False le origini della Margherita? Il National Geographic mette tutto in discussione

Pubblicato 
martedì, 19/04/2022
Di
Andrea Navarro
Pizza margherita

La famosa rivista National Geographic oggi 19 aprile 2022 ha pubblicato un articolo relativo alla nostra pizza napoletana, soffermandosi su quelle che sarebbero le vere origini del nome di quella tra le più classiche, la Margherita.

Il nostro piatto simbolo, come molti sanno, deve il suo nome alla regina Margherita di Savoia, che rimase molto colpita dopo averlo assaggiato. Ma davvero sono queste le sue origini? Secondo alcuni questa teoria non avrebbe fondamento ed il National Geographic approfondisce la questione mettendo tutto in discussione.

Cerchiamo di capirne qualcosa in più.

Le origini del nome secondo la tradizione

La pizza Margherita è il piatto italiano, nonché napoletano naturalmente, più famoso al mondo e, nonostante ne esistano tantissime versioni, solo quella preparata seguendo un determinato standard che le conferisce l'attestato di Vera Pizza Napoletana può essere considerata originale.

La storia tradizionale di questa pizza napoletana muove i primi passi quando la regina Margherita visitò Napoli nel 1889. Passeggiando in giro per la nostra città, si racconta che la regina ed il marito Umberto furono irresistibilmente attratti da un profumo incredibile proveniente da una pizzeria.

Attirati da quel profumo ed incuriositi dalla pizza da cui esso proveniva, decisero di invitare il pizzaiolo della pizzeria al palazzo reale, cioè alla Reggia di Capodimonte, per fargli ricreare il piatto. Lo chef preparò tre pizze ed una di esse era con pomodori rossi, mozzarella bianca e basilico verde, per riprodurre i colori della bandiera italiana.
Il giorno successivo, lo chef ricevette una lettera dal capo dei Servizi della Tavola della Casa Reale, Camillo Galli, che recitava:

"Stimato signor Raffaele Esposito. Le confermo che i tre tipi di pizza da lei preparati per Sua Altezza Reale la Regina sono stati trovati eccellenti".

La Regina dimostrò di apprezzare tre le pizze, ma la sua preferita era quella con i tre colori della bandiera e fu per questo che lo chef Esposito la ribattezzò con il suo nome: nacque la pizza Margherita.

Preparazione della pizza margherita

I dubbi sulle sue origini

Questa storia così affascinante si è radicata nella nostra tradizione ed anche le guide turistiche la raccontano continuamente, ma secondo il National Geographic dovremmo nutrire dei dubbi sulla sua veridicità.

Sembra trattarsi di una storiella molto utile ad affascinare sia cittadini sia turisti con l'"ingrediente monarchico" a rendere il tutto ancora più suggestivo.

Nel tempo, alcuni aspetti della storia sono stati sì verificati:

  • nel 1889, Raffaele Esposito era davvero il proprietario di una pizzeria che, per caso, aveva chiamato "Pizzeria La Regina d'Italia" 6 anni prima;
  • la Regina ed il marito realmente furono a Napoli quando la lettera di Galli fu inviata al pizzaiolo Esposito l'11 giugno 1889;
  • Camillo Galli era davvero il capo dei Servizi della Tavola della Casa Reale;
  • i reali volevano ingraziarsi i napoletani dopo averli fatti soffrire per l'aumento delle alte tasse del nuovo Regno d'Italia;
  • il re Umberto I non era molto amato e riuscì anche a scampare ad un attentato ai suoi danni;
  • ecco che li cibo poteva diventare un elemento unificatore tra monarchia e popolo.

Eppure sembra che ci sia qualcosa che non va.

Raffaele Esposito e Maria Giovanna Brandi
Raffaele Esposito e Maria Giovanna Brandi, i proprietari della pizzeria

La storia basata sulla falsificazione

Secondo il National Geographic, quindi, il diffondersi di una storia quasi fiabesca, relativa poi al piatto simbolo della città, non poteva che far avvicinare il popolo al mondo così lontano della monarchia. Una pizza con il nome della regina e con i colori della bandiera italiana avrebbe potuto conquistare i cuori di tutti.

Eppure, secondo alcune recenti ricerche questa storia è stata basata sulla falsificazione. Gli storici dell'alimentazione hanno trovato diversi buchi chiave nel racconto. Il più evidente riguarda il fatto che questa pizza, la Margherita, esisteva almeno da 30 anni prima che i due monarchici visitassero Napoli. Infatti, in una raccolta del 1853 di saggi sui costumi napoletani, l'autore Emanuele Rocco già descriveva una pizza condita con "basilico, muzzarella, e pomodoro".

Inoltre, negli archivi locali non si trovano cenni sull'episodio della pizzeria Esposito e nemmeno "La Gazzetta del Regno d'Italia" parlò della visita della regina o della lettera di Galli ad Esposito. In più, la calligrafia di Galli utilizzata in altre lettere è stata confrontata con la firma della lettera inviata allo chef e le due calligrafie non corrispondono.

Dunque ci si chiede: se non è stato Galli a scrivere quella, allora chi è stato? Possiamo rilevare un indizio nel nome del destinatario della lettera, cioè Raffaele Esposito Brandi. L'uso del cognome è strano perché, anche se è vero che la moglie di Raffaele Esposito avesse il cognome Brandi da nubile, c'è da dire che gli uomini europei non prendevano i cognomi delle proprie mogli. Due persone, tuttavia, all'epoca avrebbero potuto avere quel cognome: Giovanni e Pasquale Brandi, i nipoti della moglie di Raffaele, che rilevarono la pizzeria nel 1932.

La nuova teoria più accreditata

Ecco che ci avviciniamo alla teoria più accreditata secondo cui i fratelli Brandi, per aumentare i propri affari, avrebbero diffuso in giro questa bufala. Dato che nel 1932 avevano rinominato il locale Pizzeria Brandi, avrebbero falsificato la lettera del 1889 perché doveva avere un riferimento al nome Brandi. Confidavano anche sul fatto che le storie di monarchici che mangiavano cibo di strada erano molto diffuse e, ad esempio, già nel 1880, sul giornale Il Bersagliere si parlò di un episodio in la regina Margherita lodava i prodotti di un pizzaiolo.

Qualche dubbio sorge, continua il National Geographic e, anche se non sappiamo ancora tutta la verità, c'è da dire che nel 1989, in occasione del centesimo anniversario della denominazione della pizza Margherita, fu apposta una targa commemorativa sul muro esterno.

Oggigiorno, come sappiamo, la pizzeria di Raffaele Esposito esiste ancora e si chiama sempre Pizzeria Brandi.

Targa della Pizzeria Brandi
Targa della Pizzeria Brandi per il centenario dell'"invenzione del nome" della pizza Margherita

Fonte articolo: National Geographic

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