{"id":101025,"date":"2017-03-28T12:07:49","date_gmt":"2017-03-28T10:07:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/?p=101025\/"},"modified":"2018-05-16T21:54:53","modified_gmt":"2018-05-16T19:54:53","slug":"miti-e-leggende-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/miti-e-leggende-di-napoli\/","title":{"rendered":"Miti e leggende di Napoli: fantasmi, misteri e superstizioni"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row css=&#8221;.vc_custom_1483442088640{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1483442153311{padding-top: 10px !important;padding-right: 10px !important;padding-bottom: 10px !important;padding-left: 10px !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1490635245116{background-color: #ffffff !important;}&#8221;]<\/p>\n<h2>Le leggende, i miti e le storie su fantasmi, spiriti e streghe della citt\u00e0 di Napoli.<\/h2>\n<p>Il mito e la leggenda da sempre ammantano Napoli e la storia della citt\u00e0 \u00e8 ricca di <strong>segreti, storie di fantasmi, spiriti benevoli o spettri maligni<\/strong> che ancora oggi sono parte delle credenze dei cittadini. La storia stessa della fondazione della citt\u00e0 ha le sue radici in una delle leggende pi\u00f9 note, quella della Sirena Partenope, tanto che uno degli aggettivi per identificare i cittadini \u00e8 ancora partenopei.<\/p>\n<p>Tra <strong>Munaciello, Bella \u2018Mbriana, l\u2019uovo magico di Castel dell\u2019Ovo<\/strong>, gli spettri nei palazzi e nelle fortezze e le streghe, sono tanti i racconti che si tramandano da numerose generazioni e che fanno di Napoli una citt\u00e0 piena di mistero.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1484134359429{padding-top: 0px !important;}&#8221; el_class=&#8221;riga_articolisuddivisi&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1484145047325{border-bottom-width: 10px !important;padding-top: 10px !important;}&#8221;][vc_row_inner el_class=&#8221;inner-row-single&#8221;][vc_column_inner el_class=&#8221;immaginesfondo&#8221; width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1490693441083{padding-left: 2px !important;background-image: url(https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Leggenda-Partenope.jpg?id=101027) !important;}&#8221;][vc_raw_html]JTNDZGl2JTIwY2xhc3MlM0QlMjJzZm9uZG8taW1tYWdpbmUlMjIlM0UlM0MlMkZkaXYlM0U=[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Leggende di Partenope<\/h3>\n<p>Sono <strong>due le leggende pi\u00f9 note<\/strong> sulla figura di Partenope, considerata fondatrice di Napoli. La prima deriva dall\u2019Odissea di Omero, in cui si narra che Ulisse fu l\u2019unico a non subire gli effetti del canto melodioso delle tre sirene, inducendole al suicidio. Il corpo di una delle tre, Partenope, fu trascinato fino all\u2019<strong>isolotto di Megaride<\/strong>, dove oggi sorge il Castel dell\u2019Ovo, per poi dissolversi, e secondo il mito si trasform\u00f2 nell\u2019attuale paesaggio della citt\u00e0.<br \/>\nLa seconda versione narra che Partenope fu <strong>una fanciulla greca innamorata di Cimone<\/strong> il cui amore era contrastato dal padre. I due decisero di fuggire, arrivando sulle coste napoletane, e qui la donna inizi\u00f2 ad essere osannata dai cittadini perch\u00e9 al suo cammino la terra diventava sempre pi\u00f9 fertile.