Rapporto Sin: dati allarmanti sul boom di tumori in Campania

Pubblicato 
sabato, 10/11/2012
Di
Nadia Esposito

Il rapporto Sin mette in luce il disastro ambientale campano dovuto principalmente alla presenza di amianto in numerosi siti industriali e allo sversamento illegale di rifiuti tossici. I Sin- Siti d’Interesse Nazionale - da bonificare, vale a dire le aree geografiche del territorio dove si registra un alto tasso di inquinamento del suolo,  sottosuolo e delle acque superficiali sono in continuo aumento.

Ottantotto i Comuni esaminati nel rapporto per un totale di 776.544 abitanti,  quasi un sesto della popolazione dell'intera regione (5.834.056).  Le aree interessate sono state il Litorale domizio, flegreo e agro aversano che comprendono 77 comuni con 141.793 abitanti; e il Litorale vesuviano con 11 Comuni e 462.322 abitanti.

I dati allarmanti mostrano dal 1995 al 2002¬†un eccesso rispetto al parametro medio di riferimento per la mortalit√† generale, e in particolare per il tumore del polmone, dello stomaco e¬†della vescica. Fatta base cento,¬†gli incrementi¬†pi√Ļ significativi si registrano nel vesuviano per le malattie dell‚Äôapparato genito-urinario (uomini 109, donne 128) e nella seconda area oggetto di studio¬†per¬†l‚Äôapparato digerente (114 per uomini e donne). Esclusa dal rapporto invece l'area di Bagnoli, considerata dal mondo cittadino e associazionistico un vero e proprio "laboratorio di tumori"¬† a causa dell' ex Italsider.

Dunque se nel resto d'Italia si muore per i veleni delle industrie, in Campania ci√≤ che inquina pi√Ļ di ogni altra cosa √® lo smaltimento di rifiuti. Gli scienziati¬†infatti¬† raccomandano un'attenta valutazione dell‚Äôinquinamento ambientale presente nell‚Äôarea caratterizzata oltre che da numerose discariche, anche dalla presenza di siti di smaltimento illegale e di combustione dei rifiuti sia urbani sia pericolosi sottolineandone¬†tanto pericolosit√†¬†quanto la necessit√† di¬†intraprendere misure efficaci.

Sulla questione è intervenuta ieri pomeriggio una delegazione di comitati civici, associazioni, medici indipendenti, forze sindacali e sociali, studenti, donne delle "Mamme vulcaniche", che non hanno esitato a manifestare davanti alla sede del Comune di Napoli avviando la campagna "Stop biocidio". L'obiettivo dei manifestanti è richiamare l’attenzione della Regione Campania e del governo nazionale sulla necessità di un piano straordinario di bonifiche del territorio.

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