Lucky Ladies, il reality sull’alta borghesia napoletana | Intervista a Flora Nappi

Giu 2015

Lucky-Ladies-Flora-Nappi_intervista

L’intervista ad una delle protagoniste del docu-reality che mostra il lusso dell’alta borghesia di Napoli. Flora Nappi ci parla di Lucky Ladies

Lucky Ladies è il nuovo docu-reality Sky che racconta la vita di eccessi e lusso dell’alta borghesia di Napoli e che sta riscuotendo un discreto successo di pubblico.

In onda ogni mercoledì su Fox Life alle 21.50, segue le giornate di cinque donne dell’upper class partenopea, tra eventi mondani, party esclusivi e serate glamour, raccontate da Alessandra Rubinacci, titolare di una storica maison di moda.
Voce fuori campo di tutta la serie, accompagna gli spettatori nelle vicende di Flora Nappi, Carla Travierso, Gabrielle Deleuze, Francesca Frendo e Annalaura Di Luggo.

Una delle cinque protagoniste, Flora Nappi, ha concesso un’intervista a Napolike, aiutandoci a capire qualcosa in più sul reality ed anche sul ruolo delle donne nella complicata società partenopea.
Flora ha 35 anni, è laureata in giurisprudenza con specializzazione in Diritto di Famiglia, ha due figlie e affronta le difficoltà originate dalla separazione dal marito. Appassionata di sport estremi, è stata per anni campionessa di vela.

Di seguito, l’intervista alla fortunata protagonista!

Intervista a Flora Nappi

 

Domanda

Lucky Ladies mostra al grande pubblico un’altra faccia di Napoli, quella ricca, delle barche a vela, dei gioielli, dell’equitazione…in netto contrasto con la Napoli che siamo abituati a vedere in televisione (quella di Scampia, dei “rifiuti” o di Gomorra). Lo scopo del reality è anche dare un’immagine diversa della città?

Risposta

Non abbiamo assolutamente questa pretesa. La nostra è una docu-fiction: una parte reale delle nostre vite e una parte decisa con un canovaccio ben scritto dalla produzione. Mi aspettavo dessero più spazio alla nostra  meravigliosa città e invece tutto si è fortemente incentrato sulla nostra vita, sulla nostra quotidianità.

Domanda

A tuo parere, il mondo dell’upper class partenopeo, dipinto come ricco di eccessi, lusso e vizi è fedelmente rappresentato o in realtà c’è anche dell’altro che non traspare?

Risposta

In realtà non è per niente rappresentato, piuttosto direi esagerato. L’upper class partenopea è tanto altro e soprattutto in genere non ama apparire così tanto. La nostra serie prende spunto dall’immaginario collettivo, da ciò che le persone si aspettano succeda in questo mondo.

Domanda

Nel reality si fa riferimento alla volontà e, al contempo, difficoltà di una donna nell’affermarsi nel mondo del lavoro. Quanto è difficile farlo in una città come Napoli?

Risposta

Tantissimo. Vorrei potervi dire che non c’è differenza tra l’affermazione di un uomo o di una donna, ma per quanto questa idea sia piacevole, non è reale. Una donna deve lavorare 3 volte di più: come mamma e 2 volte il lavoro di un uomo. Ma è anche questo che rende noi donne meravigliosamente forti e pronte a tutto, no? Diciamo che Napoli è un’ottima scuola.

Domanda

Quanto di vero c’è nella storia delle protagoniste?

Risposta

Direi che il 50% è vero. Come dicevo la fiction prende spunto dall’immaginario collettivo mentre il documentario delle nostre vite prende effettivamente spunto da cose reali che viviamo.

Domanda

È la tua prima esperienza in televisione? Se sì, come ti sei trovata a mostrare parte della tua vita alle telecamere? Pensi ad un futuro su questa strada?

Risposta

Si è la mia prima esperienza. All’inizio ho avuto un po’ di difficoltà perché non mi sentivo molto a mio agio, poi mano mano ho iniziato a divertirmi e quindi mi sono sentita meglio e ho vissuto questa esperienza in maniera davvero piacevole. Non ti so dire se penso di continuare o meno. La mia vita è fare l’avvocato ma soprattutto essere mamma a tempo pieno e qualsiasi cosa farò voglio che sia solo un di più e un modo per divertirmi.

Domanda

Vi definiscono “Lucky Ladies”, ma in cosa vi sentite più “fortunate” delle altre donne di Napoli?

Risposta

Io mi sento fortunata solo perché sono riuscita a raggiungere i miei obiettivi e l’ho fatto con il sacrificio e il duro lavoro. Certo un pizzico di fortuna non guasta mai, ma sono sicura che tutte possiamo sentirci fortunate se ci dedichiamo alle cose realmente importanti della vita. Sono stata per anni campionessa di vela e ci sono riuscita perché mi dedicavo ad una passione. Sono tutt’ora una mamma e in questo vedo la mia fortuna più grande.

Domanda

In molti hanno accusato il programma di essere fin troppo superficiale, tu cosa ne pensi a riguardo?

Risposta

Mi rendo conto che può apparire tale ed è un peccato che non sia stato colto il vero messaggio, anzi che noi non siamo riuscite a comunicarlo. Diciamo che qui gioca molto il montaggio e la produzione su cui non abbiamo nessun potere.

Conclusioni

Nonostante il racconto televisivo della vita delle fortunate signore di Posillipo sia estremizzato dalle necessità del mezzo, come confermato da Flora Nappi, ne emerge in ogni caso il quadro di una parte di Napoli poco raccontata e conosciuta.

La serie vuole anche porre l’accento sugli ostacoli che una donna deve affrontare per emergere in una società difficile come quella di Napoli, cercando di far comprendere che con la giusta determinazione si può andare avanti.

Certo, come ci ha confessato anche Flora, la nostra città avrebbe potuto essere più protagonista e meno da sfondo, per contribuire nel suo piccolo a diffondere le meraviglie che possiede. Probabilmente una scelta del genere avrebbe anche attenuato le critiche negative che vogliono il programma troppo “trash” o effimero.
Ma chissà, le prossime puntate della serie potrebbero stupirci anche in tal senso!


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