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1484134359429{padding-top: 0px !important;}&#8221; el_class=&#8221;riga_articolisuddivisi&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1484145047325{border-bottom-width: 10px !important;padding-top: 10px !important;}&#8221;][vc_row_inner el_class=&#8221;inner-row-single&#8221;][vc_column_inner el_class=&#8221;immaginesfondo&#8221; width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1490693538054{padding-left: 2px !important;background-image: url(https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/bella-mbriana.jpg?id=101029) !important;}&#8221;][vc_raw_html]JTNDZGl2JTIwY2xhc3MlM0QlMjJzZm9uZG8taW1tYWdpbmUlMjIlM0UlM0MlMkZkaXYlM0U=[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>La Bella &#8216;Mbriana<\/h3>\n<p>La Bella \u2018Mbriana \u00e8 uno <strong>spirito benevolo<\/strong> che vive nelle case dei napoletani portando loro fortuna e convive con il Munaciello, di cui \u00e8 antagonista. Non si conosce precisamente il suo aspetto perch\u00e9 appare di sfuggita durante le ore pi\u00f9 luminose o nel primo pomeriggio e quando la si avvista <strong>si trasforma magicamente in un geco<\/strong>, animale considerato portafortuna. Secondo la leggenda, la Bella &#8216;Mbriana era una bellissima principessa che perse il suo amore e, sola e disperata, inizi\u00f2 a vagare per la citt\u00e0. Il re suo padre chiese ai suoi sudditi di aprire le porte delle loro case per accoglierla. Ecco perch\u00e9 \u00e8 considerata lo spirito che <strong>protegge la casa<\/strong>.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1484134359429{padding-top: 0px !important;}&#8221; el_class=&#8221;riga_articolisuddivisi&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1484145047325{border-bottom-width: 10px !important;padding-top: 10px !important;}&#8221;][vc_row_inner el_class=&#8221;inner-row-single&#8221;][vc_column_inner el_class=&#8221;immaginesfondo&#8221; width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1490693663110{padding-left: 2px !important;background-image: url(https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Munaciello.jpg?id=101031) !important;}&#8221;][vc_raw_html]JTNDZGl2JTIwY2xhc3MlM0QlMjJzZm9uZG8taW1tYWdpbmUlMjIlM0UlM0MlMkZkaXYlM0U=[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>&#8216;O Munaciello<\/h3>\n<p>Il Munaciello \u00e8 uno <strong>spirito dispettoso<\/strong> che vive nelle case, pu\u00f2 portare sia fortuna sia sventura ed indossa un saio da monaco che nasconde le sue brutte fattezze. Secondo Matilde Serao \u00e8 stato un personaggio realmente esistito, cio\u00e8 il figlio deforme di Caterinella Frezza, ricca donna che si innamor\u00f2 di un garzone contro il volere del padre e per questo motivo ebbe un figlio dall\u2019aspetto orrendo. Secondo la leggenda, invece, fu un gestore di pozzi d\u2019acqua che <strong>entrava nelle case dai canali di scolo<\/strong> per rubare oggetti preziosi. Il popolo gli attribuisce <strong>poteri magici<\/strong> e lo incolpa degli episodi spiacevoli, ma lo considera anche benevolo perch\u00e9 spesso <strong>lascia delle monete in luoghi nascosti della casa<\/strong>.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1484134359429{padding-top: 0px !important;}&#8221; el_class=&#8221;riga_articolisuddivisi&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1484145047325{border-bottom-width: 10px !important;padding-top: 10px !important;}&#8221;][vc_row_inner el_class=&#8221;inner-row-single&#8221;][vc_column_inner el_class=&#8221;immaginesfondo&#8221; width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1490693931426{padding-left: 2px !important;background-image: url(https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Castel-dell-ovo.jpg?id=101033) !important;}&#8221;][vc_raw_html]JTNDZGl2JTIwY2xhc3MlM0QlMjJzZm9uZG8taW1tYWdpbmUlMjIlM0UlM0MlMkZkaXYlM0U=[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>La leggenda di Castel dell&#8217;Ovo<\/h3>\n<p>Il Castel dell\u2019Ovo sul Lungomare di Napoli deve il suo nome ad un\u2019antica leggenda che coinvolge <strong>Virgilio<\/strong>. Il poeta latino, considerato anche un mago nel Medioevo, avrebbe nascosto