Fiera della Frecagnola 2026 a Cannalonga, dal 9 al 13 settembre
Immagine realizzata con IA
Da circa settecento anni Cannalonga cambia volto nei cinque giorni che precedono il secondo sabato di settembre. Quest’anno l’appuntamento è dal 9 al 13 settembre 2026: il borgo cilentano, arroccato sulle propaggini del monte Gelbison, si prepara a ospitare la Fiera della Frecagnola, una delle manifestazioni più antiche della Campania. Nell’aria si avverte quello che gli abitanti chiamano semplicemente “l’aria re fera”, il segnale che la festa sta per tornare.
Una storia che parte dal Quattrocento
La Fiera nasce nella seconda metà del XV secolo, in occasione della festa di Santa Lucia. Qui si riunivano gli allevatori dell’area per scambiare animali, prodotti e oggetti dell’artigianato rurale, spesso senza denaro: gli scambi erano affidati al baratto e diventavano anche un momento di incontro culturale tra le comunità.
È da quella matrice che la manifestazione ha conservato la propria identità. Nata intorno alla transumanza e agli allevamenti, la Fiera ha fatto della capra il suo simbolo: durante i bivacchi notturni i transumanti cucinavano l’animale tra le baracche. Da lì è nata la crapa vudduta, il bollito di capra cilentana riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale dalla Regione Campania, ancora oggi il piatto simbolo della festa.
Le tre anime della Frecagnola
La Frecagnola rifugge dalla dimensione della semplice sagra e dal folklore fine a sé stesso. La sua identità si costruisce lungo tre direttrici che finiscono per incontrarsi: l’agricoltura e la zootecnia, con la valorizzazione delle produzioni locali e degli allevamenti tradizionali; la gastronomia, con un sapere antico che trova la sua espressione più riconoscibile nel bollito di capra; la storia e la cultura di una comunità che non vuole relegare le proprie tradizioni al passato.
Quel patrimonio diventa strumento di consapevolezza e di futuro, anche in termini di sviluppo economico e di contrasto allo spopolamento delle aree interne. Nel Cilento oggi ci sono 38 giovani pastori che allevano capre e tanti ragazzi stanno tornando a produrre formaggi di capra, una realtà che la Fiera intende valorizzare.
Il riconoscimento IPIC e il talk con i sindaci
L’edizione 2026 parte con una novità importante: l’iscrizione nel Registro IPIC della Campania, alla voce “cultura agro-alimentare” prevista dall’articolo 3 del relativo disciplinare. Il riconoscimento non riguarda soltanto il piatto simbolo della manifestazione, ma l’insieme delle pratiche e dei saperi legati alla tradizione contadina e gastronomica di Cannalonga e del Cilento rurale.
Dalla consapevolezza di questo valore è partito il talk “Cilento tra tradizione e innovazione, IPIC riconoscimenti e sviluppo sostenibile” che ha aperto l’anteprima della Fiera, riunendo i sindaci di alcuni comuni del territorio. Sono oggi circa 170 i patrimoni immateriali iscritti all’IPIC, molti dei quali concentrati nel Cilento: dalla cultura castanicola di Roccadaspide, Stio e Sicignano degli Alburni all’Antico Palio della Stuzza di Castellabate, dalla Festa di San Bartolomeo di Moio della Civitella all’Antico Carnevale Cilentano di Montecorice, fino alla Festa di San Pantaleone di Vallo della Lucania.
Cosa si mangia, dalla crapa vudduta ai dolci
Durante la Fiera, dal 9 al 13 settembre, le baracche preparano e somministrano i piatti della festa. Accanto alla crapa vudduta ci sono il rollè di capra imbottito, le polpette di capra e la capra all’insalata con rucola e olive.
L’anteprima ha mostrato anche nuove sfumature della stessa materia prima: la chef Bianca Mucciolo, de La Rosa Bianca di Aquara e membro dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi, ha proposto “La capra che crusca”, una mousse di peperone crusco con formaggio di capra, pane da grani autoctoni ripassato in padella e chips di peperone crusco. A completare il percorso gastronomico dell’anteprima i vini della Tenuta del Fasanella.
Non manca il versante dolce: la Pro Loco di Cannalonga ripropone il Festival del dolce, con le preparazioni della pasticceria domestica come torta al limone, salame al cioccolato, struffoli e sbriciolata con crema al cioccolato. Chi vuole ripercorrere la storia della manifestazione può recuperare il racconto dell’edizione 2023 della Fiera, mentre per altre occasioni di gusto nel territorio c’è la fiera gastronomica A Cillisi a Celle di Bulgheria.
Domande frequenti sulla Fiera della Frecagnola
Quando si tiene la Fiera della Frecagnola 2026?
L’edizione 2026 è in programma dal 9 al 13 settembre. La Fiera si svolge tradizionalmente nei cinque giorni che precedono il secondo sabato di settembre.
Dove si svolge la Fiera?
A Cannalonga, borgo in provincia di Salerno arroccato sulle propaggini del monte Gelbison, il Sacro Monte dei pellegrinaggi cilentani.
Cosa si mangia durante la Fiera?
Il piatto simbolo è la crapa vudduta, il bollito di capra cilentana riconosciuto come PAT dalla Regione Campania. Nelle baracche si trovano anche rollè di capra imbottito, polpette di capra e capra all’insalata con rucola e olive, mentre la Pro Loco cura il Festival del dolce.
Chi organizza la manifestazione?
L’Ente Fiera della Frecagnola, presieduto da Domenico Pizzolante, con la Pro Loco di Cannalonga guidata da Antonio Vita e il sostegno del territorio.
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