Arcigay nazionale disconosce Antinoo Arcigay Napoli

Arcigay nazionale disconosce Antinoo Arcigay Napoli

Il Consiglio Nazionale di Arcigay ha deliberato il disconoscimento della funzione di Comitato Territoriale di Antinoo Arcigay Napoli APS. Una decisione definita eccezionale dall’associazione nazionale, che arriva dopo mesi di tensioni interne al movimento LGBTQIA+ napoletano.

La delibera è stata adottata al termine di “un lungo percorso di confronto, interlocuzione e istruttoria”, come si legge nella nota diffusa da Arcigay. Il Consiglio Nazionale ha sottolineato che il rapporto fiduciario è venuto meno “a seguito di diversi episodi e fatti reiterati” e ha definito la scelta come “una decisione che nessuna associazione dovrebbe essere chiamata ad assumere e che avremmo voluto poter evitare”.

Le motivazioni dettagliate del provvedimento saranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito ufficiale di Arcigay.

Diversa la lettura di Antinoo Arcigay Napoli

Antinoo Arcigay Napoli ha respinto le accuse, sostenendo di essere stata disconosciuta per non essersi “allineata” alle posizioni nazionali. In una nota, l’associazione napoletana ha dichiarato di aver dato “la parola e l’agibilità politica a tutti quei gruppi sistematicamente esclusi altrove, come Polis Aperta nel 2022 e Keshet dal 2024, o di aver preso sul territorio posizioni evidentemente scomode”.

“L’associazione nazionale ha deciso di sottrarre ad Antinoo la qualifica di comitato territoriale di Napoli, compiendo un’operazione inaccettabile di censura politica”, ha affermato Antinoo, che ha parlato di una “logica escludente e ideologicamente discriminatoria dei vertici nazionali”.

Il presidente di Antinoo Arcigay Napoli, Antonello Sannino, ha commentato la decisione sui social parlando di “fascismo dell’antifascismo” e accusando la dirigenza nazionale di “voler obbligare al silenzio” l’associazione.

Lo sfondo: tensioni e due Pride a Napoli

La rottura arriva dopo un periodo di crescenti tensioni nel movimento LGBTQIA+ napoletano, culminate con la nascita di due Pride distinti. Da un lato il Napoli Pride, andato in scena il 27 giugno e organizzato da un Comitato che include Antinoo Arcigay Napoli, l’Associazione Transessuale Napoli, ALFI Napoli Le Maree, Pride Vesuvio e il Coordinamento Campania Rainbow. Dall’altro l’Arrevutamm Pride, rete queer e transfemminista autofinanziata, sceso in piazza il 20 giugno per il secondo anno consecutivo.

Al centro della spaccatura anche la partecipazione di Keshet, associazione ebraica LGBT+, contestata da alcune frange del movimento. Il Napoli Pride del 27 giugno è stato segnato da momenti di tensione con accuse reciproche tra il Comitato organizzatore e Arrevutamm Pride.

La reazione dal Consiglio Nazionale

Pietro Turano, vicepresidente di Arcigay Roma e consigliere nazionale, ha definito la decisione “inevitabile e inderogabile”, spiegando che “da tempo si è sciolto il patto di fiducia fondamentale” e che “per troppo tempo abbiamo dovuto gestire una grande frustrazione, nonostante i tentativi di interlocuzione con il comitato”.

Con il disconoscimento, Antinoo Arcigay Napoli perde la funzione di rappresentanza territoriale di Arcigay sul capoluogo campano. I soci e le socie di Napoli, in vista del prossimo congresso, sono stati assegnati al Cassero di Bologna.

Cosa cambia ora

Antinoo Arcigay Napoli rimane comunque un’associazione iscritta al RUNTS e continua a esistere come realtà autonoma, ma non rappresenterà più Arcigay sul territorio di Napoli. La decisione apre una fase di incertezza per il movimento LGBTQIA+ napoletano, in attesa che il nazionale indichi una nuova realtà locale di riferimento.


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