Cos’è l’area Schengen e perché è importante: paesi, storia e funzionamento
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Il nome Schengen è tornato al centro del dibattito politico dopo la crisi migratoria a Ceuta e la proposta del governo italiano di sospendere la libera circolazione con la Spagna. Ma cos’è esattamente l’area Schengen, quali paesi ne fanno parte e perché è considerata uno dei pilastri dell’integrazione europea?
Cos’è l’area Schengen
L’area Schengen è lo spazio in cui è stata abolita la frontiera interna tra gli Stati aderenti: chi viaggia da un paese all’altro non deve mostrare il passaporto né sottoporsi a controlli sistematici alle frontiere. È il risultato di un accordo firmato il 14 giugno 1985 a Schengen, un piccolo comune del Lussemburgo, da Francia, Germania e paesi del Benelux, e della convenzione di applicazione del 1990, entrata in vigore nel 1995. Da allora lo spazio si è progressivamente allargato fino a comprendere gran parte dell’Unione Europea.
Quali paesi fanno parte dell’area Schengen
Oggi l’area Schengen conta 29 paesi: 25 Stati membri dell’Unione Europea più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, che pur non essendo nell’UE applicano le stesse regole. Nell’UE non ne fanno parte l’Irlanda, che ha mantenuto la propria deroga, e Cipro, che non ha ancora completato l’ingresso. Anche i microstati di San Marino, Vaticano, Monaco e Andorra sono di fatto integrati nello spazio senza controlli. Complessivamente l’area conta circa 450 milioni di persone.
Cosa garantisce l’accordo
La libera circolazione è il cuore dell’accordo, ma non l’unico elemento. L’area Schengen comprende anche:
- una politica comune dei visti: il visto Schengen permette di muoversi liberamente in tutti i paesi aderenti, con il limite di 90 giorni su 180 per i soggiorni brevi;
- il Sistema di Informazione Schengen (SIS), la banca dati condivisa per la sicurezza e il controllo delle frontiere esterne;
- la cooperazione di polizia e giudiziaria tra i paesi aderenti, per inseguire i criminali oltre i confini e gestire le estradizioni in modo più rapido.
Quando si possono ripristinare i controlli
La libera circolazione non è assoluta: il Codice frontiere Schengen prevede che uno Stato possa ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna. È una misura eccezionale, sottoposta a limiti di durata e a obblighi di comunicazione verso la Commissione Europea e gli altri Stati. Negli ultimi anni è stata usata decine di volte: la Francia ha controlli attivi su tutti i confini di terra, inclusi quelli con l’Italia e la Spagna, e l’Italia ha controlli, seppure molto laschi, al confine con la Slovenia. Il ripristino dei controlli, però, non equivale a una sospensione del trattato: si tratta di una delle misure previste dall’accordo stesso.
Perché Schengen è importante
Schengen è considerato uno dei risultati più concreti dell’integrazione europea. Per i cittadini significa viaggiare senza frontiere per turismo, lavoro e studio; per le imprese significa merci e persone che si spostano senza intoppi all’interno del mercato unico; per l’Europa significa una frontiera esterna comune gestita in modo coordinato. Erodere la libera circolazione ha costi economici e sociali elevati: file alle frontiere, ritardi, minore attrattività turistica e un indebolimento del progetto europeo nel suo insieme.
FAQ: le domande più frequenti su Schengen
Quanti paesi fanno parte dell’area Schengen?
Sono 29: 25 Stati dell’Unione Europea più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.
L’Italia fa parte di Schengen?
Sì, l’Italia aderisce dal 1997, quando l’accordo è entrato in vigore per il nostro paese.
Cosa significa sospendere Schengen?
In pratica significa ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne, una misura prevista dal Codice frontiere Schengen per casi di minaccia grave, con limiti di durata e obblighi di comunicazione.
Posso viaggiare in Europa senza passaporto?
All’interno dell’area Schengen i controlli sistematici alle frontiere interne sono aboliti: basta un documento d’identità valido. Per i paesi fuori dall’area servono passaporto e, dove previsto, visto.
Il visto Schengen vale in tutta Europa?
Vale in tutti i paesi dell’area Schengen, ma non nei paesi UE che ne restano fuori, come l’Irlanda.
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