Glovo condannata a Torino: «Al rider va pagata anche l’attesa degli ordini»

Glovo condannata a Torino: «Al rider va pagata anche l'attesa degli ordini»
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Una sentenza che potrebbe pesare sul futuro del food delivery in Italia. Il tribunale del lavoro di Torino ha stabilito che Glovo deve pagare al rider anche il tempo di attesa degli ordini, oltre a riconoscergli un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato.

La decisione, firmata dal giudice Nicola Tritta, risale all’8 settembre 2026 ed è diventata pubblica nelle ultime ore. Al centro del caso c’è il destino di un fattorino che la piattaforma aveva lasciato senza lavoro.

Cosa ha stabilito il giudice

Il principio è netto: il tempo in cui il rider resta a disposizione della piattaforma in attesa che arrivi un ordine è tempo di lavoro a tutti gli effetti e come tale va retribuito.

Non solo. Il tribunale ha riconosciuto al rider un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato, con decorrenza dal 1° ottobre 2024.

L’inquadramento previsto è quello del sesto livello del contratto Terziario, Distribuzione e Servizi. Di conseguenza, Glovo è stata condannata anche ad assumere il rider che aveva interrotto il rapporto.

La questione delle attese

È il punto più delicato della vicenda. Per i rider il compenso è tradizionalmente legato alle consegne effettivamente completate, non al tempo passato in attesa di una chiamata.

Con questa sentenza, quel tempo morto diventa tempo retribuito. Una novità che, se confermata, cambierebbe l’economia delle piattaforme di consegna, spesso accusate di scaricare sui lavoratori i tempi vuoti della giornata.

Non è la prima volta

Non è il primo pronunciamento di questo tipo contro Glovo a Torino. Nella stessa città, in passato, erano già arrivate decisioni simili su inquadramento e tutele dei rider.

Il quadro che emerge è quello di una giurisprudenza sempre più orientata a riconoscere ai fattorini le tutele del lavoro dipendente, almeno davanti ai tribunali del lavoro italiani.

Le reazioni

La sentenza è stata accolta con favore dai sindacati, che parlano di una svolta per una categoria storicamente precaria. Dal canto suo, Glovo non ha ancora annunciato se impugnerà la decisione.

Il tema resta aperto: le piattaforme hanno sempre difeso il modello del lavoro autonomo, mentre i giudici continuano a leggere nel concreto svolgimento del rapporto gli elementi della subordinazione.

FAQ

Cosa ha deciso il tribunale di Torino su Glovo?

Che al rider va pagato anche il tempo di attesa degli ordini e che va inquadrato come dipendente a tempo pieno e indeterminato.

Da quando decorre il rapporto di lavoro?

Dal 1° ottobre 2024, con inquadramento al sesto livello del contratto Terziario, Distribuzione e Servizi.

Chi ha firmato la sentenza?

Il giudice del lavoro Nicola Tritta, con decisione dell’8 settembre 2026.

Glovo ricorrerà?

Al momento l’azienda non ha annunciato se farà appello.


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