Teatro Sannazaro, cosa è successo? Incendio doloso o accidentale?

Nella mattina del 17 febbraio 2026 un incendio ha colpito il quartiere Chiaia a Napoli, interessando il Teatro Sannazaro e parte dello stabile che lo ospita. Le fiamme hanno coinvolto anche la cupola della sala, poi crollata sulla platea. Nel quartiere si è diffusa una densa nube di fumo, con disagi e interventi sanitari per intossicazioni. L’emergenza ha portato a evacuazioni e a una gestione complessa tra soccorsi, messa in sicurezza e prime verifiche tecniche.

Cosa è successo

L’allarme è scattato intorno alle 6 del mattino. L’incendio ha interessato il teatro, incastonato nel cortile interno dello stabile, e ha richiesto l’intervento di cinque squadre dei Vigili del Fuoco impegnate nello spegnimento e nella messa in sicurezza. Le fiamme hanno danneggiato in modo grave il tetto e l’auditorium: la cupola che copriva la sala è crollata sulla platea, compromettendo l’interno.

Sul piano sanitario, alcune persone sono state soccorse per inalazione di fumo: una parte trattata sul posto e altre trasportate negli ospedali Vecchio Pellegrini e Fatebenefratelli per accertamenti. Non risultano feriti. Sul versante abitativo, sono state sgomberate 22 unità e l’evacuazione ha coinvolto circa 60 persone. In parallelo, istituzioni e forze di sicurezza hanno effettuato sopralluoghi nell’area del teatro, mentre venivano gestite transenne e accessi nel perimetro interessato.

Le cause dell’incendio

Sul fronte giudiziario, la Procura di Napoli ha avviato accertamenti ipotizzando il reato di incendio colposo a carico di ignoti. In tale quadro, la ricostruzione del punto di innesco resta un passaggio centrale e richiede tempi tecnici legati a rilievi, verifiche strutturali e analisi dei materiali.

Parallelamente, tra le prime indicazioni degli investigatori è emersa anche l’ipotesi di una possibile origine dolosa. La differenza tra incendio accidentale e incendio doloso non è un dettaglio lessicale: cambia il perimetro delle responsabilità, la gestione delle prove e la traiettoria dell’indagine. Al momento, le informazioni disponibili indicano un quadro ancora in evoluzione, con una priorità immediata: completare lo spegnimento dei focolai residui e mettere in sicurezza le aree non ancora accessibili, in modo da consentire verifiche complete.

La ricostruzione, le parole del sindaco

Nelle ore successive, il tema è diventato doppio: tutela delle persone e futuro del teatro. Il sindaco Gaetano Manfredi ha definito l’accaduto un grande dolore per la città, parlando di ferita per la storia e la cultura napoletana, e ha dichiarato l’impegno a fare il possibile per restituire il Teatro Sannazaro a Napoli e riportarlo alla sua funzione.

La dimensione della perdita, oltre al valore simbolico, è legata ai danni strutturali stimati in prima ipotesi tra 60 e 70 milioni di euro. Manfredi ha indicato un orizzonte di circa due anni per arrivare alla ricostruzione. Nel frattempo, Comune e servizi sociali hanno gestito l’assistenza ai nuclei evacuati, con una parte delle famiglie orientata verso una sistemazione autonoma e la disponibilità, ove necessario, di soluzioni in albergo. Dal lato culturale, la richiesta dei proprietari del teatro, Lara Sansone e Salvatore Vanorio, è stata chiara: un appello alle istituzioni per non essere lasciati soli nel percorso di rinascita.

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