Napoli: Assoutenti chiede il commissariamento dei trasporti

Dic 2012

Poichè la crisi dei trasporti nella regione Campania ha raggiunto oramai proporzioni allarmanti, Assoutenti, durante la conferenza stampa che si è svolta oggi a Napoli nella sala di Poste Italiane, ha affermato che l’unica possibilità per scongiurare lo sfascio totale è il commissariamento del Trasporto pubblico campano.

Mario Finzi, vice presidente Assoutenti, ha dichiarato che se tra due mesi la situazione rimarrà invariata verrà chiesto il commisariamento al Governo : “La situazione non è più governabile e il tpl campano rischia di finire nella spazzatura e dunque come si affrontò quella emergenza, ora va affrontata questa con un unico commissario ad acta del tpl campano che possa operare per la sua ricostruzione”.

Alla conferenza stampa di oggi hanno preso parte anche Massimo Ferrari, responsabile nazionale Assoutenti trasporti, Melania Capasso, delegata regionale, e Antonio Di Gennaro, Delegato provinciale, che hanno proposto una modifica alla legge di stabilità che tuteli la socialità del servizio e nel contempo valorizzi produttività ed efficienza con una forte integrazione modale tra ferro e gomma.

Il problema non riguarda solo i trasporti napoletani.

La situazione è critica in tutto il Bel Paese perché tutto il sistema di trasporto pubblico locale italiano è quasi al collasso a causa dei reiterati tagli lineari che se ne infischiano di ciò che è una normale logica basata sull’efficacia e sull’efficienza. La legge di Stabilità, ormai prossima al varo, imporrà  indiscriminatamente a tutte le Regioni (virtuose e non) ulteriori tagli.

Ovunque negli ultimi mesi si sono verificati disagi e disservizi, dalla Campania alla Lombardia, dal Piemonte al Lazio, dalla Liguria alla Calabria. Dappertutto ci sono state corse cancellate, infiniti ritardi ed una miriade di errori gestionali che rischiano di essere solo un avviso di ciò che potrebbe accadere fin dal prossimo gennaio se non vi saranno gli sperati correttivi che tutte le Regioni italiane hanno richiesto al Governo.

Il problema è gravissimo, a breve potrebbe degradarsi completamente il principio del servizio universale, è cioè il diritto e la possibilità di usufruire anche solo dei livelli minimi di prestazioni a tutela del diritto alla mobilità di tutti i cittadini, che hanno già ampiamente pagato, sia come fruitori che come contribuenti.


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