Qual è la differenza tra Promessa di matrimonio e Pubblicazioni?

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Matrimoni e tradizioni si intrecciano in un affascinante viaggio attraverso la cultura italiana. Fra i vari riti e usanze, emerge la figura della promessa di matrimonio, spesso accompagnata da termini come “pubblicazioni” e “processetto”. Elementi radicati nelle usanze nuziali, che raccontano storie di amore, impegno e comunità.

Ma cosa li distingue davvero? Sono la stessa cosa? E come si intrecciano nelle diverse regioni d’Italia? Scopriamolo insieme, esplorando la magia e il significato di queste tradizioni.

Le differenze tra Pubblicazioni, Promessa e Processetto

Partiamo subito con la domanda cruciale: c’è davvero una differenza tra le 3 cose?
La risposta è semplice e cristallina: NO.

Al momento della firma delle pubblicazioni i due coniugi stanno confermando che hanno intenzione di sposarsi a breve, per questo in gergo viene chiamata “promessa di matrimonio” o “processetto”. Pertanto se non sapete quando comprare i pasticcini, la data è quella in cui andrete presso la municipalità per firmare le pubblicazioni di matrimonio che saranno poi affisse.

Approfondiamo meglio la questione e vediamo anche qual è l’iter burocratico.

Che cosa sono le pubblicazioni, perché si fanno e come sono regolamentate

Le pubblicazioni matrimoniali rappresentano una fase cruciale nel percorso verso il matrimonio.

Ma che cosa sono esattamente le Pubblicazioni di Matrimonio?

Si tratta di una procedura amministrativa che annuncia ufficialmente l’intenzione di due persone di sposarsi. Nel corso della quale il comune effettuerà dei controlli sull’effettiva fattibilità del matrimonio e andrà a pubblicare, da qui il nome, l’intenzione di matrimonio delle due persone sulla bacheca pubblica in modo tale che, se vi fossero impedimenti di qualche tipo, la cittadinanza possa segnalarlo in tempo utile.

Perché si fanno le Pubblicazioni di Matrimonio?

Questo passaggio ha lo scopo di verificare l’assenza di impedimenti legali al matrimonio, come il vincolo di un precedente matrimonio non sciolto per fare un esempio.

La regolamentazione di questa pratica è strettamente definita dalla legge italiana. Le pubblicazioni devono essere esposte per due settimane presso il comune di residenza dei futuri sposi, dando la possibilità a chiunque di segnalare eventuali ostacoli legali al matrimonio.

Quali sono i documenti necessari e le marche da bollo per le Pubblicazioni di Matrimonio?

In primo luogo è fondamentale recarsi presso gli uffici della vostra Municipalità per ritirare i moduli da compilare, una volta compilati questi moduli andranno presentati, insieme alla fotocopia di documento di identità e codice fiscale, sempre presso la municipalità (ufficio Matrimoni e Divorzi) la quale prenderà con voi un appuntamento per la firma delle pubblicazioni di matrimonio.

Quindi ricordate, dovete portare:

  • Modulo di richiesta delle pubblicazioni (differente per ogni comune)
  • Fotocopia leggibile della carta d’identità fronte/retro
  • Fotocopia leggibile del codice fiscale fronte/retro

L’ufficio a questo punto provvederà a richiedere il vostro certificato di nascita e lo stato familiare, nel caso fossero necessari altri documenti sarà sempre l’addetto comunale ad indicarveli.

Per quanto riguarda i documenti necessari da portare all’atto delle pubblicazioni, gli sposi devono presentarsi alla firma delle pubblicazioni con:

  • Carta d’identità valida;
  • Codice fiscale o tessera sanitaria;
  • Certificato di nascita (se richiesto dal comune);
  • Dichiarazione di stato libero (se richiesta dal comune);
  • Marca da bollo da 16€ se i futuri coniugi sono residenti presso lo stesso comune oppure due Marche da bollo da 16€ se i futuri coniugi sono residenti presso due comuni diversi

In alcuni casi, potrebbero essere richiesti ulteriori documenti, a seconda delle specifiche circostanze degli sposi, come la presenza di figli o di precedenti matrimoni, ma sarà sempre indicato dall’addetto comunale al momento della prenotazione.

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Che cos’è la Promessa di Matrimonio, qual è il suo scopo e perché si fa

La promessa di matrimonio rappresenta un momento significativo nel percorso verso il “sì”, ma legalmente non si distingue dalla firma delle pubblicazioni di matrimonio. Si tratta di un impegno formale tra due persone che intendono sposarsi, un passo che precede la cerimonia nuziale vera e propria.

Un atto, spesso celebrato con una cerimonia intima, che suggella l’intenzione dei futuri sposi di unire le loro vite. Nonostante non sia un requisito legale in Italia, la promessa di matrimonio rimane una tradizione amata, che riflette il valore dell’impegno e dell’amore condiviso.

Ma attenzione legalmente si tratta sempre delle pubblicazioni di matrimonio, per il resto è una cerimonia o un festeggiamento privato alla stregua di una qualunque festività personale.

Che cos’è il processetto e qual è la differenza con la Promessa di Matrimonio

In sé il processetto è la stessa cosa della Promessa di Matrimonio, la differenza è molto sottile e in entrambi i casi si tratta di una mera festa con amici e parenti. Semplicemente in alcune usanze il processetto è parte della promessa di matrimonio, ovvero la “dichiarazione” pubblica dell’itento di matrimonio.

Il termine “processetto“, usato in alcune parti d’Italia, identifica infatti una tradizione che si inserisce nel contesto della promessa di matrimonio. Ma che cos’è esattamente? Il processetto è un momento conviviale e celebrativo, dove gli sposi, di fronte ai propri familiari e amici, sottolineano il loro impegno reciproco verso il matrimonio con una piccola cerimonia.

Un’usanza che può includere la firma della richiesta di pubblicazione delle nozze, trasformando un atto burocratico in un evento festivo, ma di fatto si tratta di una mera festa celebrativa e non di un atto legale.

Il processetto è un esempio vivido di come le tradizioni locali possano dare un significato più personale e comunitario agli aspetti legali e amministrativi del matrimonio. In alcune regioni, questa usanza è molto sentita e rappresenta un importante momento di condivisione e di festa prenuziale.

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Scritto da Gennaro Marchesi
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