Divieto di fumo, vicino lo stop totale: ecco le regole e le sanzioni

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La legge Schillacci per il divieto di fumo prosegue il suo iter, l’obiettivo è una fortissima limitazione del fumo e l’equiparazione delle sigarette elettroniche alle tradizionali, con numerose sanzioni.

Ma vediamo nel dettaglio.

Stop al fumo vicino ad ospedali e scuole o in presenza di donne incinte e bambini

La più grossa stretta al fumo è proprio quella relativa alla natura dell’area o alla presenza, nei dintorni, di altre persone anche in luoghi all’aperto. Non si tratta di una novità vera e propria, sono tantissimi i paesi ormai che hanno imposto queste limitazioni, in tanti, infatti, è possibile fumare solo in apposite aree fumatori.

Lo stop, ad ora ancora non attivo, sembra interesserà queste aree all’aperto:

  • Aree esterne degli ospedali (in cui già vige il divieto)
  • Cortili delle scuole (in cui già vige il divieto)
  • Parchi pubblici con aree per bambini
  • Fermate dell’autobus
  • Fermate della metropolitana
  • Aree di smistamento dei traghetti
  • Stazioni ferroviarie
  • Qualunque zona in cui sono presenti donne incinte e bambini

Stop totale al fumo nei locali, chiuse le aree per fumatori

Nel 2003 fece scalpore l’introduzione della cosiddetta Legge Sirchia, la quale impediva ai locali di avere aree comuni per fumatori e non fumatori, pertanto costringendo alla creazione di aree dedicate esclusivamente ai fumatori.

Il risultato fu che gran parte dei gestori, non potendosi permettere la divisione, hanno di fatto impedito di fumare, fatte rare eccezioni per i ristoratori più grandi. Erano, però, escluse da questo obbligo le sigarette elettroniche e le cosiddette “svapo”.

Con l’introduzione della legge Schillacci verrà meno anche questa possibilità, con un’abolizione totale del fumo all’interno dei locali e nelle aree comuni esterne (come i tavolini all’aperto). Inoltre saranno equiparate anche le sigarette elettroniche a quelle tradizionali, che pertanto saranno anch’esse bloccate.

Stop totale alle pubblicità anche per le sigarette elettroniche

Molti non sanno che per le sigarette tradizionali è assolutamente vietata ogni forma di pubblicità o sponsorizzazione, qualunque sia la natura delle stesse. Questa regola, però, non era in vigore per le sigarette elettroniche in quanto le stesse, tramite un’escamotage, potevano essere pubblicizzate.

In che modo era possibile pubblicizzare le sigarette elettroniche?

Dato che le e-sig necessitano di un dispositivo a ricariche, la nicotina non è contenuta nel dispositivo ma solo nelle ricariche, ed essendo vietata la pubblicizzazione del liquido di ricarica e non del dispositivo, le aziende produttrici potevano, de facto, pubblicizzare i device liberamente.

Con la nuova legge sarà posto rimedio a questo buco nei regolamenti e le pubblicità dei dispositivi non saranno più ammesse.

Ci sono già regioni e città in cui è attivo lo stop totale?

In effetti sì, lo stop è già attivo in alcune aree della nostra penisola grazie a provvedimenti locali o regionali.

Un esempio è il Veneto, in cui alcuni comuni hanno sottoscritto un “manifesto” per di fatto rendere libere dal fumo le aree verdi pubbliche, le aree per l’infanzia, le spiagge, i trasporti pubblici (incluse le aree di sosta) e i parchi pubblici.

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Scritto da Gennaro Marchesi
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