Grazie a Maradona il Napoli può ancora vincere | Editoriale

Pubblicato 
martedì, 26/02/2013
Di
Nadia Napolitano

Diego Armando Maradona spinge il Napoli al traguardo, non più con numeri e giocate, ma con parole, vere, sentite e intelligenti. L’asso che solo di colore azzurro ha voluto vestirsi invita i gladiatori di Mazzarri a fermare la Juventus, a darle la caccia fino alla fine. Perchè a dodici giornate dalla chiusura, non si può certo dire che la Vecchia Signora abbia già lo scudetto in tasca. Possiamo mai decidere di regalar loro il tricolore deponendo le armi quando tutto è ancora matematicamente possibile?

Ovviamente no. I bianconeri sono sì abituati a vincere, ma, pesando gli organici sulla bilancia, l’ago non pende imprescindibilmente a loro favore, su questo Maradona ci scommetterebbe soldi e faccia. La squadra di Conte soffre in trasferta, figuratevi al San Paolo, nella bocca dell’inferno, nel suo templio, quello che s’infiammava per lui, ad ogni suo spunto geniale.

E cosa darebbe D10S per tornare a Napoli, per riappropriarsi di quanto gli è stato tolto in questo tempo, per fare il pieno d’aria partenopea, quella che l’ha nutrito e cullato nei suoi anni di permanenza calcistica all’ombra del Vesuvio, la stessa che l’ha restituito al mondo come il più grande campione di tutti i tempi, il Dio del calcio per l’appunto.

Maradona


De Laurentiis
è avvisato: qualora Mazzarri dovesse decidere di non rinnovare il contratto, e di provare un’esperienza diversa sulla panchina di Roma, Inter o di qualsivoglia squadra, Diego non si lascerebbe trovare impreparato. Pronto, col coltello tra i denti, a prendere posizione nel viadotto, a stampare baci a San Gennaro e la Madonna di Pompei, risalendo la china insieme a quelli che diverrebbero i suoi ragazzi, per dar loro motivo di rivalsa, fino a convincerli che vincere a Napoli è ancora possibile.

Un sogno forse, ma perseguibile, allorchè il Pibe de Oro riuscisse a scrollarsi di dosso il disagio fiscale che pende sul suo capo, un debito di 40 milioni di euro che lui non intende e non può pagare. Oggi, come ieri, il fuoriclasse argentino si è dichiarato innocente, vittima di un sistema che non ha trattato allo stesso modo tutti gli interpreti: Careca, Alemao, la società di allora, lindi e pinti loro, sporco evasore lui. Riuscirà il giocoliere del San Paolo a mettere a sedere tutti fuori dal campo?

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