Revenge Porn: 16enne ricattata dalla baby gang e costretta al topless

Pubblicato 
sabato, 08/10/2022
Di
Francesca Orelli
Stop violence against women

Il suo nome è emerso durante le indagini sulla baby gang di Roma, che l’anno scorso picchiò un ragazzo down al quartiere Ostiense. La 15enne però non è una complice, ma un’altra vittima “Sono stata ricattata. Mi hanno costretta a mandare loro delle foto in topless, ma adesso non vivo più.”

Sono passati tre anni dai fatti, ma ancora adesso, lei sta vivendo un inferno per colpa di quelle foto in topless e di quel video in cui si vede il seno.

Oggi Giulia ha 16 anni, compiuti da poco, ma all’epoca dei fatti ne aveva 13 ed era molto ingenua:

“Praticamente a febbraio 2019 sono stata ricattata e sono stata costretta a mandare delle foto del mio sedere e dei miei seni ai miei ex, e anche un video senza reggiseno.”

Il filmato, neanche a dirlo, salta da un cellulare a un altro, tanto che Giulia è costretta a cambiare scuola:

“Poco dopo mi sono pentita di averlo fatto, avrei dovuto chiedere aiuto. Ho dovuto cambiare istituto, perché non vivevo più, le mie foto da nuda erano su tutti i cellulari della scuola.”

Non solo a scuola: messa anche alla gogna sui social per il video in topless

I ragazzi della baby gang di Roma, che si sono resi anche responsabili di risse e spedizioni punitive, non si limitano però a mandare le foto e il video del topless di Giulia su tutti i cellulari della scuola.

Lo condividono anche sui social, dove, in breve tempo, diventa virale:

“Ci hanno scritto su: “se metti un like, ti faccio un rapporto orale gratis.”

Il video e le foto circolano ancora sui profili Instagram falsi e, purtroppo, Giulia ne paga ancora le conseguenze:

“Sono passati tre anni e ancora mi insultano tutti. Mi scrivono “Vai sulla Salaria” e roba del genere. Lo scorso inverno tre ragazze di Roma sud mi hanno anche picchiata all’Eur, perché hanno visto le mie foto sui cellulari dei loro fidanzati.”

Ora la palla passa in mano alla Procura dei Minori

Sull’episodio, che potrebbe aggravare di più la posizione dei membri della baby gang, si chineranno ora i pubblici ministeri della Procura dei Minori, che hanno già avviato una verifica investigativa e scritto una segnalazione nell’informativa conclusiva sul caso dell’aggressione di Lorenzo, il ragazzo diciassettenne con lieve sindrome di down picchiato dalla baby gang a maggio 2021.

Una “rivincita” tardiva per Giulia, che voleva solo essere accettata dai compagni di scuola, ma che è finita con l’essere umiliata pubblicamente a scuola, e online, e vedere trasformarsi la sua vita in un calvario.

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