Piazza del Plebiscito: tra le polemiche è fuga di artisti

Giu 2013

Continua la scia delle innumerevoli polemiche e contese su piazza del Plebiscito dopo lo scomodo decreto firmato dal soprintendente Cozzolino che vieterebbe tutti i concerti e gli eventi in piazza, e la conseguente ed immediata replica del sindaco De Magistris pronto ad impugnare il provvedimento nelle sedi adatte perché «le piazze sono del popolo e non di qualche burocrate».

Ma ecco che sono ben altre le dure conseguenze che il popolo napoletano dovrà vivere sulla propria pelle nei prossimi mesi, e nei prossimi anni.

Artisti del calibro di Pino Daniele e Mark Knopfler hanno già deciso di spostare i loro attesissimi live altrove, persino fuori città.

Ligabue Napoli

Una scelta che sarà obbligata anche per tutti gli altri cantanti che per esibirsi hanno bisogno di luoghi più grandi, più attrezzati, fuori dalla portata della città di Napoli.

A parlare è Ferdinando Salzano, amministratore delegato di Friends and Partners, la più importante società di management del settore musica live e degli eventi, che gestisce artisti come Ligabue, Pino Daniele, Laura Pausini, Mario Biondi, Antonello Venditti, Marco Mengoni, Zucchero e Modà.

Salzano è il primo ad aver portato Pino Daniele nel Plebiscito nel 2008, chiudendo la piazza a pagamento, e replicò l’impresa per Laura Pausini e per Ligabue negli anni successivi, facendo «un incasso di un milione e mezzo di euro, ho riempito gli alberghi, e i ristoranti, e i bar… Abbiamo dato lavoro a 300 facchini partenopei, a 150 persone del servizio d’ordine…»

É sua anche l’organizzazione del concerto del 12 luglio di Pino Daniele, ed è lui che ha scelto, amaramente, di spostare il live al Foro Italico di Roma prima che le proteste e le polemiche dilaghino oltre i limiti, e dichiara al Mattino:

«Avevo saputo dei problemi che sarebbero emersi con la soprintendenza, Pino non poteva restarci in mezzo. Bruce va via, lui in questa città ci è nato, non sarebbe stato giusto metterlo in una tale situazione»

Come andrà a finire? Che Napoli, secondo Salzano, resterà esclusa per sempre dal circuito dei grandi concerti, perché se il prossimo anno Ligabue farà un nuovo tour, a Napoli non potrà più fare tappa, non essendoci strutture adeguate ad accogliere la sua esibizione, e si opterebbe per Salerno.

Ed è ancora Salzano a parlare quando afferma, sempre al Mattino, riferendosi alla piazza più celebre di Napoli:

«Uno spazio del genere viene lasciato al degrado, e nessuno dice niente, se per quattro-cinque giorni in un anno, lo usiamo per grandi concerti, lo mostriamo pieno e pulito, certo negandolo alla vista e all’accesso di quanti non pagano il biglietto, scoppia un caso. Ma è possibile che a Napoli invece di parlare dell’evento artistico Springsteen si debba parlare dello Springsteen che ”rovina” le piazze?»

É davvero questa l’immagine che Napoli è costretta a dare adesso e in futuro? Possibile che le cose belle e le buone occasioni dobbiamo farcele sempre scappare?

Fonte | Il Mattino

Foto | La Repubblica


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