Terme di Agnano: rischio cassa integrazione per i lavoratori

Nov 2012

Venerdì mattina, 23 novembre. Ancora una volta scioperi e disservizi che caratterizzano ormai la quotidianità della nostra Napoli. Ci troviamo questa volta alle Terme di Agnano, un luogo che ci proietta in un panorama di tranquillità e benessere sconosciuto persino agli stessi cittadini del quartiere limitrofo di Fuorigrotta, come ci raccontano gli stessi lavoratori delle Terme. Una risorsa naturale incredibile, fatta di relax e benessere risalente all’epoca dei romani che hanno saputo tramandarla e conservarla fino a noi, caratterizzata da saune a calore secco naturale, invidiabili in tutto il mondo.

All’entrata subito saltano all’occhio striscioni e manifesti di Cgil, Csl e Uil, ma quello che in particolar modo cattura la nostra attenzione è la scritta: “Gettate qui i vostri quadri!” e posto lì di fianco un vero e proprio wc.

Quello che ha spinto i lavoratori delle Terme a scioperare è stata la prospettiva di una cassa integrazione per ben 43 lavoratori su un totale di 83, come ha stimato il presidente del Cda Marinella De Nigris. Si tratta di una S.p.a, una volta gestita da privati, poi diventata partecipata al 100% dal Comune di Napoli. La cattiva gestione ha provocato perdite cospicue per un milione di euro, portando alla chiusura dell’albergo presente all’interno della struttura, secondo quanto pronosticato dal Cda e dal Comune in questi giorni. Tra rabbia e sgomento i lavoratori ci dicono che l’albergo se ne cade letteralmente a pezzi e ha bisogno chiaramente di essere ristrutturato, ma per il momento nè il Comune di Napoli nè il Cda hanno proposto un reale piano di ristrutturazione.

Ma non finisce qui, quello che proprio non si capisce è dove siano andati a finire quegli 11 milioni di euro di finanziamenti erogati dal Comune negli anni passati, con cui si sarebbe dovuta gestire la manutenzione e migliorare il servizio delle Terme. Recentemente infatti sono state costruite le piscine termali all’aperto, ma  purtroppo non sono mai state collaudate, e mai andate in funzione per problemi tecnici.

Ora dunque che il Comune di Napoli versa in una situazione finanziaria critica è molto difficile capire quale sarà la sorte di questi lavoratori e di questa splendida risorsa del nostro territorio.


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