Pensione anticipata a 64 anni per tutti: cosa prevede la proposta per la Manovra 2027 e quanto si perde sull’assegno
Immagine realizzata con IA
Andare in pensione a 64 anni, per tutti, anche per chi ha una carriera mista tra sistema retributivo e contributivo. È la proposta di riforma che in queste ore anima il dibattito in vista della Manovra 2027 e che è finita in cima alle ricerche degli italiani, desiderosi di capire a chi conviene e cosa succederà all’assegno.
L’idea, rilanciata dal leader della Lega Matteo Salvini e tenuta in considerazione dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è quella di estendere l’uscita anticipata volontaria a 64 anni anche ai lavoratori del sistema misto, cioè a chi ha versato contributi sia prima sia dopo il 1996. La condizione, però, sarebbe netta: accettare il ricalcolo interamente contributivo della pensione.
Oggi l’uscita a 64 anni è riservata solo a chi rientra nel contributivo puro, ossia a chi ha iniziato a versare dal 1° gennaio 1996, con almeno 20 anni di contributi effettivi e un importo minimo pari a tre volte l’assegno sociale. La proposta all’esame del governo allargherebbe questa possibilità a un bacino molto più ampio di lavoratori, ma prevederebbe anche un inasprimento dei requisiti: per chi ha una carriera mista gli anni di contributi richiesti salirebbero da 20 a 25.
Secondo le simulazioni diffuse in queste ore, chi scegliesse di lasciare il lavoro a 64 anni accettando il ricalcolo contributivo vedrebbe l’assegno ridursi in media di circa il 10 per cento rispetto a quanto gli spetterebbe attendendo i requisiti ordinari. Un sacrificio che, per molti, potrebbe essere compensato da qualche anno di pensione in più.
Il quadro si inserisce in una fase di transizione: quota 103 e Opzione donna non sono state rinnovate, mentre la pensione anticipata ordinaria resta possibile oggi con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, requisiti destinati a salire con gli adeguamenti alla speranza di vita. Nel centrodestra le posizioni restano divise tra chi spinge sull’allargamento dell’uscita a 64 anni e chi rilancia invece la Quota 41. Al momento si tratta solo di una proposta: per diventare legge servirà il passaggio in Manovra.
Domande e risposte sulla pensione a 64 anni
Chi può già andare in pensione a 64 anni?
Oggi solo i lavoratori del contributivo puro, chi ha iniziato a versare dal 1° gennaio 1996, con almeno 20 anni di contributi effettivi e un assegno pari ad almeno tre volte l’assegno sociale (soglia ridotta per le donne con figli). La decorrenza scatta dopo tre mesi dal raggiungimento dei requisiti.
Cosa cambierebbe con la proposta all’esame del governo?
L’uscita volontaria a 64 anni verrebbe estesa anche a chi ha una carriera mista, a condizione di accettare il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. Per i lavoratori misti i requisiti contributivi salirebbero da 20 a 25 anni.
Quanto si perde sull’assegno uscendo a 64 anni?
Secondo le simulazioni pubblicate in queste ore, il ricalcolo contributivo ridurrebbe l’assegno mediamente di circa il 10 per cento rispetto all’attesa dei requisiti ordinari.
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