Eredità Peppino Di Capri, spunta un testamento «strano»: parla la prima moglie Roberta Stoppa
Immagine realizzata con IA
L’eredità di Peppino Di Capri finisce sotto la lente. A mettere in dubbio le ultime volontà del cantautore, scomparso l’11 luglio 2026 nella sua Capri, è la prima moglie Roberta Stoppa, 86 anni, che in un’intervista ha parlato di un testamento che non la convince fino in fondo: «Ha lasciato uno strano testamento, scritto male. Gli avvocati stanno studiando. Vedremo se ci sono stati condizionamenti, forzature».
Chi sono gli eredi
Gli eredi legittimi restano i tre figli dell’artista: Igor Faiella, nato nel 1970 dal matrimonio con Roberta Stoppa, celebrato nel 1961 e concluso con il divorzio, ed Edoardo e Dario, nati dalle seconde nozze con Giuliana Gagliardi, scomparsa nel 2019. Entrambe le mogli restano fuori dalla linea di successione, la prima per il divorzio e la seconda perché non più in vita: il patrimonio dovrebbe quindi essere diviso in parti uguali tra i tre fratelli, ai quali spetterà anche la gestione del nome e dell’immagine del padre.
Un patrimonio su tre colonne
L’eredità si regge su tre pilastri: i diritti d’autore di un repertorio che include brani come «Champagne» e continua a generare incassi da radio, televisione e pubblicità, l’etichetta Splash fondata dallo stesso Di Capri nel 1970 e custode dei master delle sue registrazioni, e il patrimonio immobiliare, con Villa Castiglione, la residenza sull’isola di Capri dove l’artista ha vissuto gli ultimi anni ed è morto, accanto a un appartamento a Napoli, in zona Mergellina.
Roberta Stoppa ridimensiona però l’idea di una fortuna sterminata: «Peppino ha guadagnato meno di quello che si può immaginare e il suo patrimonio è stato comunque gestito male». Poi il passaggio più duro, sul clima familiare: «Sarà un disastro, peggio di quello che è successo nella famiglia Agnelli». E aggiunge un dettaglio non da poco: «Igor è andato a vivere in villa, a Capri, come è giusto che sia».
Il racconto si spinge oltre il testamento, delineando legami mai ricuciti: «Fra fratelli non c’è un bel rapporto. Diciamo pure, con chiarezza, che ci detestano. Io sono una spina nel fianco. E negli ultimi anni ci impedivano di incontrare Peppino».
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