzone e di numerosi premi internazionali. Per preparare il film, il regista percorse tre volte l’itinerario originale di Che.

I road movie e i film internazionali

Il viaggio è il tema ricorrente del suo cinema: dall’esordio Terra Estrangeira (1995) fino a Na Estrada (2012), l’adattamento del celebre romanzo On the Road di Jack Kerouac, con Sam Riley, Garrett Hedlund e Kristen Stewart. Salles ha diretto anche il documentario premio Oscar Il sale della terra (2014), dedicato al fotografo Sebastião Salgado, realizzato insieme al figlio Juliano Ribeiro Salgado.

Io sono ancora qui: il ritorno al Brasile

Con Io sono ancora qui (2024) Salles è tornato a raccontare il suo Paese: la storia di Eunice Paiva (Fernanda Torres, Golden Globe e nomination all’Oscar) e della scomparsa del marito Rubens durante la dittatura militare brasiliana. È il film più personale del regista, che da bambino era stato vicino di casa della famiglia Paiva: ha vinto l’Oscar come miglior film internazionale, il primo nella storia del Brasile.


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