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El Paìs elogia Napoli, il giornale spagnolo elenca 8 ragioni per visitarla

Il giornale spagnolo El Paìs elogia Napoli e le sue bellezze elencando 8 motivi per cui è imperdibile!

Il quotidiano spagnolo El Paìs ha elogiato Napoli in un suo articolo elencando le 8 ragioni per cui la città è imperdibile per qualsiasi turista, aggiungendosi agli altri giornali stranieri che sono rimasti affascinati dalla nostra città.

Ispirandosi all’ormai celeberrimo “vedi Napoli e poi muori“, El Paìs ha esortato i suoi lettori a visitare Napoli perché ricca di bellezze tra panorami, palazze storici, chiese, musei, numerosi altri luoghi della cultura, la movida, l’arte e la musica.

Ecco gli 8 motivi per cui non si può non visitarla.

Napoli a 360°

Il primo punto fa riferimento al Vomero, quartiere collinare da cui si può godere di una stupenda vista di tutta la città. El Paìs, però, si sofferma soprattutto sul Castel Sant’Elmo e le sue bellissime sale interne che si possono visitare soprattutto in occasione di eventi e mostre e la sua enorme terrazza che sembra una fantasia di De Chirico. C’è spazio anche per il Museo del Novecento che si trova dentro il Castello e per la Certosa di San Martino. Considerata uno dei luoghi memorabili dal New York Times, contiene anche molte opere spagnole tra cui i Ribera.

Le metro più belle del mondo

Non poteva mancare un riferimento alla Stazione Toledo, alla cui realizzazione hanno partecipato anche artisti di arte contemporanea, è stata considerata dalla CNN la stazione più sorprendente d’Europa, vincitrice dell’Oscar per l’utilizzo innovativo dello spazio sotterraneo, premiata a Londra e che ha sedotto anche l’India. Anche la Stazione di Piazza Municipio è considerata incredibile perché durante i lavori per la sua costruzione è stato ritrovato un antico porto romano.

Napoli Sotterranea

Il sottosuolo di Napoli, soprattutto Napoli Sotterranea, merita un paragrafo a parte perché nei secoli è stata adibita a vari usi finché, durante la Seconda Guerra Mondiale, non è stata utilizzata come rifugio dalla popolazione. Ancora oggi si possono trovare lì sotto vecchie auto ed oggetti di uso quotidiano che testimoniano quel periodo storico.

La Pignasecca

Un mondo a parte ricco di profumi e sapori in cui si trova anche un grande mercato all’aperto. La Pignasecca strega il turista con i suoi locali e pizzerie, alcune molto famose come Attilio, in cui si può trovare tutto lo street food napoletano dalle fritture alle pizze, passando per dolci come babà e sfogliatelle.

L’altro Vulcano

Pozzuoli e la Solfatara, considerata il fratello minore del Vesuvio, sono altri due luoghi da non lasciarsi sfuggire. a Pozzuoli di recente è stato riaperto il Rione Terra con le sue caratteristiche stradine e case, mentre nella Solfatara si rimane a bocca aperta tra fumarole e vapori.

La movida

Napoli è anche un luogo in cui i giovani possono divertirsi la sera e due zone hanno particolarmente colpito il giornale spagnolo. Chiaia, il quartiere più chic, è frequentata soprattutto da giovani più eleganti che si fermano nei baretti per un aperitivo o un calice di vino. È anche un luogo in cui i giovani talenti possono esporre la propria arte, ad esempio nel PAN.
Molto diverso è il centro storico, nelle zone di Piazza Dante, Piazza Bellini e Port’Alba, frequentate prevalentemente da universitari tra caffè letterari locali come Peppe Spritz e siti in cui si organizzano happening ed incontri, come lo Spazio Nea.

Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico, tra i circa 30 musei ufficiali della città, è quello più importante sopratutto per la scultura. Un’area in particolare, il gabinetto segreto o erotico, in cui si trovano oggetti relativi all’arte erotica dei Romani.

Santa Lucia

Oltre ad essere una famosa canzone, Santa Lucia è una bellissima zona nota per la presenza di pescatori in un’area che si rivolge verso il mare come una freccia. Vi si trova Castel dell’Ovo legato alla leggenda dell’uovo di Virgilio ed anche il Borgo Marinari, un nodo di strade, localini e ristoranti in cui mangiare pesce fresco, come il noto Zi’ Teresa.

L’articolo originale di El Paìs.