Sanremo, Ghali a rischio esclusione? La canzone sotto accusa!

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Sanremo 2024 è da poco iniziato e le sue canzoni già destano molto scalpore. Questa volta è il testo di Ghali, per la prima volta in gara, ad alzare un polverone: la comunità ebraica milanese vorrebbe che fosse esclusa e la accusa con rabbia. Ma perché? Cosa succede?

La canzone di Ghali sotto accusa, perché?

Milano diventa l’epicentro di una bufera mediatica quando Ghali, al secolo Ghali Amdouni, porta sul palco dell’Ariston “Casa mia“, una composizione che tocca corde sensibili. Walker Meghnagi, voce autorevole della comunità ebraica milanese, etichetta l’esibizione come un veicolo di propaganda antisraeliana, inaccettabile in un contesto che dovrebbe celebrare l’unità.

Quali sono i versi sotto accusa?

I versi incriminati da Meghnagi e co. vibrano di un messaggio che, secondo loro, oltrepassa il limite dell’espressione artistica per sfociare in una narrazione considerata pericolosa.

“Sempre la stessa storia, non voglio sollevare polvere / Ma come si può dire che qui è tutto normale / Tracciare confini con linee immaginarie, bombardare un ospedale / Per un pezzo di terra o di pane, la pace è sempre assente”.

Parole che, nella loro semplicità, scuotono e provocano, portando alla luce una realtà fatta di conflitti e sofferenze.

La risposta di Ghali

Ghali non resta in silenzio di fronte alle accuse. Attraverso un post su Instagram, il trapper si difende e chiarisce: la sua presenza a Sanremo non nasceva dall’ambizione di risolvere crisi internazionali ma di invitare alla riflessione. “Se la mia musica illumina ciò che molti preferiscono ignorare, allora è un successo”. Ghali ribadisce l’importanza di non rimanere neutrali quando il silenzio può essere interpretato come consenso, sottolineando l’essenza profondamente umanitaria e non politica del suo messaggio.

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Scritto da Andrea Navarro
Fonte immagine: profilo IG @ghali
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