Come si gioca al Curling? Guida e regole dello sport sul ghiaccio
Quando si pensa al curling, l’immagine che spesso affiora alla mente è quella di uno sport curioso, quasi ipnotico e spesso sottovalutato, dove atleti armati di spazzole scivolano sul ghiaccio guidando pesanti pietre di granito.
Ma dietro questa apparenza si cela una disciplina di straordinaria precisione, profonda strategia e crescente popolarità, soprattutto nella sua variante più dinamica e spettacolare: il doppio misto.
Il curling, gli “scacchi sul ghiaccio”
Soprannominato “scacchi sul ghiaccio”, il curling è uno sport di squadra che si gioca su una superficie ghiacciata appositamente preparata, chiamata sheet. L’obiettivo è far scivolare delle pietre di granito levigato, dette stone, il più vicino possibile al centro di un’area di destinazione circolare, chiamata casa (house in inglese).
Il Curling è un gioco di strategia e abilità
Ciò che rende il curling così avvincente è la sua natura profondamente strategica. Ogni lancio è il risultato di una decisione ponderata, che tiene conto della posizione delle pietre proprie e di quelle avversarie, delle condizioni del ghiaccio e della fase della partita.
A differenza della versione tradizionale a quattro giocatori, il doppio misto, con le sue regole specifiche, rende il gioco ancora più veloce e imprevedibile. La precisione nel lancio, la capacità di impartire alla pietra la giusta rotazione (curl) e la forza con cui viene spinta sono abilità fondamentali, ma è la strategia a fare la differenza tra una buona squadra e una squadra vincente.
Per questo motivo, il soprannome “scacchi sul ghiaccio” è particolarmente calzante: ogni mossa deve essere pianificata con cura, anticipando le possibili reazioni dell’avversario.
La storia del Curling in breve
Le origini del curling sono antiche e ci portano nella Scozia del XVI secolo. La prima testimonianza scritta risale al 1541, ma la prova più tangibile è una pietra da curling, ritrovata dopo aver prosciugato uno stagno a Dunblane, che reca incisa la data 1511. Anche alcuni dipinti del pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, datati 1565, raffigurano scene che ricordano molto da vicino il curling, a testimonianza dei forti legami commerciali e culturali tra la Scozia e i Paesi Bassi dell’epoca.
Inizialmente praticato all’aperto su laghi e stagni ghiacciati, il curling si è evoluto nel corso dei secoli. Il primo club ufficiale, il Kilsyth Curling Club, fu fondato in Scozia nel 1716. Con l’emigrazione scozzese, lo sport si diffuse in tutto il mondo, in particolare in Canada.
La fondazione del Royal Caledonian Curling Club nel 1838 fu un passo cruciale per la standardizzazione delle regole. Il curling ha fatto la sua comparsa ai Giochi Olimpici Invernali come disciplina ufficiale a partire dalle Olimpiadi di Nagano nel 1998. Il doppio misto, invece, è una novità più recente, introdotta nel programma olimpico a partire dai Giochi di PyeongChang 2018, conquistando subito il pubblico per il suo ritmo serrato e la sua spettacolarità.
Il campo da gioco: la “sheet”
Il campo da curling, o sheet, è una superficie rettangolare di ghiaccio meticolosamente preparata per essere perfettamente piana e livellata. Le sue dimensioni sono standardizzate a livello internazionale, con una lunghezza che varia tra i 45 e i 46 metri e una larghezza di circa 4,4 metri.
Le dimensioni e la preparazione del ghiaccio
La preparazione del ghiaccio è un’arte che richiede grande esperienza. La superficie non è liscia come quella dell’hockey o del pattinaggio artistico, ma viene resa leggermente ruvida attraverso un processo chiamato pebbling.
Prima di ogni partita, l’icemaker (il tecnico del ghiaccio) spruzza sulla superficie delle finissime gocce d’acqua che, congelando, formano delle piccole protuberanze. Questo strato di pebble riduce l’attrito e permette alla stone di scivolare in modo più uniforme e di curvare con maggiore prevedibilità. La temperatura del ghiaccio viene mantenuta costantemente intorno ai -5°C per garantire condizioni di gioco ottimali.
Cosa sono la casa, il button e le linee principali

Su entrambe le estremità della sheet sono disegnate le aree di punteggio e le linee che regolamentano il gioco.
La “house” e il “button”
La casa (house) è il bersaglio verso cui vengono lanciate le pietre.
È composta da una serie di anelli concentrici colorati.
- L’anello più esterno, solitamente di colore blu, ha un diametro di 3,7 metri (12 piedi);
- l’anello intermedio, bianco, ha un diametro di 2,4 metri (8 piedi);
- l’anello più interno, rosso, ha un diametro di 1,2 metri (4 piedi).
