Terremoto Napoli, aree di accoglienza attive: dove sono
Immagine realizzata con IA
Dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4.7 registrata venerdì 31 luglio alle 19:46 nell’area dei Campi Flegrei, la Protezione Civile ha attivato il monitoraggio nelle aree di attesa e il Comune di Napoli ha messo in piedi il dispositivo di accoglienza per la popolazione. Verifiche sono in corso nelle zone predisposte, è stata aperta la base Nato di Bagnoli e risulta attivata l’area di accoglienza di via Terracina.
Le aree di attesa sotto controllo dopo la scossa
A seguito del sisma, la Protezione Civile ha avviato immediatamente i controlli nelle aree di attesa e nelle zone limitrofe dell’area occidentale della città. Le verifiche hanno riguardato in particolare due spazi: viale della Liberazione e l’ippodromo Agnano, i punti di raccolta previsti dal piano di emergenza per chi si trova all’aperto dopo una scossa. In queste aree il personale della Protezione Civile, insieme ai Vigili del Fuoco, ha controllato lo stato di agibilità e la percorribilità degli spazi, per garantire che siano pronti ad accogliere le persone in caso di bisogno. Il Centro Operativo Comunale, il COC, si è insediato subito dopo l’evento e resta attivo per coordinare ogni eventuale necessità. Le verifiche sono state effettuate anche nelle zone limitrofe alle aree di attesa, dove le squadre hanno monitorato strade, parcheggi e accessi, considerando che gran parte della popolazione si era riversata all’aperto subito dopo la scossa. Nessuna richiesta di soccorso è arrivata al momento al centro operativo dalla città di Napoli, ma i controlli proseguono per tutta la serata.
Base Nato di Bagnoli, aperta dalla Regione
Tra le strutture messe a disposizione in questa fase di emergenza c’è la base Nato di Bagnoli, aperta dalla Regione Campania come area di accoglienza aggiuntiva. La struttura, già utilizzata in passato durante le fasi più acute della crisi bradisismica, viene ora riattivata per offrire un punto di riferimento sicuro ai residenti dei quartieri occidentali, in particolare a chi vive nelle zone più vicine all’epicentro. La decisione di riaprire la base amplia la capacità di risposta del sistema di protezione civile, che può così contare su più spazi distribuiti sul territorio. L’apertura è stata disposta nell’ambito del coordinamento tra Regione, Comune di Napoli e Protezione Civile, che nelle ore successive alla scossa hanno lavorato per garantire assistenza e informazioni alla popolazione. La base Nato di Bagnoli si aggiunge alle aree già previste dal piano comunale e rappresenta un nodo importante per l’accoglienza, data la sua posizione strategica tra Bagnoli e Fuorigrotta, i quartieri che hanno avvertito con maggiore intensità il terremoto e che nelle ore successive hanno registrato anche alcune criticità nella rete elettrica.
L’area di accoglienza di via Terracina
È stata attivata anche l’area di accoglienza di via Terracina, la struttura allestita di fronte all’ospedale San Paolo per gli sfollati del bradisismo. Si tratta di una tendostruttura di emergenza, realizzata dalla Regione Campania in collaborazione con il Comune di Napoli e messa a disposizione dal Dipartimento di Protezione Civile, che ha una superficie di 180 metri quadrati e può ospitare fino a 50 persone. La struttura è progettata per garantire comfort anche in condizioni climatiche avverse, con impianto di riscaldamento e gruppo elettrogeno per assicurare la continuità dei servizi. La sua attivazione rientra nel piano di risposta all’emergenza sismica: chi non può rientrare nella propria abitazione, o preferisce non farlo in attesa dei controlli, trova qui un punto di accoglienza predisposto e presidiato. L’area è stata già utilizzata nelle fasi precedenti della crisi bradisismica e la sua riapertura in questa circostanza conferma il ruolo centrale che ricopre nel dispositivo comunale di assistenza alla popolazione.
Dove sono le aree di attesa e accoglienza a Napoli
Per orientarsi tra i punti di raccolta e le strutture di assistenza, è utile conoscere la differenza tra aree di attesa e aree di accoglienza. Le aree di attesa sono gli spazi all’aperto dove la popolazione si riunisce subito dopo una scossa, in attesa di indicazioni; le aree di accoglienza sono invece le strutture attrezzate, come tendostrutture o edifici messi a disposizione, dove le persone possono trovare riparo, assistenza e, se necessario, posti letto. Nel territorio di Napoli e Bagnoli i punti di raccolta previsti dal piano comunale sono distribuiti nei diversi quartieri e la loro localizzazione è consultabile nella nostra guida dedicata alle aree di attesa e accoglienza in caso di emergenza a Napoli e Bagnoli. Conoscere in anticipo il punto di raccolta più vicino a casa o al luogo di lavoro è una delle prime precauzioni da prendere, perché nelle fasi concitate di un’emergenza non c’è tempo per cercare informazioni. Il Comune raccomanda di raggiungere le aree indicate solo quando necessario e di seguire le comunicazioni ufficiali di Protezione Civile e istituzioni.
Il dispositivo di accoglienza, come funziona
Il dispositivo attivato dopo la scossa del 31 luglio segue uno schema collaudato: il Centro Operativo Comunale coordina le operazioni, la Protezione Civile presidia le aree di attesa e le squadre tecniche gestiscono le strutture di accoglienza. L’apertura della base Nato di Bagnoli e l’attivazione di via Terracina sono le due risposte concrete messe in campo finora, in attesa dell’evoluzione della situazione. Per chi vive nei quartieri occidentali, le indicazioni operative sono semplici: dopo una scossa, allontanarsi da edifici e cornicioni, raggiungere a piedi l’area di attesa più vicina e attendere le comunicazioni ufficiali. Le verifiche in corso nelle aree di attesa di viale della Liberazione e ippodromo Agnano servono proprio a garantire che i punti di raccolta siano agibili e sicuri. La raccomandazione delle autorità è di non intasare le linee telefoniche di emergenza se non per reali necessità e di affidarsi ai canali istituzionali per gli aggiornamenti sulla situazione sismica in corso.
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