Bad Bunny a Napoli nel 2017, quando suonò all’Arenile prima del successo mondiale

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Oggi Bad Bunny riempie stadi e domina le classifiche internazionali. Grammy, esibizioni negli eventi sportivi più seguiti al mondo e numeri da record lo hanno consacrato tra le figure centrali della musica globale. Eppure, prima di diventare una superstar, il cantante portoricano – all’anagrafe Benito Antonio Martinez Ocasio – è passato anche da Napoli. Era il 2017 quando si esibì all’Arenile di Bagnoli, in una fase iniziale della sua carriera, davanti a un pubblico molto diverso da quello a cui è abituato oggi.

Il concerto all’Arenile durante il Soy Peor Tour

La data napoletana rientrava nel Soy Peor Tour, una delle prime tournée dell’artista fuori da Porto Rico e dall’America Latina. All’epoca Bad Bunny era già conosciuto nel circuito urban latino, ma non aveva ancora raggiunto la fama mondiale che sarebbe arrivata negli anni successivi.

Sul palco dell’Arenile, storico locale di Bagnoli, si presentarono circa duemila persone, in gran parte appartenenti alla sua fan base latina. Un numero significativo per una scena che, nel 2017, non era ancora abituata a ospitare artisti di quel genere con regolarità.

Il racconto di chi organizzò la serata

A ricordare quella serata è Amed Key, dj, produttore e organizzatore di eventi, art director del party Black on the Beach e fondatore dell’etichetta Real Sound Project. Secondo il suo racconto, la scelta di portare Bad Bunny a Napoli nacque dall’intuizione che l’artista avesse un potenziale importante, nonostante fosse ancora lontano dai livelli attuali.

Negli anni precedenti l’Arenile aveva ospitato diversi artisti internazionali. L’idea di puntare su Bad Bunny arrivò dopo aver osservato la risposta del pubblico alla sua musica nei dj set e aver compreso che esisteva una base pronta ad accoglierlo anche in Italia.

Una serata ricordata per l’energia e l’emozione

Chi era presente parla di una serata intensa, segnata da un’energia particolare. Napoli, in quel momento, non era ancora un punto di riferimento stabile per il circuito urban latino internazionale. Proprio per questo l’evento fu percepito come qualcosa di nuovo.

Secondo Amed Key, anche Bad Bunny appariva emozionato per l’esibizione. Era tra le sue prime date europee e il contatto con il pubblico napoletano rappresentava un passaggio significativo nel suo percorso artistico.

Da Bagnoli ai palchi globali

Guardando oggi la carriera di Bad Bunny, quella data del 2017 assume un valore diverso. In pochi anni l’artista è passato dai club europei a palchi internazionali, accumulando premi e riconoscimenti. Il concerto all’Arenile resta una tappa di un percorso che allora sembrava promettente, ma che pochi avrebbero immaginato così rapido e ampio.

Per Napoli, quella serata rappresenta uno dei momenti in cui la città ha intercettato un fenomeno prima della sua consacrazione globale.

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