Montesarchio: il castello e cosa vedere

Montesarchio: il castello e cosa vedere
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Nel cuore della Valle Caudina, ai piedi del Monte Taburno, Montesarchio è uno dei borghi più affascinanti del Sannio. Circa 13.000 abitanti, un centro storico stratificato e un profilo dominato da castello e torre.

Siamo in provincia di Benevento, a circa 300 metri di quota. Montesarchio è il secondo comune più popoloso della provincia ed è entrato nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia.

Nell’antichità il sito si chiamava Caudium, centro principale dei Sanniti Caudini. Qui la tradizione colloca la battaglia delle Forche Caudine del 321 a.C., quando i Romani furono costretti a passare sotto il giogo.

Oggi la città è nota soprattutto per il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino e per il Cratere di Assteas, che il Ministero della Cultura ha definito “il vaso più bello del mondo”.

Il castello e la torre di Montesarchio

Il complesso sorge sul colle che domina la valle: Torre cilindrica e Castello formano un profilo unico, visibile da gran parte della Valle Caudina.

La torre ha un nucleo di avvistamento di epoca romana, collegato al castello nel VIII secolo per volontà del duca longobardo Arechi II. L’aspetto attuale deve molto all’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, che la ispezionò nel 1495.

Nei secoli il fortilizio passò ai Normanni, agli Svevi, ai Della Leonessa, ai Carafa e ai D’Avalos. Sotto Ferdinando II di Borbone divenne un temuto carcere di Stato.

Tra i prigionieri più noti ci fu il patriota Carlo Poerio, rinchiuso qui per circa dieci anni. Il carcere restò in funzione fino al 1950 e ancora oggi sui muri delle celle si leggono iscrizioni graffite dai detenuti.

Sono visibili gli incassi del ponte levatoio, i resti del fossato e le “bocche di leone” sulle mura esterne, pensate per versare olio bollente sugli assalitori.

Pro: architettura militare rara, vista panoramica sulla valle, ingresso al museo incluso e visita breve adatta a tutti. Contro: la torre si visita solo su prenotazione, il percorso ha scale e non è del tutto accessibile.

Recensioni: le oltre cento recensioni su Tripadvisor descrivono il complesso come una “notevole sorpresa”, con l’ambientazione del museo giudicata ben curata.

Il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino

Dal 2007 il castello ospita il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino, uno degli istituti museali più significativi dell’Italia meridionale.

Il percorso raccoglie circa trecento reperti dalle tre città dei Sanniti Caudini: Caudium (Montesarchio), Saticula (Sant’Agata de’ Goti) e Telesia (San Salvatore Telesino).

Si parte dal paesaggio preistorico e si arriva ai corredi delle necropoli caudine, databili tra la metà dell’VIII e il III secolo a.C. Molti vasi raccontano gli scambi commerciali con le città greche della costa e con il mondo etrusco-campano.

Nelle celle dell’ex carcere borbonico è allestita la mostra permanente “Rosso Immaginario. Il racconto dei vasi di Caudium”, un percorso immersivo distribuito in sei sale.

Il Cratere di Assteas

Il pezzo più celebre è il Cratere di Assteas, esposto nella torre in un ambiente climatizzato. È un cratere a calice a figure rosse, alto circa 72 cm, firmato dal ceramografo attivo a Paestum.

Il lato principale raffigura il ratto di Europa: Zeus trasformato in toro bianco rapisce la principessa fenicia e la porta verso Creta. Sul lato opposto compare un corteo dionisiaco con Dioniso e le menadi.

Rinvenuto nel 1973 in territorio di Sant’Agata de’ Goti, il vaso finì nel mercato clandestino e nel 1981 fu acquistato dal Getty Museum di Malibu. Dopo lunghe indagini è stato restituito all’Italia nel 2007.

Pro: pezzo unico al mondo, allestimento moderno e didattico, ideale per le scolaresche. Contro: collezione raccolta in pochi ambienti e, senza prenotazione, la torre resta chiusa.

Recensioni: i visitatori su Tripadvisor parlano di un percorso “eccellente per le scolaresche” e giudicano imperdibile la mostra Rosso Immaginario.

Il centro storico: Piazza Umberto I e la Fontana dell’Ercole

Il salotto di Montesarchio è Piazza Umberto I, dove si concentrano palazzi storici, chiese e locali. Al centro campeggia la Fontana dell’Ercole alexicacos, emblema della città.

La fontana ha una grande vasca circolare con la statua di Ercole circondata da quattro leoni. Il nome “alexicacos” richiama il ruolo protettore dell’eroe, che secondo la leggenda avrebbe ucciso un leone in una grotta del Taburno.

Il centro storico conserva due nuclei antichi: Latovetere, di impianto longobardo, e Latonuovo, cresciuto in epoca normanna. La parte moderna si sviluppa invece lungo il tracciato della Via Appia.

Pro: passeggiata piacevole, botteghe e locali, architettura compatta e ben conservata. Contro: parcheggio limitato vicino alla piazza e salite ripide tra i vicoli del borgo alto.

La Chiesa dell’Annunziata e le altre chiese

Sulla piazza si affaccia la seicentesca Chiesa dell’Annunziata, dedicata anche a San Giovanni Battista. I primi lavori risalgono al 1614.

All’interno si conserva una tela con l’Annunciazione insieme a San Giovanni Battista, San Severino, San Filippo Neri e San Domenico. L’altare maggiore custodisce un dipinto donato dal cardinale Orsini, poi papa Benedetto XIII.

