È stata la mano di Dio: Sorrentino, il film su Napoli e Maradona che commosse il mondo

È stata la mano di Dio: Sorrentino, il film su Napoli e Maradona che commosse il mondo
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Nel 2021 Paolo Sorrentino torna a Napoli con il film più personale della sua carriera: “È stata la mano di Dio”. Un titolo che è tutto un programma, un omaggio diretto a Diego Armando Maradona e alla Napoli degli anni Ottanta. Il film ha commosso il pubblico internazionale, conquistato il Leone d’argento a Venezia e portato l’Italia alla candidatura agli Oscar 2022 come miglior film internazionale.

Ma cosa rende questo film così speciale, e perché il legame con Maradona è molto più profondo di un semplice titolo rubato a un gol?

La trama: un’autobiografia napoletana

Il film è ambientato nella Napoli degli anni Ottanta e racconta la storia di Fabietto Schisa, un adolescente goffo e sognatore interpretato da Filippo Scotti. Fabietto vive in una famiglia numerosa, esplosiva e amante della vita — finché un evento tragico non cambia tutto.

La storia è profondamente autobiografica: Sorrentino ha perso entrambi i genitori a sedici anni per un avvelenamento da monossido di carbonio, e nel film racconta quel dolore con una miscela unica di dramma e ironia. Come ha detto lo stesso regista, “la tragedia e la commedia convivono, a Napoli più che altrove”.

Nel cast spiccano nomi come Toni Servillo (che interpreta il padre Saverio, alla sua sesta collaborazione con Sorrentino), Teresa Saponangelo (premio David di Donatello come miglior attrice non protagonista), Luisa Ranieri e Renato Carpentieri.

Maradona e il titolo:

Il titolo “È stata la mano di Dio” è un riferimento diretto al celebre gol di Maradona ai Mondiali del 1986 contro l’Inghilterra. Ma nel film non si parla di calcio: Sorrentino racconta la salvezza personale, quel momento in cui il destino – o la provvidenza – interviene nella vita di una persona.

Per Napoli, la figura di Maradona ha un significato quasi religioso. Il titolo del film gioca proprio su questo: come Maradona fu “salvato” dall’arbitro in quel gol, così il giovane Fabietto trova una forma di salvezza nella vocazione artistica. Il calcio diventa metafora di riscatto, lo stesso riscatto che Napoli ha vissuto negli anni d’oro del Pibe de Oro.

La scena più emblematica? Quando il protagonista incontra Maradona in un vicolo di Napoli e il campione argentino gli dice qualcosa che cambierà la sua vita. È un momento di pura magia cinematografica che cattura l’essenza del rapporto tra la città e il suo idolo.

I premi e il riconoscimento internazionale

“È stata la mano di Dio” ha avuto un percorso trionfale. Alla 78ª Mostra del Cinema di Venezia ha vinto il Leone d’argento – Gran premio della giuria, mentre Filippo Scotti ha ricevuto il premio Marcello Mastroianni come attore emergente.

Il film ha collezionato 6 David di Donatello, 5 Nastri d’argento e una candidatura all’Oscar per il miglior film internazionale, confermando Sorrentino come uno dei registi italiani più apprezzati nel mondo dopo il successo de “La grande bellezza”.

La fotografia di Daria D’Antonio (prima donna a vincere il David per la fotografia) restituisce una Napoli luminosa e malinconica insieme: i vicoli del centro storico, il lungomare, le piazze. Una città che è molto più di uno sfondo — è un personaggio vivo del film.

Perché vederlo (anche se l’hai già visto)

“È stata la mano di Dio” è un film che cresce a ogni visione. La prima volta colpisce per la storia personale e il dolore. La seconda volta ti accorgi dei dettagli: le musiche di Lele Marchitelli, i dialoghi in napoletano che non hanno bisogno di traduzione, i cameo di personaggi reali come il regista Antonio Capuano (interpretato da Ciro Capano) che nella vita vera fu il mentore di Sorrentino.

Per chi ha vissuto Napoli, è un viaggio nella memoria. Per chi non la conosce, è una porta d’ingresso in una città fatta di contrasti, risate e lacrime, proprio come la vita.

FAQ

Dove si può vedere “È stata la mano di Dio”? Il film è disponibile su Netflix in Italia e in molti paesi del mondo, distribuito anche da Lucky Red per il circuito cinematografico.

Il film è adatto a tutti? Contiene scene con linguaggio esplicito e riferimenti sessuali. Sconsigliato ai minori di 14 anni.

Qual è la durata del film? 130 minuti, un ritmo che alterna momenti comici a scene di intensa drammaticità.

È un film solo su Maradona? No. Maradona è un elemento simbolico, ma il cuore del film è il percorso di formazione del protagonista e il rapporto con la sua famiglia e la sua città.

Quanti David di Donatello ha vinto? Il film ha vinto 6 David di Donatello 2022, tra cui miglior film, miglior regista, miglior attrice non protagonista (Teresa Saponangelo) e miglior fotografia.


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