Morsa da una vipera nel Cilento, trasferita d’urgenza al Cardarelli di Napoli: la denuncia sul siero antivipera introvabile

Morsa da una vipera nel Cilento, trasferita d'urgenza al Cardarelli di Napoli: la denuncia sul siero antivipera introvabile
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Elisa Scarano, presidente del Consiglio del Municipio VI di Milano, è stata morsa da una vipera mentre si trovava nel Cilento ed è stata trasferita d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli. Al centro della sua denuncia c’è la mancata disponibilità del siero antivipera nelle strutture sanitarie locali, un problema che secondo la donna non riguarda solo il suo caso.

La vicenda, raccontata dalla stessa Scarano e ripresa da diverse testate, ha acceso i riflettori sulle criticità dei presidi sanitari del territorio cilentano nella gestione dei morsi di serpenti velenosi.

Cosa è successo

La donna si trovava in vacanza nel Cilento quando è stata morsa da una vipera. Immediata la corsa in ospedale: si è rivolta prima al presidio San Luca di Vallo della Lucania, ma lì non sarebbe stato immediatamente reperibile il siero antivipera. A quel punto è stato deciso il trasferimento al Cardarelli di Napoli, dove la paziente è stata ricoverata e sottoposta a cure specialistiche e monitoraggio tossicologico.

Le condizioni sono apparse critiche nelle prime ore: la stessa Scarano ha raccontato di aver vissuto momenti difficili, con il corpo che si gonfiava e vomito, prima di ricevere le cure adeguate.

La denuncia: “Il mio non è un caso isolato”

Nel racconto della presidente del Municipio VI di Milano, la sua non sarebbe stata una situazione eccezionale. Negli stessi momenti in cui era ricoverata a Napoli, ha spiegato, un altro paziente proveniente dall’ospedale di Roccadaspide sarebbe stato trasferito per la medesima motivazione: un morso di serpente e la difficoltà a reperire il siero nei presidi del territorio.

Una coincidenza che, secondo Scarano, evidenzia un problema sistemico per le strutture sanitarie del Cilento, lasciate sguarnite di presidi medici essenziali per gestire le emergenze legate ai rettili velenosi.

La replica dell’ospedale

Dall’ospedale di Vallo della Lucania sarebbe arrivata una precisazione: la struttura ha fatto sapere di aver gestito il caso secondo i protocolli e ha sottolineato che non sarebbe stato accertato che il morso ricevuto dalla paziente fosse riferibile con certezza a quello di una vipera. Resta comunque centrale il tema della reperibilità dei farmaci salvavita nei piccoli presidi.

Il problema del siero antivipera

Il caso riporta l’attenzione su una questione nota: la scarsa diffusione del siero antivipera nelle aree interne e nei presidi periferici, proprio dove il rischio di incontrare vipere è più alto. Nei mesi estivi i morsi di vipera non sono rari in Campania e nel Sud Italia, e la tempestività della somministrazione dell’antidoto può fare la differenza.

Domande frequenti

Dove è stata trasferita la consigliera dopo il morso?

Elisa Scarano è stata trasferita all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove è stata ricoverata e curata con monitoraggio tossicologico.

Perché non c’era il siero antivipera?

Secondo la denuncia della donna, il siero non sarebbe stato immediatamente reperibile presso l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, primo presidio a cui si era rivolta.

Il siero antivipera è obbligatorio negli ospedali?

La disponibilità del siero antivipera dipende dalla dotazione dei singoli presidi e dalle indicazioni regionali: il caso ha riacceso il dibattito sulla necessità di garantirne la presenza nelle aree a maggiore rischio.


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