“Il servitore di due padroni” di Antonio Latella al Teatro Bellini

Feb 2014

Scena dello spettacolo Il servitore di due padroni di Antonio Latella al Teatro Bellini

“Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni riscritta da Antonio Latella, in scena al Teatro Bellini di Napoli

Antonio Latella si misura con una delle più celebri commedie di Carlo Goldoni, Arlecchino servitore di due padroni, ma anche con la più diffusa versione di quest’opera, quella di Giorgio Strehler. (Qui la recensione dello spettacolo su Napolike)

Il servitore di due padroni, questo il “nuovo” titolo dell’opera di Latella, ha per tema centrale la menzogna, quella che contraddistingue la figura del protagonista, Arlecchino, una delle più note maschere della commedia dell’arte, che qui diventa Truffaldino, un servitore che, tra salti, capriole ed inganni, mente a tutti, anche a sé stesso e agli spettatori. Un personaggio che va, secondo Latella, necessariamente prelevato dalla tradizione per trasportarlo nella nostra epoca, e scoprirne le potenzialità da cui poter far ripartire il teatro:

Goldoni è il nostro teatro scritto, la nostra origine… Arlecchino è il nostro Amleto, non si può non incontrarlo nel proprio cammino teatrale, almeno per me

Scena de Il servitore di due padroni di Antonio Latella al Teatro Bellini

In questo spettacolo tutto è falso, pura commercializzazione di sentimenti ed anime. Lo stesso Truffaldino è l’insieme di tutte le menzogne degli altri personaggi, un uomo senza maschera e ricco di ombre, individuato da Latella come il fratello morto di Beatrice e con la quale ha un incesto. Una riscrittura di Goldoni inquieta ed ambigua, che sposta il fulcro principale della vicenda da Arlecchino (che non compare nel titolo) agli aspetti già contemporanei presenti in essa:

La crudeltà è la mercificazione dei sentimenti, che c’ era in Goldoni come c’ è oggi. In questa commedia, ognuno è al servizio di qualcosa o di qualcuno, l’amore è continuamente contaminato da interessi, bugie, travestimenti, qualcosa che oggi conosciamo bene. 

Insomma cosa resta del testo di Goldoni?

Cosa resta? Il vuoto, graffiato dal sorriso beffardo delle maschere. Se togliamo i salti, gli ornamenti, la recitazione meccanica fatta di suono ma mai di testo e sottotesto, se togliamo le maschere, cosa resta? Il vuoto, forse l’orrore della nostra contemporaneità. L´orrore dell’uomo che davanti al peso del denaro perde peso, diventa anoressico: non è corpo in un costume che tutto permette ma scheletro in un corpo che tutto limita.

Informazioni sullo spettacolo Il servitore di due padroni

Quando: dal 18 al 23 febbraio 2014

Prezzo biglietti:

Martedì

  • I posto: 20 euro
  • II posto: 15 euro
  • III posto: 12 euro

Mercoledì, Giovedì e Venerdì

  • I posto: 25 euro; Ridotto: 22 euro
  • II posto: 20 euro; Ridotto: 18 euro
  • III posto: 17 euro-, Ridotto: 15 euro

Sabato e Domenica

  • I posto: 30 euro
  • II posto: 25 euro
  • III posto: 20 euro

Dove: Teatro Bellini, via Conte di Ruvo 14, Napoli


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