Febbre del Nilo: primo caso in Campania. I sintomi e cosa fare

Pubblicato 
venerdì, 14/10/2022
Di
Andrea Navarro
Foto macro di una zanzara durante una puntura

Dopo i vari casi che hanno colpito il nord Italia nel periodo estivo, in particolare il Veneto con ben 4 decessi in 5 giorni a Luglio, la West Nile Fever è arrivata anche in Campania.

Ad oggi in Italia la Febbre del Nilo ha, difatti, causato 28 decessi e 551 contagiati.

A trasmettere il patogeno è la puntura di zanzara, in particolare quelle del genere Culex, mentre il vettore serbatoio di infezione sono gli uccelli selvatici, in cui il patogeno si “conserva” senza portare al decesso dell’animale.

Il patogeno è giunto in Campania con il primo caso accertato ufficialmente, al momento sotto indagine dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici.
È proprio qui che è stata accertata la positività dei campioni del cavallo deceduto, confermata poi dal Centro di Referenza Nazionale.

Sono stati attivati tutti i meccanismi di controllo? Cosa si sta facendo?

In seguito alla riscontrata positività sono stati attivati tutti i meccanismi di contenimento ed isolamento della malattia da parte dell’Unità di Crisi della Regione Campania, con prelievi a campione sulla popolazione equina della regione e sulla catena di contatti umani relativa al focolaio di Castelvolturno.

Non avevamo in Campania casi di questa malattia. Abbiamo attivato tutti i meccanismi di isolamento e contenimento della malattia.
Stanno partendo operazioni di prelievi per accertare eventuali altre positività su equidi, pollame e zanzare presenti in zona e sulle persone coinvolte nel focolaio e un’azione di disinfestazione per le zanzare. In questa maniera impediremo la diffusione di questa malattia che in Italia ha già causato 28 decessi e 551 infetti. Siamo in allerta, la rete di epidemiosorveglianza attivata tenderà a contenere il focolaio in modo da impedirne la diffusione

Antonio Limone, direttore dell’Istituto Zooprofilattico

Perché desta preoccupazione il decesso di un cavallo?

Il virus West Nile (WNV) può contagiare sia umani, sia gli equini portandoli alla febbre che può causarne il decesso, mentre è totalmente asintomatico nelle altre specie che ne risultano serbatoi, come gli uccelli, o ospiti occasionali.

La morte di un cavallo è quindi un segnale preoccupante, in quanto la malattia ha un’andamento molto simile tra la loro e la nostra specie e la contagiosità è abbastanza elevata.

Le cause e come si trasmette la febbre del Nilo

Come già detto, l’infezione viene trasmessa dalla puntura delle zanzare del genere Culex, e resta in attesa nei suoi ospiti serbatoio, gli uccelli selvatici fino all’ospite finale, che nei mammiferi siamo noi umani ed i cavalli (o meglio tutti gli equini).

Cos’è un ospite serbatoio

Gli ospiti serbatoio sono un aspetto importantissimo nelle malattie infettive, in quanto, soprattutto con i virus letali, chi viene contagiato potrebbe guarire o morire prima di aver contagiato un numero sufficiente di vettori e questo porterebbe alla “morte” del patogeno perché viene meno la possibilità di avere nuovi contagi.

Gli ospiti serbatoi pertanto diventano fondamentali: non muoiono, non hanno sintomi e trasmettono il patogeno.

I sintomi della febbre del Nilo

Niente panico e nessuna angoscia. La febbre del Nilo, infatti, nella maggior parte dei casi è totalmente asintomatica!
Infatti solo il 20% dei pazienti sviluppa una sindrome parainfluenzale, con sintomi quindi più significativi ma equiparabili ad una ordinaria influenza, e solo in questo caso, difatti, si parla di Febbre del Nilo.

Inoltre dopo l’infezione, l’immunità è molto duratura, può addirittura durare per tutta la vita dell’individuo.

I sintomi più frequenti

  • Febbre da moderata ad elevata
  • Dolori muscolari ed articolari
  • Stato di debolezza
  • Cefalea (mal di testa)
  • Anoressia
  • Nausea
  • Vomito

La popolazione anziana ed immunodepressa è quella più a rischio, come è capitato con la Covid-19 e anche l’influenza stagionale. Differentemente dalla Covid, i bambini piccoli sono anch’essi a rischio di una manifestazione più grave.

I casi più gravi

  • Meningiti
  • Encefaliti
  • Paralisi flaccida (detta anche Febbre del Nilo neuro-invasiva)

In questi il decorso può essere fatale, con un range di mortalità che varia dal 3 al 15% dei casi di questa gravità.

Come si cura la Febbre del Nilo

Purtroppo non esiste una cura per la febbre del Nilo, è solo possibile trattare la sua sintomatologia.

Nella stragrande maggioranza dei casi i sintomi passeranno spontaneamente nel giro di qualche giorno, o al più poche settimane, mentre quelli più gravi richiederanno l’ospedalizzazione.

Come proteggersi e cosa fare per evitare il contagio

Al momento la casistica è molto ristretta pertanto non risulta necessaria alcuna azione particolare, ma è sempre possibile avere delle piccola accortezze per sentirsi più tranquilli.

Differentemente dalla Covid-19, non è necessario l’utilizzo di mascherine essendo impossibile la trasmissione da uomo a uomo. Ricordiamo che il vettore sono le zanzare, quindi è sufficiente proteggersi da queste ultime con repellenti e zanzariere.

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