"La cantata dei pastori" diventa un cartoon ambientato nei Campi Flegrei

Dic 2012

Il Natale 2012 si tinge anche un poco di azzurro grazie ad una idea tutta napoletana. Infatti, il 26 dicembre tutti a tavola con La Cantata dei Pastori: all’ora di pranzo verrà trasmesso un cartone animato, in parte in 3D ed in parte con disegni veri e propri, grazie alla collaborazione tra Rai Fiction e MAD Entertainment, la casa di produzione di Luciano Stella.

Il capolavoro fu scritto nel 1698 dal gesuita Andrea Perrucci con lo pseudonimo Casimiro Ruggiero Ogone e per più di 3 secoli è stato riprodotto nei grandi e piccoli teatri dai più grandi attori del palcoscenico. In ambito partenopeo, e non solo, è stato Peppe Barra e tenerlo in vita per molti anni ed ora si trasforma in un lungometraggio di animazione della durata di 50 minuti. Attori, artisti e disegnatori sono tutti napoletani e sono stati diretti da Nicola Barile negli studi di Piazza del Gesù Nuovo.

La location scelta sono i Campi Flegrei, in quanto luogo simbolico e misterioso. Proprio Baia rappresenterà Betlemme. Plutone, il re degli inferi che vive nel Lago d’Averno, da secoli il simbolo dell’ingresso all’inferno, sarà uno dei protagonisti insieme a Razzullo e Sarchiapone. Immancabile la Sibilla Cumana: la sacerdotessa è un simbolo tipico della tradizione presepiale del ‘400 e viene usata per rappresentare le profetesse.

la cantata dei pastori diventa cartoon

La Grotta, invece, è stata ricostruita nel  tempio di Diana, nel parco archeologico di Baia. Il doppiaggio sarà effettuato per la maggior parte dagli attori che interpretano Un Posto al Sole. Come ha spiegato Basile stesso, si tratta di una narrazione in un meta-presepe:

“La Cantata dei Pastori parla di una storia legata alla Natività, che si svolge all’interno del Presepe napoletano, che è già una narrazione della stessa materia, quindi mi è piaciuta l’idea di aggiungere un ulteriore livello: da alcuni indizi si percepirà che la “Cantata” si svolge all’interno del presepe, rappresentato nei Campi Flegrei, che a sua volta altro non é che un presepe allestito da un “qualcuno” fuori campo, che sta costruendo questo presepe con tutte le cose che entrano in gioco per realizzarlo: pompette che azionano mulini, fontane e carte da gioco. Il grande forno in realtà è un accendino zippo. E lo scrivano Razzullo si sveglierà in vero presepe nel bel mezzo di San Gregorio Armeno”.

 

Fonti foto: mattino.it e repubblica.it


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