Napoli elogiata dal Telegraph come gioiello sottovalutato

Apr 2015

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Il giornale inglese Telegraph esalta Napoli, considerata un tesoro sottovalutato, una città piena di passione ed arte, ricca di storia ed amore

Napoli continua ad incantare il mondo e questa volta è la testata inglese Telegraph ad elogiare la nostra città, attraverso le parole del giornalista Stanely Stewart, immediatamente innamoratosi delle nostre bellezze, dei musei, delle strade e della gente del capoluogo partenopeo.

Dopo i 20 motivi per innamorarsi di Napoli, elencati dal blogger statunitense Mattie Bamman anche il cronista inglese non risparmia complimenti e commenti passionali e positivi.
Già dal titolo del suo articolo possiamo da subito intuire il taglio che prenderà il pezzo: “Napoli, passione e morte del gioiello sottovalutato d’Italia” esprime alla perfezione l’idea che Stewart vuole far emergere, cioè quella di una città splendida, ricca di storia ed arte, ma che non gode della considerazione che le spetterebbe.

Tanto che il suo stupore è grande nel constatare il basso numero di turisti presenti in luoghi importanti come il Museo Archeologico Nazionale. Il giornalista, visitando le sue sale, si dichiara particolarmente colpito, oltre che dalle bellissime collezioni Farnese e dai mosaici di Pompei, anche dal famoso Gabinetto Segreto. Si tratta della collezione erotica della stessa Pompei, con oggetti e dipinti relativi alle pratiche sessuali degli abitanti della città romana e che ne evidenziano tutta la “vivacità”. Incredibile, tuttavia, continua il giornalista, come una cosa del genere in città quali Firenze o Roma avrebbe portato orde di turisti a visitare tali meraviglie, mentre al momento della sua visita erano molte poche le persone all’interno del museo napoletano. Tale mancanza viene definita come “uno dei misteri e delle gioie di Napoli”.

Napoli, una città passionale

Continuando il suo giro, Stewart sembra aver colto a pieno quello che è lo spirito di Napoli, una città “poco moderata” in cui “le voci sono alte, la pizza favolosa, i saluti vivaci, la guida atroce, l’architettura gloriosa ed i riti religiosi strani”. Viene immediatamente colto quello che è il profondo legame dei cittadini con il mondo dei morti e degli spiriti, una relazione che da secoli rende la morte come una parte della vita e che consente ai napoletani di continuare a comunicare con i propri cari anche dopo il loro passaggio terreno.

Ma prima di approfondire l’argomento, Stewart sottolinea come sia riuscito a notare ovunque la passione dei partenopei, nelle scritte sui muri, nelle effusioni tra le coppie, negli sguardi provocanti e nelle dichiarazioni d’amore sparse un po’ ovunque in città. Ecco che il giornalista si dichiara, così, innamorato del nostro centro storico, antico e ricco di storia, al contento fatiscente e glorioso, vibrante e bellissimo. Simbolo di una città che è leggendaria e mozzafiato, ricca di amore, ma anche cruda e corruttrice, oltre che corrotta. Ma è anche una città di cui non si può non amare la teatralità, il caos, il caffè zuccherato ed il dorato Belle Epoque del Bar Gambrinus ed il lusso del Teatro San Carlo, il più antico d’Europa.

La Cappella Sansevero

Le bellezze artistiche

L’articolo continua con l’elenco dei più bei musei, palazzi e chiese che rendono la città una delle più ricche, artisticamente ed archeologicamente parlando, al mondo. Oltre al Museo Nazionale, abbiamo lo splendido Palazzo Reale, la Reggia di Capodimonte, il Pio Monte della Misericordia che contiene una splendida opera del Caravaggio, la Cappella Sansevero con il Cristo Velato e le Macchine Anatomiche, la Napoli Sotterranea di San Lorenzo Maggiore con il mercato romano, i resti dell’antico teatro romano di Via Tribunali  e la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco,  la chiesa de  “’e cape e morte”, come viene definita dai napoletani.

La morte e le anime

È proprio in questa chiesa così caratteristica ed evocativa che il giornalista comprende lo “strano” rapporto della città con la morte. Al suo interno nota una donna intenta a pregare, chinata su ossa e teschi, sperando in un’intercessione di qualche anima che l’aiuti a trovare l’amore. Un culto che corre parallelamente a quello “ufficiale”, che si esprime nelle navate superiori della chiesa (il giornalista al momento si trova in una riproduzione sotterranea della chiesa stessa) e dedito alla Maria Vergine e ai santi.

Santa Maria della Anime del Purgatorio

Napoli è, dunque, tutto questo, una città caotica, passionale e meravigliosa, ricca di tesori che non poteva far a meno di far esprimere Goethe con la celebre frase “vedi Napoli e poi muori” e non solo perché si resta ammaliati dalla bellezza del panorama con il Vesuvio in primo piano, la penisola Sorrentina che si allunga e Capri che appare all’orizzonte.

Rrisulta essere anche la città più amata in Italia, a seguito del sondaggio proposto proprio dal Telegraph e che è possibile trovare all’interno dell’articolo originale. Al momento in cui si scrive, il risultato riporta il 65% di voti favorevoli per Napoli, seguita da Roma (13%) e Firenze (9%).

Un gioiello davvero troppo sottovalutato.


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