Il New York Times: Napoli è la casa del cinema. Un omaggio grazie al film di Sorrentino

Pubblicato 
mercoledì, 29/12/2021
Di
Andrea Navarro

Il New York Times parla ancora una volta della nostra città e questa volta lo fa grazie al nuovo film di Sorrentino: È stata la mano di Dio. Dopo aver parlato della luce puntata su Napoli grazie ai romanzi di Elena Ferrante e dal film e della famosa serie “Gomorra”, il celebre giornale si concentra sulla nuova opera del regista napoletano.

L’articolo non è solo una dettagliata spiegazione del recente lungometraggio approdato sulla piattaforma di Netflix, ma anche un susseguirsi di fotografie ad alta risoluzione che immortalano l’essenza di Napoli.

Gianni Cipriano per il New York Times

Inoltre, all’interno del pezzo si parla anche della serie Tv “Un posto al Sole” e delle critiche riguardo la serie Gomorra. Come riportato sul NY Times, Antonio Capuano dichiarò che “Gomorra” era diventata un’orrenda cartolina di Napoli.

È stata la mano di Dio, invece, riporta lustro alla città partenopea e lo fa in una maniera così peculiare che il lungometraggio non può far altro che fare il giro del mondo. Arrivando, appunto, sul NY Times.

“Napoli è una città di contraddizioni, di palazzi barocchi decorati accanto a case abbandonate, di traffico incessante e indisciplinato e un tasso di disoccupazione ufficiale del 21,5% , il doppio della media nazionale. Ma è anche una città di cultura, intellettuale e popolare, e culla di canzoni come “O sole mio” e “Santa Lucia”. La sua grandezza “shabby”, i vicoli stretti e le ampie vedute del Golfo di Napoli con il Vesuvio come sfondo rendono la città un naturale set cinematografico a cielo aperto”.

credit: netflixqueue.com

È stato ripreso anche l’intervento del neosindaco Manfredi nel quale dichiarava che la fertile stagione cinematografica ha contribuito a rafforzare il marchio internazionale di Napoli e a consolidare il legame dei napoletani residenti all’estero con la loro terra.

L’articolo che omaggia la città di Napoli, inoltre, si concentra su una delle scene più famose del lungometraggio. Il discorso tra il protagonista, il giovane Fabietto, ed il regista Antonio Capuano (interpretato da Ciro Capano).

“No one gets outta this city,” the director tells him. “Do you know how many stories there are in this city. Look!,” he says peering out at a wide view of the Bay of Naples, as dusk sets.

credit: Gianni Cipriano per il New York Times

Inoltre ricordiamo che a metà dicembre AO Scott, stimato giornalista del New York Times, ha recensito il film definendolo: “Un’opera di realismo. È una bella tautologia: un film vero su una vita fatta per i film”.

Articolo ufficiale: NY Times
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