La Pastiera Napoletana messa in scatola da Melegatti. E’ bufera sul web

Apr 2014

La confezione della Pastiera napoletana di Melegatti

La “Pastiera Napoletana” messa in vendita dall’azienda Melegatti scatena la polemica sul web. Sofia Loren: “In scatola non si mangia. La pastiera la si prepara in casa”

“Deliziosa torta con grano saraceno e arancia candita, con cuore di crema alla ricotta”, è questa la descrizione che si legge sulla confezione della Pastiera di Melegatti, accompagnata da un’immagine di questo nuovo prodotto che somiglia molto di più ad una banalissima torta che al tipico dolce partenopeo.

La Melegatti, azienda dolciaria di Verona conosciuta soprattutto per il suo Pandoro, ha deciso di lanciare sul mercato, proprio a ridosso del periodo di Pasqua, la Pastiera “in scatola”, facendo storcere il naso a tutti coloro (e sono davvero tanti) che considerano la Pastiera Napoletana uno dei dolci “simbolo” del periodo pasquale e della tradizione gastronomica e culinaria partenopea, sul quale aleggia anche una certa “sacralità” impossibile da scalfire.

La Pastiera napoletana tradizionale, tipico dolce di Pasqua

Come si può facilmente immaginare, sul web è nata una vera e propria bufera, che chiama in causa le secolari querelle tra Nord Italia e Sud Italia e che divide l’opinione pubblica in due. Da un lato ci sono i “puristi”, coloro che considerano la pastiera un “rituale” più che un prodotto da confezionare e da mangiare all’occorrenza, e dall’altro c’è chi “perdona” ai settentrionali queso incauto gesto, segno di chi prova invidia per la nostra cucina e la nostra cultura gastronomica, ma la cui bontà e genuinità, offrendone un banale surrogato industriale, non potrà mai provare davvero.

A schierarsi apertamente contro la “pastiera in scatola” di Melegatti l’attrice partenopea Sofia Loren che, orgogliosa e compiaciuta esclama: “La pastiera in scatola? Non si mangia. La pastiera si prepara in casa”.

E come darle torto? La Pastiera a Napoli è un rituale che prende vita nei giorni precedenti la Pasqua in tutte le case partenopee e che ricongiunge tutta la famiglia intorno a gesta “sacre” che non si possono chiudere in una confezione industriale. Un rituale che, tra l’altro, ricorda quello originario. Secondo la leggenda, infatti, la Pastiera fu creata dalla sirena Partenope e, nel periodo primaverile in occasione di alcune feste pagane, alcune fanciulle offrivano ai piedi della sua tomba farina, ricotta, uova, grano, acqua di fiori d’arancio, spezie e zucchero. La ricetta (qui quella originaria) fu poi perfezionata nel convento di san Gregorio Armeno.

La scatola della Pastiera Napoletana messa in vendita da Melegatti

Se si può con facilità provare a mescolare gli ingredienti della tradizione ed imitarne il prodotto (dai risultati comunque discutibili), non si può emulare un’atmosfera che racchiude sensazioni, come il profumo di vaniglia e fiori d’arancio che si diffonde nelle case, sapori e gesti che diventano lo spirito stesso della Pasqua e dell’armonia familiare. C’è chi a Napoli fa le “gare di pastiera”, chi ne sforna quattro o cinque al giorno perché deve regalarle, come ogni anno, all’amica, alla cognata e alla vicina di casa. Si può chiudere tutto questa generosità e tutta questa “sacralità” in una scatola da vendere al supermercato? Si può fare della tradizione un business?

Su Facebook è stata creata una fanpage dal nome “Diciamo no alla pastiera Melegatti”, che ha raggiunto in pochi giorni più di duemila “like” e dove gli amministratori scrivono “Come ogni dolce anche la pastiera conosce diverse varianti e accorgimenti di famiglia in famiglia. Ma non possiamo accettare che per mere ragioni commerciali si produca un dolce industriale col nome ” Pastiera” che non sembra nemmeno un lontano parente del dolce tradizionale!”

Insomma i capisaldi della tradizione e della cucina napoletana non si toccano, soprattutto per farne un “pezzotto” che della Pastiera, riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale campano, non ha neanche la parvenza esteriore.

Se proprio al Nord hanno voglia di assaggiare il nostro dolce prelibato facessero un salto a “La Pastiera Napoletana”, un negozio situato in via Benedetto Croce a Napoli che tutto l’anno vende esclusivamente pastiere napoletane realizzate artigianalmente e confezionate in scatole di metallo, che i turisti, ma anche gli stessi partenopei, possono portare a casa. Un’occasione come tante altre per visitare la nostra splendida ed, è il caso di dirlo, “invidiata” città.


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