un <strong>uovo magico nelle segrete del castello<\/strong> per far s\u00ec che non crollasse mai. Infatti, la sua eventuale rottura provocherebbe la <strong>distruzione della fortezza<\/strong> e di tutta la citt\u00e0. L\u2019uovo non \u00e8 mai stato trovato, ma si narra che si trovi in un recipiente d\u2019acqua in una gabbia di ferro appesa ad una trave di quercia in una stanza dei sotterranei. Nel XVI secolo un crollo dell\u2019arco fece diffondere il panico tra gli abitanti e la Regina Giovanna I fu costretta a giurare di aver sostituito l\u2019uovo.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1484134359429{padding-top: 0px !important;}&#8221; el_class=&#8221;riga_articolisuddivisi&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1484145047325{border-bottom-width: 10px !important;padding-top: 10px !important;}&#8221;][vc_row_inner el_class=&#8221;inner-row-single&#8221;][vc_column_inner el_class=&#8221;immaginesfondo&#8221; width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1490694037687{padding-left: 2px !important;background-image: url(https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Castel-sant-elmo.jpg?id=101035) !important;}&#8221;][vc_raw_html]JTNDZGl2JTIwY2xhc3MlM0QlMjJzZm9uZG8taW1tYWdpbmUlMjIlM0UlM0MlMkZkaXYlM0U=[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Fantasmi di Castel Sant&#8217;Elmo<\/h3>\n<p>Secondo un\u2019antica leggenda, nel Castel Sant\u2019Elmo al Vomero vaga un <strong>fantasma vestito di bianco che si diverte a spaventare<\/strong> chiunque si avvicini. \u00c8 infatti molto giocherellone e gli piace anche uscire dalle mura per portare un po\u2019 di terrore. Al Castello \u00e8 legata un\u2019altra leggenda riferita alle <strong>urla che secondo alcuni si odono dai sotterranei<\/strong>. Infatti, alla fine della prima rampa della scala della Pedamentina c\u2019\u00e8 un cancello da cui le guardie reali uccidevano i nemici e ne lanciavano i corpi nelle segrete per farli mangiare dai topi o, addirittura, dagli abitanti della citt\u00e0. Le urla sarebbero i lamenti di queste vittime.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1484134359429{padding-top: 0px !important;}&#8221; el_class=&#8221;riga_articolisuddivisi&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1484145047325{border-bottom-width: 10px !important;padding-top: 10px !important;}&#8221;][vc_row_inner el_class=&#8221;inner-row-single&#8221;][vc_column_inner el_class=&#8221;immaginesfondo&#8221; width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1490694302183{padding-left: 2px !important;background-image: url(https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Nisida.jpg?id=101037) !important;}&#8221;][vc_raw_html]JTNDZGl2JTIwY2xhc3MlM0QlMjJzZm9uZG8taW1tYWdpbmUlMjIlM0UlM0MlMkZkaXYlM0U=[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Mito di Posillipo e Nisida<\/h3>\n<p>Secondo un antico mito, <strong>Posillipo era un giovane leggiadro e scherzoso<\/strong>, dal cuore molto sensibile, che si innamor\u00f2 di una donna <strong>bellissima di nome Nisida<\/strong>. La fanciulla, seppur molto affascinante, aveva un animo gelido ed un cuore di pietra, era una ragazza incantatrice, ma malvagia. Il ragazzo, sofferente per l\u2019amore che non poteva avere, non resistette al dolore e decise di suicidarsi in mare. Gli Dei decisero di trasformarlo nell\u2019attuale isola, mentre Posillipo fu trasformata nella collina che si trova di fronte. Per loro volere, Nisida ospita \u201comicidi e ladri\u201d (oggi c\u2019\u00e8 infatti un carcere minorile), mentre la collina di Posillipo attira tutti con la sua bellezza.