Il doodle della Pizza di Google: perché fa storcere il naso, ma in realtà è perfetto

Pubblicato 
lunedì, 06/12/2021
Di
desiree.catani

Sì Google, famosa azienda americana, dedica il doodle di oggi alla pizza. Ricordiamo i doodle sono quelle modifiche, speciali e momentanee, del logo sulla home page del motore di ricerca di Google e tali azioni sono volte a commemorare festività, eventi, nascite importanti e molto altro.

Oggi, 6 dicembre 2021, cade l’anniversario del giorno in cui la pizza fu ufficialmente inserita tra i beni riconosciuti del Patrimonio Culturale Immateriale dell'umanità. Con precisione, correva l’anno 2007 quando l'Unesco fece questo passo storico.

L’azienda del motore di ricerca decide, quindi, di omaggiare il famoso piatto napoletano con un doodle, ma lo fa in modo che potrebbe sembrare strano, ma invece non lo è. Non siamo di certo qui a criticare lo stile Google, ma a sottolineare quanto la pizza sia diventata internazionale e quanto abbia subito delle grandi modifiche in base alla cultura di quel determinato paese dove si affermava.

Perché il Doodle di Google fa storcere il naso

Questa volta, il doodle di Google non rimanda alla pagina ufficiale dell’origine della pizza ma cliccando sul logo si può avviare un giochino molto divertente: l’obiettivo è tagliare le fette di pizza in base ai gusti delle persone coinvolte. I gusti, però, sono molto lontani da quelli storici. Si parte dalla tradizionale margherita fino ad arrivare a pizze assolutamente non tipiche del nostro territorio, come ad esempio la tanto discussa pizza con ananas (pizza hawaiana) e la magyaros (tipica dell’Ungheria).

Perché il Doodle di Google è perfetto

Ma perché alla fine il doodle di Google è giusto così? Perché è inclusivo. La pizza ha una storia, ha un’origine, ma non ci appartiene più in effetti. La pizza è diventata internazionale e ognuno, con mani di ogni etnia possibile (se ancora c’è necessità di sottolinearlo). E quindi sì, si parte dalla Margherita ma si arriva fino a quelle di tutto il mondo. Giocando impariamo ad essere inclusivi: rispettiamo i gusti di ogni persona (ognuno ha i propri gusti per bisogno o per scelta) e soprattutto ognuno ha la sua cultura che si rispecchia nella propria pizza.

Sì, ma la pizza napoletana non si tocca!

Lo ammettiamo, lo abbiamo pensato anche noi in un primo momento, ma poi abbiamo deciso di andare alla fonte ufficiale (il sito di Google) e leggere di più. Seppur non spiegato in maniera esplicita i precedenti concetti ci sono sembrati più che chiari. Difatti, alla fine dell’articolo ufficiale dell’azienda riguardo il doodle, troviamo un paragrafo “Which pizza makes your world go round?” e tra i gusti abbiamo la Margherita in prima posizione, ma poi è il turno di pizze davvero strane come addirittura la “Dessert Pizza” che come ingredienti ha semplicemente “Infinite possibilità”. Ed ecco qui la chiave di volta. Ognuno, ormai, ha la sua pizza. Che sia persona, intesa come singolo individuo, paese o cultura.

La pizza è diventata simbolo di inclusione.

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