Pomigliano: corteo della Fiom. Sfilano Vendola, Di Pietro e De Magistris

Nov 2012

Un lungo fiume rosso è partito dallo stabilimento dell’Alenia di Pomigliano d’Arco ed ha attraversato tutta la citta’ per protestare contro le politiche economiche e del lavoro del governo Monti e dell’Unione europea. Allo sciopero generale indetto dalla Confederazione europea dei sindacati hanno partecipato tutte le classi sociali: lavoratori, precari, disoccupati e studenti.

La rabbia dei manifestanti non ha risparmiato dalle critiche nessuno. Si sono innalzati cori di protesta contro il ministro Elsa Fornero e ovviamente contro l’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne. Anche il leader di Idv, Antonio Di Pietro, quando ha provato ad unirsi al corteo in molti gli hanno urlato in faccia dure parole: “siete come tutti gli altri”, “avete deluso i lavoratori”, “ladri”.

Duri i commenti di Landini: “Fabbrica Italia non c’e’ più, quindi si discuta un nuovo accordo rispettoso della CostituzioneLa discussione con Fiat va fatta alla luce del sole come avvenuto negli Stati Uniti, in Francia, in Germania dove il sistema industriale e’ stato difeso con l’intervento pubblico. Non a caso Fiat e’ andata in Serbia, in Brasile, negli Stati Uniti e in Polonia dove ha avuto soldi pubblici. Ma in Italia questa discussione non si sta facendo, e siccome Fabbrica Italia non c’e’ più va discusso un muovo accordo rispettoso della Costituzione. Fiat ha giocato per dividere il sindacato e cancellare il diritto a contrattare dentro le fabbriche. Non abbiamo condiviso questa logica non per difendere la Fiom ma perche’ e’ una disfunzione della democrazia. Siamo di fronte al fatto che Fabbrica Italia non c’e’ più, siamo senza lavoro e senza diritti del lavoro e questo fa regredire il nostro paese“.

Anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha accompagnato i manifestanti di Pomigliano: “Sono qui in piazza cosi’ come ci sono sempre stato anche da giurista e da italiano e oggi da sindaco. E’ naturale per me stare a fianco dei lavoratori. Pomigliano con tutte le altre realtà industriali del territorio, Atitech, Alenia e Ansaldo, e’ il simbolo della lotta per il lavoro“.


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