Teatro Sancarluccio a rischio chiusura dopo 40 anni di storia

Giu 2013

Anche quest’anno, conclusa la stagione teatrale, si ripete l’incubo per il Teatro Sancarluccio che rischia la chiusura per mancanza di fondi e per l’impossibilità a sostenere il fitto dello spazio, negli ultimi anni salito alle stelle.

Il Teatro Sancarluccio fu fondato nel 1972 nel quartiere di Chiaia, in una traversa di via de Mille. Tantissimi artisti hanno calcato il suo palcoscenico, tra cui Enzo De Caro, Lello Arena, Francesco Paolantoni, Marisa Laurito, Toni Servillo, Silvio Orlando, Annibale Ruccello. Per non dimenticare che questo teatro vide gli esordi artistici del compianto Massimo Troisi che qui si esibì con la sua celebre Smorfia.

Teatro Sancarluccio Napoli

Non possono essere spazzati via 40 anni di successi, in questo piccolo teatro da 80 posti che accoglie 3000 spettatori l’anno, con una stagione di 20 spettacoli, tra cui eventi musicali, concerti, performance teatrali, ma anche laboratori, mostre e festival.

Non un semplice teatro ma una delle fucine della creazione artistica a Napoli, luogo di sperimentazione e ricerca teatrale, circuito di spettacoli innovativi e originali che sensibilizzano al linguaggio contemporaneo.

Lo scorso anno il Sancarluccio fu salvato dalla chiusura dagli “Angeli del Sancarluccio”, ossia da tutti coloro che hanno liberamente fatto una donazione per evitarne il collasso definitivo. Grazie a queste persone la stagione 2012/2013 si è svolta normalmente. Alla sua realizzazione un aiuto è arrivato anche da lontano, dalla Danimarca, dall’Odin Teatret di Eugenio Barba, maestro del teatro contemporaneo che ha contribuito a portare in scena la stagione teatrale 40+1 – il teatro r/esistente.

Ma stavolta sembra più dura del previsto, ed il piccolo teatro di Chiaia rischia di morire davvero, per i problemi di affitto, perché 80 posti non sono sufficienti a coprirne i costi e perché i fondi ministeriali non arrivano, o lo fanno in ritardo.

Il 30 giugno è la data limite fissata per la chiusura. I Verdi Ecologisti ed il conduttore Gianni Simioli hanno sposato la causa del Sancarluccio e si stanno mobilitando affinché ciò non accada, ma la situazione stavolta è inevitabile, e dichiarano:

“Il comune non potrà erogare un solo euro per salvare il piccolo teatro sperimentale che diede i natali artistici a tanti attori tra cui il nostro amato Massimo Troisi di cui proprio stamane ricorreva l’ anniversario della morte. Proprio in questa triste data abbiamo ricevuto questa seconda doccia fredda e cioè la notizia che finirà anche il Sancarluccio. Il primo cittadino ci ha informato che la Regione Campania è l’ unico ente pubblico che ha le risorse e che potrebbe intervenire. Per questo ci appelliamo al Presidente Stefano Caldoro affinchè salvi questo gioiello napoletano che corre il rischio di lasciarci per sempre proprio come ha fatto l’ indimenticabile Troisi”

Altri appelli sono portati avanti attraverso delle petizioni online in cui si invita a firmare e ad effettuare donazioni di 10 euro affinché non collassi un’altra istituzione culturale partenopea.

Ancora una volta tocca chiederci perché in una città come Napoli non si investe denaro pubblico in cultura, perché esiste tanta indifferenza nei confronti di ciò che potrebbe diventare il fulcro dell’economia e del turismo, della vita dell’intero paese e della nostra città. Siamo controcorrente, all’estero i governi destinano nuovi fondi alla cultura, qui si tagliano…

Petizioni online per salvare il Teatro Sancarluccio:

Buonacausa.org

Change.org


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