Fnac Napoli: svendita totale fino al 26 maggio. Al suo posto ci sarà Trony

Mag 2013

Gli scaffali mezzi vuoti del celebre megastore francese del Vomero lo facevano presagire da qualche meseLa Fnac sta per chiudere, e stavolta non si tratta di una “minaccia” che sarà smentita tra un paio di giorni. Ad annunciarlo è lo stesso punto vendita, con una svendita totale dei prodotti cominciata venerdì 17 maggio e che proseguirà fino al 26 maggio. Tutti i prodotti in vendita, dai libri all’elettronica di consumo, dai cd e dvd ai gadget, saranno scontati dal 30% al 70%.

Sono ormai tre giorni che la Fnac è assaltata da lunghe file di clienti che lo scorso week-end hanno congestionato via Luca Giordano, e che sono continuate anche in questo lunedì sin dalle 9 del mattino, un’ora prima dell’apertura del negozio.

Fnac fila svendita

Ragazzini, coppie, famiglie, clienti abituali o meno, sono entrati a piccoli gruppi alla ricerca del prodotto superscontato, degli ultimi modelli tecnologici, ma anche di libri, cd e dvd, per poi uscire dal negozio carichi di buste.

Non sono mancate resse e calche di folla, che si sono attenuate con l’intervento di polizia e carabinieri e disciplinate con delle transenne di ferro.

Mania di acquisto a bassissimo costo o nostalgia di un punto di ritrovo sociale e culturale, uno dei pochi presenti nella nostra città? Entrambe le cose, unite forse alla rabbia per non essere riusciti a salvare un negozio che era, prima di tutto, una libreria in cui poter sfogliare un libro durante la passeggiata della domenica mattina, per ascoltare l’ultimo cd del proprio cantante preferito, per assistere ad un breve live di presentazione di una band emergente o ad un incontro con l’autore di un nuovo libro all’interno del forum.

Al posto di Fnac, a partire da giugno 2013, ci sarà Trony, che ha rilevato il gruppo francese attraverso una sua società, la Dps Group. Per qualche tempo resterà il marchio originario, poi si proseguirà con la vendita di elettrodomestici e prodotti di elettronica, ponendo fine alla vendita di libri.

I 71 lavoratori saranno in parte salvati. Quelli del primo piano (elettronica di consumo) saranno reintegrati nel nuovo store, quelli del piano inferiore (libri ed editoria), andranno in cassa integrazione, circa 40 dipendenti.

Napoli fa un passo indietro”, dichiara il  presidente del comitato Valori collinari Gennaro Capodanno, perché i cittadini che in questi giorni stanno facendo interminabili file per accaparrarsi i resti di un punto di aggregazione culturale, non riescono ancora a comprendere che diventerà semplicemente un rivenditore di elettrodomestici, che manterrà alto il valore del “consumismo” a discapito di quello “didattico” e “formativo”.

Si spera soltanto che la nuova gestione possa intervenire con un piano di rinnovamento che tenga conto di ciò che quel posto ha rappresentato in questi anni per il Vomero e per l’intera città.


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