Al centro esatto della casa si trova il button, un piccolo cerchio che rappresenta il punto più prezioso del campo.
Le “hog line”, “tee line” e “back line”
Diverse linee trasversali scandiscono il campo.
La tee line è la linea che attraversa orizzontalmente il centro della casa, passando per il button.
La hog line è una linea fondamentale situata a 10 metri dalle staffe di partenza: i giocatori devono rilasciare la pietra prima che questa superi completamente la hog line più vicina.
Affinché un tiro sia valido, la pietra deve poi superare completamente la hog line più lontana e fermarsi prima di aver superato la back line, la linea posta sul retro della casa.
Gli “hack”
Alle due estremità del campo, dietro la casa, si trovano gli hack, delle staffe di gomma infisse nel ghiaccio. I giocatori puntano un piede contro l’hack per darsi la spinta necessaria al momento del lancio, generando la forza che permetterà alla pietra di percorrere l’intera lunghezza del campo.
L’attrezzatura del curler
L’attrezzatura nel curling è specifica e progettata per ottimizzare le prestazioni sul ghiaccio, ed è la stessa sia per la disciplina tradizionale che per il doppio misto.
La stone: il cuore del gioco

La stone è l’elemento iconico del curling. Si tratta di un disco di granito dal peso compreso tra i 17 e i 20 chilogrammi, dotato di una maniglia sulla parte superiore.
Caratteristiche e materiali
Non un granito qualsiasi può essere utilizzato per fabbricare una stone. Il materiale deve essere estremamente denso, resistente e non poroso per evitare che l’acqua penetri e, gelando, causi crepe.
I graniti più pregiati per il curling provengono da due sole località al mondo: l’isola di Ailsa Craig in Scozia e la cava di Trefor in Galles. Si tratta di un granito molto speciale che al suo interno ha pochissime impurità vista la scarsissima quantità di alluminio presente.
La parte inferiore della pietra non è piatta, ma concava, e l’unica superficie a contatto con il ghiaccio è un anello sottile chiamato running band o corona. Le maniglie sono colorate, solitamente in rosso e giallo, per distinguere le pietre delle due squadre.
L’importanza della rotazione (curl)
Al momento del rilascio, il giocatore imprime alla pietra una leggera rotazione, in senso orario o antiorario. Questo movimento, chiamato curl, è ciò che fa sì che la traiettoria della pietra non sia rettilinea ma curvilinea.
La fisica dietro questo fenomeno è complessa, questo perché normalmente gli oggetti curvano nel senso opposto a quello di rotazione, invece le stone del curling curvano nel senso della rotazione.
Il motivo di questa differenza è stata oggetto di numerosi studi e analisi da parte di scienziati e fisici di tutto il mondo e ad oggi è stato spiegato solo in parte.
Controllare il curl è una delle abilità più difficili e cruciali del gioco.
La scopa: molto più di un semplice strumento

La scopa (broom o brush) è un altro attrezzo indispensabile, utilizzato non per pulire il ghiaccio, ma per influenzare attivamente la traiettoria della pietra.
Come funziona la spazzata
L’azione di spazzare vigorosamente il ghiaccio davanti a una pietra in movimento (sweeping) genera calore per attrito. Questo calore scioglie momentaneamente il ghiaccio del pebble, creando un sottilissimo strato d’acqua che agisce da lubrificante.
L’effetto principale è duplice: la pietra percorre una distanza maggiore e la sua traiettoria curva diversamente. La squadra, e in particolare il giocatore che non sta tirando, decide quando e con quale intensità spazzare per guidare la pietra verso il punto desiderato con la massima precisione possibile.
Le scarpe: scivolare e aderire

Anche le calzature sono altamente specializzate. Un giocatore di curling indossa scarpe con suole diverse.
Una scarpa, detta slider, ha una suola estremamente liscia (solitamente in teflon) che permette di scivolare sul ghiaccio durante la fase di lancio. L’altra scarpa, detta gripper, ha una suola in gomma morbida che garantisce la massima aderenza per darsi la spinta dall’hack e per muoversi in sicurezza sul ghiaccio.
Le regole del doppio misto in dettaglio
Il doppio misto introduce diverse novità rispetto al curling tradizionale, pensate per rendere il gioco più rapido e tatticamente complesso.
La partita: 8 end e 5 pietre a testa
Una partita di doppio misto si articola su 8 end, a differenza dei 10 della disciplina tradizionale. In ogni end, ogni squadra lancia 5 pietre. Una strutturazione che riduce il numero totale di lanci e accorcia la durata della partita, che ha un tempo di ragionamento (thinking time) di 22 minuti per squadra.
