Leone Di Lernia chi è: carriera e canzoni del re delle parodie
Immagine realizzata con IA
La morte di Davide Di Lernia, 47 anni, avvenuta nella notte tra il 19 e il 20 settembre 2026 in un incidente in moto a Milano, ha riportato in testa alle ricerche il nome di Leone Di Lernia. Cantautore, conduttore radiofonico e comico, è stato per anni la spalla più irriverente dello Zoo di 105.
Chi era Leone Di Lernia
Leone Di Lernia è nato a Trani, in Puglia, il 18 aprile 1938. La sua carriera è partita dal basso: da ragazzo si è fatto conoscere come urlatore, con lo pseudonimo di Cucciolo Di Lernia, e nel 1961 ha partecipato al Festival dell’Urlo organizzato da Ghigo Agosti. Il primo 45 giri, «Trenta chili/Andiamo nei cieli», è arrivato nel 1968.
Trasferitosi a Milano, per anni ha lavorato come cantante e comico dialettale nelle televisioni locali. La notorietà televisiva è arrivata negli anni Ottanta, quando si piazzava dietro l’inviato durante i collegamenti dallo stadio Giuseppe Meazza di 90° minuto. Lo stesso copione lo ha ripetuto in Quelli che il calcio.
Le canzoni e le parodie dance
La popolarità vera è esplosa all’inizio degli anni Novanta, con i due dischi della serie Barhouse. Il meccanismo era sempre lo stesso: prendere una hit dance e riscriverne il testo in un mix di italiano e dialetto tranese. Così Macarena dei Los Del Rio è diventata Maccarone, mentre Gypsy Woman di Crystal Waters si è trasformata in La-la-li, la-la-la pesce fritto e baccalà.
Un antecedente dello stesso metodo risale al 1975, con Gaccia ad’avè, cover in dialetto di I gotcha di Joe Tex. Nel 1979 due suoi brani, La megghiaire sfaticata e Ce vuò ce fè, sono finiti nella colonna sonora del film Sabato, domenica e venerdì.
Lo Zoo di 105 e il genere trash-demenziale
Dal 1999 al 2008, e poi ancora in parte nel 2011, Leone Di Lernia è stato la spalla comica di Lo Zoo di 105. In quegli anni il suo personaggio è diventato un cult per una generazione di ascoltatori. La critica lo colloca nel filone trash-demenziale, un genere che ha lasciato il segno nella radio italiana.
La morte e il legame con Milano
Leone Di Lernia è morto a Milano il 28 febbraio 2017. Proprio nel capoluogo lombardo è morto anche il figlio Davide, dopo uno schianto in via Mecenate. Davide Di Lernia era un videomaker e produttore: negli ultimi anni aveva raccontato il padre in una serie di video e progetti online, riportando al centro dell’attenzione la figura dell’artista.
L’eredità artistica
Anche a distanza di anni, i brani di Leone Di Lernia continuano a circolare in rete e nelle radio. Le sue cover sono entrate nella memoria collettiva di chi ha ascoltato la radio negli anni Novanta, e il soprannome di re delle parodie dance gli è rimasto addosso. Nel 2017, alla notizia della morte, sui social si moltiplicarono i messaggi di colleghi e ascoltatori.
FAQ su Leone Di Lernia
Quando è morto Leone Di Lernia?
È morto a Milano il 28 febbraio 2017, all’età di 78 anni.
Quali sono le canzoni più famose?
Le più note sono le parodie dance degli anni Novanta: Maccarone, La-la-li, la-la-la pesce fritto e baccalà e Gaccia ad’avè.
Dove è nato Leone Di Lernia?
È nato a Trani, in provincia di Barletta-Andria-Trani, il 18 aprile 1938.
Perché oggi si cerca il suo nome?
Per la morte del figlio Davide Di Lernia, avvenuta a Milano nella notte tra il 19 e il 20 settembre 2026. La ricostruzione dell’incidente è in corso.
Per sapere chi era Davide Di Lernia e come è avvenuto lo schianto in via Mecenate, leggi l’articolo sulla morte del figlio del cantante. Sul fronte televisivo, la settimana si è chiusa con il nuovo amore di Mauro Corona raccontato a Verissimo e con il ritorno in pubblico di Vittorio Sgarbi.
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