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1484134359429{padding-top: 0px !important;}&#8221; el_class=&#8221;riga_articolisuddivisi&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1484145047325{border-bottom-width: 10px !important;padding-top: 10px !important;}&#8221;][vc_row_inner el_class=&#8221;inner-row-single&#8221;][vc_column_inner el_class=&#8221;immaginesfondo&#8221; width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1490694657500{padding-left: 2px !important;background-image: url(https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/maschio-angioino.jpg?id=101039) !important;}&#8221;][vc_raw_html]JTNDZGl2JTIwY2xhc3MlM0QlMjJzZm9uZG8taW1tYWdpbmUlMjIlM0UlM0MlMkZkaXYlM0U=[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Coccodrillo al Maschio Angioino<\/h3>\n<p>Una leggenda, narrata sia da Croce che da Dumas, racconta della presenza di un <strong>coccodrillo famelico in una delle fosse del Maschio Angioino<\/strong>. Usata per rinchiudere i prigionieri da punire pi\u00f9 rigidamente, divenne un luogo misterioso perch\u00e9 questi scomparivano senza motivo apparente, finch\u00e9 non si scopr\u00ec la presenza dell\u2019animale. Si dice che giunse a Napoli dall\u2019Egitto con la Regina Giovanna II che lo sfruttava per <strong>dargli in pasto gli amanti<\/strong> che voleva eliminare. Da allora, vi si fece ricorso per far sparire le persone pi\u00f9 scomode al regno, ma fu Ferrante d\u2019Aragona a farlo uccidere soffocandolo con una coscia di cavallo.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1484134359429{padding-top: 0px !important;}&#8221; el_class=&#8221;riga_articolisuddivisi&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1484145047325{border-bottom-width: 10px !important;padding-top: 10px !important;}&#8221;][vc_row_inner el_class=&#8221;inner-row-single&#8221;][vc_column_inner el_class=&#8221;immaginesfondo&#8221; width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1490694755392{padding-left: 2px !important;background-image: url(https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Palazzo-Gaiola.jpg?id=101041) !important;}&#8221;][vc_raw_html]JTNDZGl2JTIwY2xhc3MlM0QlMjJzZm9uZG8taW1tYWdpbmUlMjIlM0UlM0MlMkZkaXYlM0U=[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Leggenda sul Palazzo della Gaiola<\/h3>\n<p>La <strong>Villa sull\u2019isolotto della Gaiola<\/strong> \u00e8 considerata un <strong>luogo di sfortuna<\/strong>, infatti negli scorsi decenni sono capitate varie sventure ai suoi proprietari, addirittura la morte. Tra i pi\u00f9 noti, Gianni Agnelli che ha subito la morte di molti familiari, e Paul Getty il cui nipote fu rapito dalla \u2018Ndragnheta. Alla base vi sarebbe il racconto sui primi acquirenti, <strong>una donna inglese ed il nobile suo marito che si innamor\u00f2 della cognata<\/strong>. La consorte, sentitasi tradita, inizi\u00f2 ad accusare ferocemente la sorella, ferendola a tal punto che la giovane si tolse la vita. L\u2019uomo per il dolore si spar\u00f2, mentre la moglie impazz\u00ec e per questo motivo la Villa sarebbe circondata dalla <em>jattura<\/em> (sfortuna).[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1484134359429{padding-top: 0px !important;}&#8221; el_class=&#8221;riga_articolisuddivisi&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1484145047325{border-bottom-width: 10px !important;padding-top: 10px !important;}&#8221;][vc_row_inner el_class=&#8221;inner-row-single&#8221;][vc_column_inner el_class=&#8221;immaginesfondo&#8221; width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1490694875804{padding-left: 2px !important;background-image: url(https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Palazzo-Donn-Anna.jpg?id=101043) !important;}&#8221;][vc_raw_html]JTNDZGl2JTIwY2xhc3MlM0QlMjJzZm9uZG8taW1tYWdpbmUlMjIlM0UlM0MlMkZkaXYlM0U=[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Spiriti