Perché si chiama Muro del Pianto? Storia e significato del Kotel di Gerusalemme

Perché si chiama Muro del Pianto? Storia e significato del Kotel di Gerusalemme
Immagine realizzata con IA
Le immagini di copertina possono essere realizzate o elaborate con strumenti di Intelligenza Artificiale. Questa scelta nasce anche dalla necessità di prevenire le continue contestazioni e richieste economiche improprie che riceviamo relative a fotografie utilizzate che sono sempre state acquistate con regolare licenza o autorizzate dagli organizzatori.
Contenuti dell'articolo

Il Muro del Pianto è un nome che conoscono tutti, ma non è il suo nome originale. In ebraico si chiama HaKotel HaMa’aravi, cioè il Muro Occidentale: è ciò che resta del muro di contenimento della spianata del Tempio di Gerusalemme.

Il nome italiano e quello inglese, Wailing Wall, raccontano un’altra storia: quella di chi, davanti a quelle pietre, piange un edificio che non c’è più.

Perché si chiama Muro del Pianto

Il soprannome nasce dall’usanza di pregare e piangere davanti al muro. Gli ebrei vi si recano per lamentare la distruzione del Tempio e per chiedere il ritorno in Israele e la ricostruzione del Terzo Tempio.

Il nome originale: HaKotel HaMa’aravi

Per gli ebrei il nome corretto è Muro Occidentale, in ebraico HaKotel HaMa’aravi, spesso abbreviato in Kotel, che significa semplicemente “il muro”. Si tratta del muro di contenimento occidentale del Monte del Tempio, il Monte Moriah.

Perché “del pianto”

Il termine Muro del Pianto, in inglese Wailing Wall, compare in epoche diverse secondo le ricostruzioni. Il sito ufficiale del Kotel e la Britannica lo attribuiscono ai viaggiatori europei, che dall’Ottocento osservavano le veglie di lutto degli ebrei davanti al muro. Altre fonti, come Focus, fanno risalire il nome al Medioevo, sempre legato all’immagine dei fedeli in lacrime.

Su un punto le fonti concordano: il “pianto” non è folklore, è lutto religioso. Non si piange un luogo, si piange la perdita del centro spirituale dell’ebraismo.

Un nome che gli ebrei non usano

Molti ebrei non usano l’espressione Muro del Pianto e la considerano riduttiva, se non offensiva: comunica l’idea di un popolo in lutto passivo, mentre il Kotel è per loro un luogo di preghiera viva. Per questo nei testi della tradizione ebraica si trova quasi sempre Muro Occidentale.

Cos’è il Muro del Pianto: la storia del Tempio

Il muro non è un edificio religioso in sé: è parte della struttura che sorreggeva la spianata su cui sorgeva il Tempio. La sua storia è legata a due templi e a due distruzioni.

Dal Primo Tempio al Tempio di Erode

Il Primo Tempio, secondo la Bibbia, fu costruito dal re Salomone nel X secolo a.C. e distrutto da Nabucodonosor II nel 586 a.C.

Il Secondo Tempio fu ricostruito al ritorno dall’esilio babilonese: iniziato nel 536 a.C., fu terminato il 12 marzo del 515 a.C. e restaurato nel 164 a.C. da Giuda Maccabeo.

L’ampliamento decisivo fu opera di Erode il Grande, che dal 19 a.C. allargò la spianata del Monte Moriah con imponenti mura di contenimento. I lavori si conclusero solo nel 64 d.C.

Il 70 d.C.: Tito distrugge il Tempio

Pochi anni dopo, nel 70 d.C., le legioni di Tito distrussero il Tempio durante la guerra giudaica. Della struttura sopravvisse solo il muro di contenimento occidentale, protetto in gran parte dalle macerie.

È il motivo per cui quello che si vede oggi è un muro di sostegno e non un tempio: una quinta di pietra che reggeva un’area, non l’edificio sacro in sé.

