La Macenata a Paternopoli 2026, festa della vendemmia in Irpinia
Immagine realizzata con IA
Nelle colline dell’Irpinia, dove l’Aglianico ha il suo regno da secoli, Paternopoli si prepara a rivivere la vendemmia con La Macenata. Il nome viene dal dialetto locale e indica la pigiatura dell’uva, il gesto che per generazioni ha segnato l’inizio dell’autunno nel borgo. Tra vicoli, tini e stand, la festa unisce vino, cucina contadina e spettacoli popolari, con ingresso libero per tutti.
Cos’è La Macenata
La Macenata è la festa della vendemmia di Paternopoli, in provincia di Avellino. Il termine “macenare” appartiene al dialetto irpino e descrive l’azione di pigiare l’uva, quella che un tempo si faceva nei tini di legno con i piedi e che oggi viene rievocata come momento simbolico della manifestazione.
Il borgo si trasforma per l’occasione: le strade del centro storico ospitano stand enogastronomici, musica e iniziative culturali, mentre i produttori locali portano in piazza il vino dell’annata. È una festa che parla di territorio più che di semplice gastronomia, come racconta anche la nostra scheda sulla Macenata di Paternopoli.
Cosa si mangia e cosa si beve
I piatti della tradizione
Il menu segue le stagioni e la cucina contadina irpina. Si passa dalla carne alla brace ai cavatelli fatti a mano, dal pane cotto nel forno a legna ai dolci rustici preparati dalle famiglie del paese. Sono piatti semplici, pensati per essere mangiati in piedi tra uno stand e l’altro.
Il vino, protagonista assoluto
La parte del leone la fa l’Aglianico, il vitigno che in quest’area dell’Irpinia dà alcuni dei rossi più longevi della Campania. Le degustazioni permettono di confrontare etichette di produttori diversi, spesso a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra. Chi vuole arrivare preparato può partire dalla nostra guida alle cantine dell’Irpinia tra Taurasi, Greco di Tufo e Fiano.
Cosa succede in piazza
La Macenata non è solo un percorso di degustazione. Il programma comprende spettacoli musicali, sfilate in costume e danze popolari che animano le piazze del borgo per l’intera durata della festa.
Il momento più atteso resta la rievocazione della pigiatura dell’uva, che riporta in scena il rito della vendemmia e coinvolge il pubblico. È il passaggio in cui la festa smette di essere una sagra e diventa una rappresentazione collettiva della memoria contadina irpina.
Date, orari e ingresso
Il calendario dell’edizione 2026 indica il periodo dal 25 settembre al 3 ottobre 2026. L’ingresso è gratuito e non serve prenotazione: si paga solo quello che si consuma agli stand.
Gli appuntamenti serali sono i più affollati, soprattutto nel fine settimana, quando il centro storico si riempie di visitatori arrivati anche dalle province vicine. Chi preferisce girare con calma può scegliere le prime serate.
Come arrivare a Paternopoli
Paternopoli si trova nell’alta Irpinia, in provincia di Avellino. In auto si arriva dall’autostrada A16 con uscita Avellino Est, poi si prosegue verso l’alta Irpinia lungo le strade provinciali della zona. Nei giorni di festa conviene parcheggiare ai margini del centro e proseguire a piedi, perché le vie del borgo sono strette.
Domande frequenti su La Macenata
Cosa significa il nome Macenata
Deriva dal dialetto irpino “macenare”, cioè pigiare l’uva. Indica la festa della vendemmia di Paternopoli e il rito della pigiatura che viene rievocato durante la manifestazione.
Quando si svolge l’edizione 2026
Il calendario dell’edizione 2026 indica il periodo dal 25 settembre al 3 ottobre, con appuntamenti distribuiti nelle serate del borgo e il momento clou della pigiatura.
Quanto costa entrare
L’ingresso è gratuito. Si pagano soltanto cibo e vino consumati agli stand, con prezzi da sagra e menu basati sui piatti della tradizione irpina.
Cosa si può bere e mangiare
Aglianico del territorio, carne alla brace, cavatelli fatti a mano, pane cotto nel forno a legna e dolci rustici. Le degustazioni di vino sono il motivo principale per cui molti visitatori raggiungono Paternopoli.
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