di Palazzo Donn&#8217;Anna<\/h3>\n<p>Il Palazzo di Posillipo prende il nome da Donna Anna Carafa, nipote di Luigi Carafa di Stigliano, che acquist\u00f2 la struttura nel 1571. Si racconta che durante uno dei magnifici ricevimenti che Donna Anna amava dare a Palazzo, sorprese il suo amante Gaetano di Casapesenne a baciare la giovane Donna Mercedes de las Torres. Nei giorni seguenti, Donna Mercedes spar\u00ec e si ipotizz\u00f2 che Donna Anna le avesse avvelenato l\u2019anima, lasciando il povero Gaetano disperato alla sua vana ricerca. Da allora, secondo la leggenda, <strong>i tre spiriti vagano nel Palazzo e lo faranno in eterno<\/strong>.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1484134359429{padding-top: 0px !important;}&#8221; el_class=&#8221;riga_articolisuddivisi&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1484145047325{border-bottom-width: 10px !important;padding-top: 10px !important;}&#8221;][vc_row_inner el_class=&#8221;inner-row-single&#8221;][vc_column_inner el_class=&#8221;immaginesfondo&#8221; width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1490695143928{padding-left: 2px !important;background-image: url(https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Vesuvio.jpg?id=101045) !important;}&#8221;][vc_raw_html]JTNDZGl2JTIwY2xhc3MlM0QlMjJzZm9uZG8taW1tYWdpbmUlMjIlM0UlM0MlMkZkaXYlM0U=[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>La Strega del Vesuvio<\/h3>\n<p>La storia sulla presenza di un strega sul Vesuvio si racconta dal 1858, anno in cui ci fu una <strong>forte eruzione del vulcano<\/strong> che provoc\u00f2 la fuoriuscita di una quantit\u00e0 enorme di magma. Da quel momento, si inizi\u00f2 ad udire tutte le notte un <strong>urlo agghiacciante<\/strong> che fece credere agli abitanti del luogo che qualcuno soffrisse terribilmente. Dopo innumerevoli ed inutili perlustrazioni, i cittadini decisero di rivolgersi ad una fattucchiera locale per svelare l\u2019arcano. &#8220;&#8216;A vecchia &#8216;e Mattavona&#8221;, questo il suo nome, <strong>riusc\u00ec a zittire le grida pronunciando incomprensibili parole magiche<\/strong>.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1484134359429{padding-top: 0px !important;}&#8221; el_class=&#8221;riga_articolisuddivisi&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1484145047325{border-bottom-width: 10px !important;padding-top: 10px !important;}&#8221;][\/vc_column][vc_row_inner el_class=&#8221;inner-row-single&#8221;][vc_column_inner el_class=&#8221;immaginesfondo&#8221; width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1490695250249{padding-left: 2px !important;background-image: url(https:\/\/www.napolike.it\/turismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Janara.jpg?id=101047) !important;}&#8221;][vc_raw_html]JTNDZGl2JTIwY2xhc3MlM0QlMjJzZm9uZG8taW1tYWdpbmUlMjIlM0UlM0MlMkZkaXYlM0U=[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>La Janara<\/h3>\n<p>La Janara sarebbe una <strong>strega malefica<\/strong> la cui leggenda nasce nel beneventano, diffondendosi presto anche a Napoli. \u00c8 considerata la <strong>figlia di Satana<\/strong>, per questo motivo Dio l\u2019avrebbe resa sterile e lei, frustrata e invidiosa, va in giro per le case della citt\u00e0 in cerca soprattutto di bambini. Conosce l\u2019occulto e pu\u00f2 fare riti di magia nera, malocchio e fatture. Secondo il mito <strong>la si pu\u00f2 avvistare di notte<\/strong> e, se si \u00e8 bravi a catturarla afferrandola per i capelli, la si pu\u00f2 neutralizzare. Questo a patto che si risponda correttamente alla sua domanda &#8220;Che tieni in mano?&#8221;, dicendo &#8220;Ferro e acciaio&#8221; e non &#8220;capelli&#8221;. 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