Cosa fanno gli ebrei al Muro del Pianto

Il Muro Occidentale è il luogo più sacro accessibile dell’ebraismo. Il Tempio non c’è più e la spianata non è praticabile come luogo di culto ebraico: la preghiera si ferma quindi davanti al muro.

Pregare davanti al Santo dei Santi

Il muro è considerato il punto più vicino al Santo dei Santi, la parte più interna e sacra del Tempio. Da secoli gli ebrei vi pregano convinti che la Presenza divina non abbia mai lasciato quel luogo. L’area è divisa in una sezione maschile e in una sezione femminile.

I foglietti nelle fessure

La tradizione di infilare biglietti con preghiere e desideri tra le pietre è antica di centinaia di anni. I foglietti vengono raccolti periodicamente e sepolti, perché non possono essere distrutti: contengono il nome di Dio.

Tisha B’Av, il digiuno del lutto

Il giorno in cui il lutto diventa collettivo è Tisha B’Av, il 9 del mese ebraico di Av. È un digiuno di 25 ore che ricorda la distruzione di entrambi i Templi, e al Muro si legge il Libro delle Lamentazioni.

Il Muro anche per l’islam: Ḥāʾiṭ al-Burāq

Il sito è rilevante anche per i musulmani, che lo chiamano Ḥāʾiṭ al-Burāq, il Muro di al-Burāq. Secondo la tradizione islamica, nel 620 Maometto compì il viaggio notturno da La Mecca a Gerusalemme, il isrāʾ e miʿrāj, cavalcando la creatura alata al-Burāq.

Proprio la sovrapposizione di due tradizioni religiose sullo stesso luogo ha reso l’area del Monte del Tempio uno dei punti più contesi del mondo.

1967: quando il Muro tornò accessibile

Dal 1948 al 1967 il settore del muro rimase sotto controllo giordano e l’accesso agli ebrei fu vietato. Dopo la Guerra dei Sei Giorni del giugno 1967, Israele conquistò la Città Vecchia di Gerusalemme e davanti al muro fu ricavata la grande piazza usata ancora oggi per la preghiera.

La Città Vecchia di Gerusalemme, con il Muro Occidentale, è patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1981.

Intorno al Muro: la Città Vecchia

Il Muro Occidentale si trova dentro la Città Vecchia, racchiusa dalle mura ottomane e divisa in quattro quartieri: ebraico, musulmano, cristiano e armeno.

Il tunnel del Muro Occidentale

Sotto terra prosegue la parte più antica della struttura. Un tunnel consente di camminare lungo il muro sotterraneo e di arrivare vicino al punto dove sorgeva il Santo dei Santi.

Muro del Pianto o Muro Occidentale?

In italiano l’espressione Muro del Pianto è la più diffusa e non è sbagliata: è il nome con cui il luogo è entrato nella lingua comune. Se però si scrive un testo rispettoso della tradizione ebraica, la forma corretta è Muro Occidentale o Kotel.

Un’ultima curiosità: la parte visibile del muro è alta circa 19 metri, ma la struttura prosegue sotto il livello della strada, dove si trovano filari di pietre molto più antichi.

Domande frequenti

Perché il Muro del Pianto si chiama così?

Perché da secoli gli ebrei vi si recano a pregare e piangere la distruzione del Tempio. Il nome si è diffuso tra i viaggiatori europei, mentre in ebraico il luogo si chiama HaKotel HaMa’aravi, cioè Muro Occidentale.

Che differenza c’è tra Muro del Pianto e Muro Occidentale?

Nessuna: sono due nomi dello stesso luogo. Muro Occidentale, o Kotel, è il nome della tradizione ebraica; Muro del Pianto è il nome più diffuso in italiano e in inglese.

Chi ha costruito il Muro del Pianto?

Il muro di contenimento fu ampliato da Erode il Grande a partire dal 19 a.C. e completato nel 64 d.C. Sopravvisse alla distruzione del Tempio da parte di Tito nel 70 d.C.


Scopri di più da Napolike.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Seguici su Telegram