Perché è morto Robin Williams: la verità sulla malattia che nessuno conosceva
Immagine realizzata con IA
Sono passati più di dieci anni da quella notte, ma la domanda continua a tornare nei motori di ricerca: perché è morto Robin Williams? L’attore premio Oscar, scomparso l’11 agosto 2014 nella sua casa di Tiburon, in California, non si è tolto la vita per una semplice depressione. La verità, emersa solo dopo l’autopsia, è più complessa e drammatica: soffriva di una demenza a corpi di Lewy in forma avanzata e aggressiva.
All’epoca aveva 63 anni ed era uno degli attori più amati del mondo. Il suo agente confermò il suicidio, ma fu la moglie Susan Schneider Williams a rivelare negli anni successivi il quadro clinico completo, raccontato anche nel documentario Robin’s Wish del 2020.
La notte dell’11 agosto 2014
Robin Williams fu trovato senza vita nella sua abitazione di Tiburon l’11 agosto 2014. Le indagini stabilirono che la causa della morte era asfissia da impiccagione, in un gesto volontario compiuto nella sua stanza. L’attore soffriva da tempo di depressione e ansia, e aveva chiesto aiuto curandosi anche in una struttura di riabilitazione nelle settimane precedenti.
La notizia del suicidio di un uomo capace di regalare tanta allegria scosse il mondo intero, dagli Stati Uniti all’Italia, dove film come L’attimo fuggente, Mrs. Doubtfire e Good Morning, Vietnam lo avevano reso un’icona.
La verità dell’autopsia: la demenza a corpi di Lewy
La svolta arrivò con l’autopsia. Il rapporto rivelò che Robin Williams soffriva di demenza a corpi di Lewy diffusa, una malattia neurodegenerativa aggressiva che colpisce cervello e funzioni cognitive. Una patologia che era stata scambiata per Parkinson e che gli causava sintomi devastanti: tremori, rigidità, allucinazioni, paranoia e sbalzi d’umore improvvisi.
“Non era depressione, era una malattia neurologica”, ha spiegato più volte la vedova. I medici che hanno studiato il caso hanno confermato che la demenza a corpi di Lewy in quello stadio provoca sofferenze psicologiche estreme, molto diverse da una semplice forma di malinconia.
Il racconto di Robin’s Wish
Nel documentario Robin’s Wish, prodotto nel 2020, Susan Schneider Williams ricostruisce gli ultimi mesi di vita dell’attore: i vuoti di memoria, la difficoltà a ricordare le battute, l’incubo di sentirsi “sbagliato”. Robin Williams, racconta la moglie, aveva capito che qualcosa nel suo cervello non andava e cercava disperatamente una spiegazione.
Il doc, disponibile in streaming, ha contribuito a cambiare la narrazione pubblica sulla sua morte, spostando l’attenzione dalla depressione alla malattia neurodegenerativa che lo aveva letteralmente trasformato.
Un’eredità immensa
Attore, comico, doppiatore e improvvisatore geniale, Robin Williams ha vinto un Oscar come miglior attore non protagonista per Will Hunting nel 1998, dopo una carriera iniziata nei club di cabaret e esplosa con la sitcom Mork & Mindy. Film come Patch Adams, L’uomo dei sogni e La società letteraria restano nel cuore di milioni di spettatori.
La sua storia, oggi, è anche un monito sull’importanza di riconoscere per tempo le malattie neurodegenerative, che spesso si nascondono dietro sintomi scambiati per depressione.
FAQ
Perché è morto Robin Williams? Robin Williams è morto l’11 agosto 2014 per suicidio, ma l’autopsia ha rivelato che soffriva di una demenza a corpi di Lewy in forma avanzata, che gli causava allucinazioni, paranoia e forti sofferenze.
Robin Williams aveva il Parkinson? No, gli era stata diagnosticata una malattia simile, ma l’autopsia ha stabilito che si trattava di demenza a corpi di Lewy diffusa.
Quanti anni aveva Robin Williams quando è morto? Aveva 63 anni.
Dove è morto Robin Williams? Nella sua casa di Tiburon, in California, l’11 agosto 2014.
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