Napoli, chiude il cinema Arcobaleno al Vomero. Al suo posto un supermercato

Gen 2014

Insegna del cinema Arcobaleno nel quartiere Vomero

Chiude il cinema Arcobaleno al Vomero. Al suo posto, probabilmente, ci sarà un supermercato

Sono tante e sempre di più a Napoli le attività commerciali che dichiarano fallimento ed annunciano la loro imminente chiusura. Ma soprattutto, cosa ancora più triste, sono troppe le istituzioni culturali che abbassano le saracinesche perché non riescono a sostenere, molto spesso, i fitti dei loro spazi, come è accaduto lo scorso anno alla libreria Guida Merliani, pochi mesi fa a Guida Portalba, e la stessa situazione ha colpito anche il megastore Fnac, ora rilevato da Trony.

Ma oggi la notizia della chiusura del cinema Arcobaleno al Vomero ha veramente lasciato senza parole gli abitanti del quartiere collinare partenopeo. Un annuncio inaspettato e che ha fatto calare la tristezza e la malinconia nel cuore di tutti coloro che, sin da bambini, hanno frequentato la sala cinematografica da sempre, assistendo qui alle prime proiezioni della loro vita.

Interno del Cinema Arcobaleno di Napoli

Il cinema Arcobaleno, situato in via Carelli, una delle traverse dell’affollatissima via Luca Giordano, ha rappresentato per 60 anni la cultura del cinema al Vomero, ospitando sempre le ultime opere cinematografiche, e che ha saputo modernizzarsi espandendosi e moltiplicando le sue sale (da una a quattro) ed accogliendo la tecnologia 3D, stando quindi al passo con i più recenti multisala. La causa della sua chiusura imminente è dovuta al caro fitti. I costi di gestione sono diventati insostenibili per i proprietari e coloro che ci andranno a rimettere saranno in primo luogo i dipendenti del cinema, la cassiera e le tre maschere, che perderanno il lavoro, ma soprattutto gli spettatori affezionati a questa piccola “casa del cinema” che ancora si difendeva dalle crudeli regole del mercato della distribuzione cinematografica.

L’ultima proiezione avverrà domenica, dopodiché al posto dell’Arcobaleno nascerà un’altra attività commerciale, probabilmente un supermercato. Ed occorre chiedersi se ci sia davvero il bisogno di un supermercato in un’area che, a pochi metri l’uno dall’altro, è servita già da un Carrefour e dal Flor dò Cafè.

Di chi è la colpa? Ufficialmente del fitto elevato dello spazio, ma ufficiosamente di tante piccole concause generate con la nascita della pirateria cinematografica, con l’avvento dei multisala, e del conseguente ridimensionamento del valore della cultura nel nostro paese. Ma è necessario tenere in considerazione anche il fatto che gli spettatori napoletani, compresi i vomeresi, preferiscono recarsi nei multisala situati molto spesso in periferia, piuttosto che rivalutare le piccole realtà culturali che, seppur lentamente, riescono a tenere il passo con i tempi.

Troppo spesso, inconsapevolmente, tendiamo un pò tutti ad arricchire le tasche di imprenditori, talvolta anche stranieri, che puntano all’interesse commerciale ed economico, piuttosto che alla sensibilizzazione culturale dell’intero paese.

Foto | Il Mattino


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