Conte in Commissione Covid: “Mai commessi illeciti, potete scavare quanto volete”

Conte in Commissione Covid: "Mai commessi illeciti, potete scavare quanto volete"
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Audizione shock oggi a Palazzo San Macuto per Giuseppe Conte. Il leader del M5S, ascoltato in qualità di ex presidente del Consiglio, ha aperto il suo intervento davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid attaccando sulla vicenda delle mascherine e sulla transazione da 100 milioni di euro alla società JC Electronics.

La vicenda JC Electronics

Conte ha rivelato di aver depositato lunedì in Procura a Roma un verbale ricevuto in forma anonima, di dieci pagine, relativo alla società che aveva ottenuto una commessa per la fornitura di mascherine poi bloccata dal commissario straordinario Domenico Arcuri.

“Confido che l’ordine di pagamento non sia stato ancora eseguito”, ha detto l’ex premier, sottolineando come la transazione da 100 milioni sia stata conclusa senza attendere il giudizio cautelare.

“Prima di liquidare 100 milioni, immaginando che il privato possa incamerarli e poi farli sparire, la sospensiva si accorda. Invece è stato fatto un decreto legge in fretta e furia con un fondo di 100 milioni per una transizione conclusa due giorni dopo”, ha aggiunto.

“Plotone d’esecuzione contro di me”

“Questo è un plotone d’esecuzione contro di me”, ha tuonato Conte, che per essere ascoltato si è dimesso dalla stessa Commissione della quale faceva parte come componente parlamentare.

“Potete scavare quanto volete, non troverete mai qualcosa di illecito per quanto mi riguarda, perché comportamenti illeciti non ci sono mai stati”, ha rivendicato. “Ho svolto il mio compito con disciplina e onore e non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia”.

Duro anche l’attacco alla presidente del Consiglio: “Meloni andava in tv a darmi del criminale. Pensate che una forza di opposizione non abbia alcuna responsabilità di fronte al Paese?”.

La replica della Commissione

Il presidente della Commissione, Marco Lisei di Fratelli d’Italia, ha precisato: “È fuori dal nostro perimetro, non possiamo indagare su fatti successivi alla pandemia”.

L’audizione era stata rinviata nei giorni scorsi dopo uno scontro politico tra maggioranza e Movimento 5 Stelle sulla data. Oggi, a distanza di oltre sei anni dall’inizio dell’emergenza, l’ex premier ha ricostruito le scelte dei mesi più drammatici: dallo stato di emergenza del 31 gennaio 2020 al lockdown nazionale del marzo, passando per i Dpcm e il rapporto con il Comitato tecnico-scientifico.

Tra i temi destinati a riemergere anche la vicenda delle mancate zone rosse ad Alzano Lombardo e Nembro, per la quale la magistratura aveva già archiviato la posizione di Conte. La Commissione, che non è giudiziaria ma conoscitiva, valuterà le dichiarazioni per la relazione finale sulla gestione della pandemia.


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