Sul fianco della collina, sotto il castello, si erge l’Abbazia di San Nicola, tra le più antiche della città, con origine tra XII e XIII secolo. La facciata romanica e il campanile con monofore e bifore sono tra le testimonianze più preziose del borgo.

Da vedere anche la Chiesa e Convento di Santa Maria di Costantinopoli, voluta nel XVII secolo da Nicola D’Avalos dopo la peste del 1656.

Pro: patrimonio religioso ricco, ingresso in genere libero, atmosfera autentica lontana dai flussi turistici. Contro: orari di apertura irregolari, alcune chiese aprono solo nei giorni di funzione.

Tocco Caudio, il borgo fantasma della Valle Caudina

A pochi chilometri da Montesarchio si trova Tocco Caudio, il borgo abbandonato dopo il terremoto del 1980. Plutarco lo definì la “metropoli” più importante della zona.

Oggi si visita a piedi lungo una stradina che sale sul costone di roccia. Tra le case diroccate si riconoscono la Chiesa dello Spirito Santo e i resti delle abitazioni, con la valle che si apre sotto.

Pro: atmosfera unica, accesso libero e possibilità di escursioni guidate anche con i bambini. Contro: sentieri sconnessi, serve abbigliamento adatto e non ci sono servizi sul posto.

Recensioni: su Tripadvisor chi ha visitato il vecchio borgo consiglia di entrare nei ruderi per capire come si viveva nel Novecento.

Cosa vedere nei dintorni: Sant’Agata de’ Goti e il Taburno

A pochi chilometri da Montesarchio c’è Sant’Agata de’ Goti, borgo medievale arroccato su uno sperone di tufo sopra il torrente Isclero. È tra i più fotografati della Campania.

Alle spalle della città si alza il Parco Regionale del Taburno-Camposauro, con boschi, sentieri e la Foresta del Re. Qui si producono Aglianico del Taburno DOCG e Falanghina del Sannio DOC.

A circa 18 chilometri c’è Benevento, con l’Arco di Traiano e Santa Sofia. Poco più lontane, le Terme di Telese offrono acque sulfuree tutto l’anno.

Pro: base ideale per un weekend tra borghi, vino e natura, con distanze brevi. Contro: i collegamenti locali sono scarsi, meglio spostarsi in auto.

Orari, biglietti e come arrivare

Il castello con il museo apre dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:00, con ultimo ingresso alle 18:30. Il lunedì è chiuso. La torre si visita su prenotazione al numero +39 0824 834570.

Il biglietto intero costa 5 euro, quello ridotto 2 euro. Per i gruppi è consigliata la prenotazione via email al museo.

Montesarchio si raggiunge in auto lungo la Strada Statale 7 Appia, con uscita dall’autostrada A1. In treno c’è la stazione di Montesarchio-San Martino Valle Caudina sulla linea Napoli-Benevento.

Da Napoli servono circa 40-50 minuti di auto. In bus i collegamenti sono garantiti dai servizi di linea per Benevento e per la Valle Caudina.

Eventi: Calici di Stelle, Estate Sannita e San Nicola

L’estate è la stagione più vivace. La rassegna Estate Sannita porta da giugno a settembre concerti, teatro, cinema all’aperto e degustazioni in piazza Umberto I.

Il 10 agosto, notte di San Lorenzo, si tiene Calici di Stelle, con degustazioni di Aglianico del Taburno DOCG e Falanghina del Sannio DOC davanti al castello illuminato.

Il 6 dicembre si festeggia il patrono San Nicola di Bari, con processioni e concerti. Nel periodo natalizio il centro si anima di mercatini e presepi in ceramica.

L’autunno è la stagione della vendemmia e del foliage sui vigneti del Taburno. L’inverno è il momento migliore per visitare il museo senza folla.

Dove mangiare e dormire a Montesarchio

La cucina locale ruota intorno ai vini del Taburno, ai salumi, ai formaggi e alla pasta fatta in casa. In centro e lungo la Via Appia si trovano trattorie, pizzerie e agriturismi.

Per dormire ci sono bed & breakfast nel centro storico, hotel nella zona moderna e agriturismi nelle campagne, spesso con cantina e degustazione. Chi cerca il benessere può abbinare il soggiorno alle vicine Terme di Telese.

Mappa dei luoghi da vedere a Montesarchio e in Valle Caudina

FAQ su Montesarchio

Quanto costa visitare il castello di Montesarchio?

Il biglietto del Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino costa 5 euro, ridotto 2 euro, e comprende la visita al castello. La torre si visita su prenotazione.

Quando è aperto il Museo del Sannio Caudino?

Apre dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 19:00, con ultimo ingresso alle 18:30. Il lunedì è chiuso.

Cosa non perdere a Montesarchio?

Il Cratere di Assteas nella torre, la Fontana dell’Ercole e la Chiesa dell’Annunziata in Piazza Umberto I, oltre all’Abbazia di San Nicola e al centro storico.

Come si arriva a Montesarchio da Napoli?

In auto servono circa 40-50 minuti lungo la SS7 Appia o l’autostrada A1. In treno si usa la linea Napoli-Benevento, stazione Montesarchio-San Martino Valle Caudina.

Vale la pena visitare Tocco Caudio?

Sì, se piace l’escursionismo. È un borgo abbandonato a pochi chilometri da Montesarchio, visitabile a piedi e con escursioni guidate adatte anche ai bambini.

Continua a esplorare la Valle Caudina e il Sannio

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