La squadra e i ruoli
La squadra è composta da due giocatori, un uomo e una donna. I ruoli sono flessibili. In ogni end, un giocatore lancia la prima e l’ultima pietra della squadra (la 1ª e la 5ª), mentre il compagno di squadra lancia le tre pietre intermedie (la 2ª, 3ª e 4ª). I due giocatori possono scambiarsi questo ordine tra un end e l’altro. Il giocatore che non sta tirando agisce come skip dalla casa, indicando la strategia, e può poi spostarsi per spazzare.
La grande novità: le pietre posizionate
La caratteristica più distintiva del doppio misto è la presenza di due pietre pre-posizionate all’inizio di ogni end, prima ancora che venga effettuato il primo lancio. Una pietra appartiene a una squadra e una all’altra.
La loro posizione è fissa e dipende da quale squadra ha il diritto di scelta (solitamente quella che ha perso l’end precedente).
- Una pietra viene posizionata sulla center line, a metà strada tra la hog line e la parte alta della casa.
- L’altra pietra viene posizionata come guardia, sempre sulla center line, ma all’interno della casa, appena dietro la tee line.
Le pietre fisse non possono essere rimosse dal gioco prima del quarto lancio dell’end. La loro presenza crea immediatamente una situazione tattica complessa, eliminando le fasi iniziali di studio e costringendo le squadre a entrare subito nel vivo del gioco, sia in attacco che in difesa.
Il “Power Play”: una mossa strategica
Un’altra regola esclusiva del doppio misto è il Power Play. Ogni squadra può utilizzarlo una sola volta a partita, in un end in cui non ha il martello.
Quando una squadra chiama il Power Play, le due pietre pre-posizionate, invece di essere collocate sulla linea centrale, vengono spostate lateralmente.
Una viene messa a guardia del bordo della casa, e l’altra viene posizionata sul tee all’angolo della casa. Si tratta di una mossa che apre completamente il gioco, creando angoli di tiro diversi e aumentando le possibilità di segnare più punti, ma anche i rischi.
Il punteggio nel doppio misto
Il sistema di punteggio è lo stesso del curling tradizionale: alla fine di ogni end, la squadra con la pietra più vicina al button si aggiudica l’end e segna un punto per ogni sua pietra che si trovi più vicina al centro rispetto alla pietra meglio piazzata dall’avversario.
Con 5 pietre lanciate e una già posizionata, il punteggio massimo teorico in un singolo end è di 6 punti.
Il martello (hammer)
Come nel curling tradizionale, il martello ( ovvero il poter giocare l’ultima pietra dell’end ) è un vantaggio cruciale. Viene assegnato alla squadra che non ha segnato punti nell’end precedente. Se un end finisce senza punti (blank end), il martello passa all’altra squadra, a differenza del gioco tradizionale dove rimane alla stessa. Una regola nata per scoraggiare le squadre dal cercare volontariamente un end nullo, favorendo un gioco sempre propositivo.
Strategia e tattica nel doppio misto
Le regole specifiche del doppio misto impongono strategie diverse rispetto alla versione a quattro giocatori.
Sfruttare le pietre posizionate
La presenza delle pietre pre-posizionate è il fulcro della tattica. La squadra in attacco cercherà di usare la propria pietra a punto come base per accumularne altre, proteggendola con delle guardie. La squadra in difesa cercherà di neutralizzare la pietra avversaria, magari con un freeze (un tiro che si appoggia perfettamente a una pietra avversaria senza spostarla) o cercando di promuovere la propria guardia verso il centro.
Quando usare il Power Play
La decisione di usare il Power Play è uno dei momenti chiave della partita. Solitamente viene chiamato quando una squadra è in svantaggio e ha bisogno di una mossa audace per tentare di segnare più punti e ribaltare il risultato. Usarlo nel modo giusto e al momento giusto può cambiare le sorti di un’intera partita.
La comunicazione nella coppia
Con solo due giocatori, la comunicazione e l’intesa devono essere perfette. I due atleti devono essere completi, abili sia nel lancio di precisione che in quello di potenza, e capaci di leggere il ghiaccio e la strategia in ogni momento. La fiducia reciproca e la capacità di prendere decisioni rapide sono ancora più importanti che nel gioco a quattro.
Il doppio misto e l’Italia: una storia di successo
Il doppio misto ha un posto speciale nel cuore degli sportivi italiani. L’incredibile cavalcata di Stefania Constantini e Amos Mosaner alle Olimpiadi di Pechino 2022, culminata con una storica e imbattuta medaglia d’oro, ha acceso i riflettori su questa disciplina e ha creato un’enorme attesa per i prossimi Giochi Invernali.