Il Magazzino 18 di Simone Cristicchi al Teatro Bellini, per non dimenticare il dramma delle foibe e l’esodo istriano [Recensione]

Ott 2014

Simone Cristicchi nel suo spettacolo Magazzino 18 al Teatro Bellini di Napoli

Il “Magazzino 18” di Simone Cristicchi commuove e conquista il pubblico del Teatro Bellini, raccontando le pagine di una storia dimenticata che grazie al suo “musical-civile” riprende vita

Tanti applausi ed una meritatissima standing ovation per Simone Cristicchi, che ha portato al Teatro Bellini di Napoli il suo “musical-civile” Magazzino 18 ispirato ad una delle pagine più dolorose e dimenticate della storia d’Italia.

Uno spettacolo che vede Cristicchi cantore, narratore, insegnante ed evocatore di ciò che troppo facilmente gli italiani hanno dimenticato e fatto dimenticare. Perché purtroppo in Italia ancora tanti (troppi) sanno che il nostro paese 70 anni fa perdeva alcuni territori con il trattato di pace del 1947, dopo la sconfitta della seconda guerra mondiale. Si tratta dell’Istria e della fascia costiera ad est,di  città come Pola, Fiume, Rovigo, Zara e la Dalmazia. Tutte località italianissime, che furono consegnate alla Jugoslavia di Tito, che cominciava in quel periodo la sua dittatura comunista, tra attentati ed atti di violenza gratuita contro coloro che avevano sempre abitato in quelle terre, in quelle case, e che da un giorno all’altro sono stati identificati con i fascisti, da abbattere, da uccidere, da cacciare via per sempre.

Dal 1 gennaio 1947 e fino al mese di marzo dello stesso anno, migliaia e migliaia di italiani (se ne contano almeno 350mila) decisero quindi di arrendersi al totalitarismo di Tito, e di scegliere l’esodo, il rischio di emigrare dalle proprie terre natìe, per raggiungere la patria oltre l’adriatico, e sperare in un futuro migliore. Portarono con sé di tutto, mobili, sedie, armadi, letti, materassi, oggetti di ogni tipo, anche quaderni, libri, insegne di negozi, abiti, accessori, stoviglie, fotografie, giocattoli. Tutto ciò che gli esuli speravano di poter utilizzare in nuovi spazi per vivere e che fu spedito al Porto Vecchio di Trieste, dove sarebbero passati a recuperarli una volta stabilizzati in Italia. Invece, ancora oggi, il Magazzino 18 del Porto Vecchio, custodisce migliaia di oggetti, il contenuto di vite disperse e dimenticate, diventando un luogo della memoria di chi, a causa delle sfortunate casualità della storia, “gente spazzata via dall’uragano del destino”, si è trovato straniero in terra propria.

ci chiamavano “fascisti”, eravamo solo italiani,
italiani dimenticati in qualche angolo della memoria,
come una pagina strappata dal grande libro della storia…

Ah…come si fa? A morire di malinconia per una vita che non è più mia,
che male fa, se ancora cerco il mio cuore dall’altra parte del mare…

Simone Cristicchi racconta, spiega, trasmette, illustra, attraverso semplici parole, coinvolgenti brani musicali composti ad hoc per lo spettacolo, attraverso fotografie d’epoca, filmati dei telegiornali, ed interpreta. Ora è l’archivista Persichetti, un funzionario del ministero romano (emblema dell’italiano medio indifferente e disinteressato), incaricato di fare un inventario degli oggetti del Magazzino 18 e che, come accade con le matrioske, riesce a comporre la storia dell’esodo istriano dalle origini; ora è una delle voci di chi che non ce l’ha fatta ed è stato trascinato con forza dai partigiani slavi nelle foibe, di coloro che il 18 agosto del 1946 si trovavano sulla spiaggia di Vergarolla, a Pola, quando improvvisamente  esplosero degli ordigni bellici che uccisero e ferirono centinaia di persone. “Una delle più gravi stragi mai accadute in Italia, in tempo di pace”, come racconta lo stesso Cristicchi.

Simone Cristicchi Teatro Bellini

Grazie al Magazzino 18 di Simone Cristicchi, evocato in scena soltanto da pochissimi oggetti della memoria, come sedie accatastate e tavoli, le pagine della storia dimenticate riprendono vita e si susseguono davanti ai nostri occhi, dalle violenze effettuate dagli stessi italiani di Mussolini agli slavi durante la seconda guerra mondiale, al silenzio delle foibe istriane dove trovarono la morte tantissimi italiani sequestrati e dati per dispersi. Fino alla strage di Pola, dove persero la vita persone il cui cadavere non fu mai identificato o trovato, tra cui bambini, donne, uomini, anziani, un’intera popolazione martoriata dalla sete di potere e di vendetta dei totalitarismi.

Non c’è da schierarsi a destra o a sinistra davanti a questi anni di storia dimenticata, ma soltanto da chiedersi il motivo di tanto odio e di tanta violenza, ma soprattutto dell’oblìo voluto dai posteri e che soltanto negli ultimi anni sta lasciando il posto alla verità.

Simone Cristicchi dà prova in questo spettacolo di grande senso di responsabilità civile nei confronti del proprio pubblico e riesce a districarsi bene tra i momenti narrativi, quelli interpretativi e gli intermezzi cantati. Il musical chiude su un importante e fondamentale monito per il futuro, quello che Cristicchi chiama l’undicesimo comandamento, “Non dimenticare”.

Ed il pensiero, alla fine, va agli immigrati di ieri e di oggi, alle polemiche ed alle accuse senza senso mosse nei confronti di coloro che hanno avuto la sfortuna di nascere e di vivere in territori soggetti a soprusi ed a guerre di potere che nulla hanno a che fare con il rispetto nei confronti dell’essere umano. Non si può giudicare chi ha deciso di lasciare la propria terra per trovare fortuna altrove, e neanche chi ha deciso di restare a casa seppur sotto un regime straniero.

Lo spettacolo Magazzino 18 è ancora in scena al Teatro Bellini fino a domenica 26 ottobre 2014. Per conoscere orari e prezzi dei biglietti consultare la nostra scheda su Napolike.

Foto | VIA


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